In un recente libro, due tra i principali psichiatri e psicologi del mondo affermano che l’autodeterminazione del proprio sesso implica che «l’altro non ha più posto». E il progresso serve solamente per abolire i limiti.
Viviamo immersi in un sistema che è allergico alle differenze. E che, per eliminarle, non esita a ricorrere a metodi autoritari e coercitivi. Se poi fallisce, non dà la colpa ai propri dogmi, ma alla poca forza e convinzione con cui sarebbero stati promossi.
Gli scaffali oggi grondano di melassa neorealista zeppa di opinioni tranquilizzanti. Abbiamo perso il gusto, e la potente freschezza, delle trame che uniscano adrenalina ed eroismo senza la cieca devozione alla verosimiglianza. Insomma, ci manca un altro Salgari.