russel crowe

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«Norimberga» è una lezione sul Male. Chi lo vuole estirpare, non vede il suo
Russel Crowe in Norimberga, il film
Il film ripercorre i confronti fra uno psichiatra americano e il gerarca Göring prima del processo ai nazisti. Porta a galla una verità: la malvagità è parte dell’umano. Tentare di asportarla chirurgicamente è da illusi.

La bellezza e la potenza di Norimberga, film di James Vanderbilt ora nelle sale, non stanno tanto nel soggetto trattato - sempre perversamente affascinante - e nemmeno nella straordinaria interpretazione di Russell Crowe, calatosi con grande talento nelle trippe strabordanti di un Hermann Göring gonfiato e imbolsito dal potere. Sì, certo, il lungometraggio ha una trama affascinante e scorre tutto sommato veloce, beneficia del lavoro di bravi interpreti e di una bella sceneggiatura. Quando affronta l’enorme tema dell’Olocausto cerca di evitare la retorica e opta per un orrore brutale che lascia congelati. Ma questi sono elementi accessori, benché importanti.

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«Con l’Italia amore a prima vista»
Russel Crowe (Ansa)
Russell Crowe, che è anche un chitarrista, confida a Rtl la sua passione per il Belpaese. «Ci vengo spesso. E poi sono un tifoso della Lazio: in estate il mio tour parte da Roma».
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