montecitorio

Fedeli in coda per l’addio a Francesco. Israele divisa sullo sgarbo di Bibi
La camera ardente per Papa Francesco (Ansa)
  • Una folla ordinata saluta per l’ultima volta Jorge Mario Bergoglio. Mentre arrivano le prime defezioni pesanti ai funerali: no di Pedro Sánchez e Donald Tusk, Viktor Orbán in forse. Vladimir Putin invierà il ministro della Cultura. Comunità ebraica presente.
  • A Montecitorio il capo dei dem cerca la rissa anche al ricordo istituzionale del Pontefice: «Ipocriti». Matteo Renzi fa la predica sui migranti e Carlo Calenda lo rimette a posto: «Troppo egotismo».

Lo speciale contiene due articoli

«La Costituzione di tutti. Dialogo sul premierato». L'incontro a Montecitorio
Giorgia Meloni (Ansa)

Mercoledì 8 maggio, nel giorno in cui il testo per l’elezione diretta del premier arriva in Parlamento, un incontro nella Sala della Regina della Camera dei deputati per confrontarsi sul futuro della Nazione e del suo ammodernamento. In platea imprenditori, professionisti, accademici, scienziati, artisti e sportivi, che rappresentano uno spaccato rappresentativo delle classi dirigenti. «La Costituzione di tutti. Dialogo sul premierato» è promosso dalle Fondazioni Alcide De Gasperi e Bettino Craxi.

La delega fiscale passa alla Camera. Voto definitivo prima di Ferragosto
Federico Freni e Giancarlo Giorgetti (Getty Images)
Allentata la stretta sulle sigarette elettroniche. In stand by la flat tax per i dipendenti.
«Lo Stato vuole l’Imu sulla mia casa occupata»
Massimo Maramma, da lunedì in sciopero della fame e della sete davanti a Montecitorio (iStock)
Massimo Maramma: «Sono obbligato a pagare la tassa su un immobile sequestrato da inquilini che dal 2019 non versano l'affitto, l'unica mia fonte di reddito, con cui pago anche l'università. Una trappola. Faccio lo sciopero della fame per cambiare la legge».
Rischio Caporetto a Palazzo Madama. E adesso Zinga rivaluta le elezioni
Filippo Attili /Italian Prime Ministry / Handout/Anadolu Agency via Getty Images
Il segretario dem ammette: «La strada è strettissima». Così, se la maggioranza in Aula fosse troppo al di sotto di quota 161, potrebbe dare l'assenso al ritorno alle urne, pur di liberarsi di Matteo Renzi. Con il beneplacito del Colle.
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