Economia, politica e geopolitica nei rapporti tra Italia ed Europa. Saranno questi i temi di discussione attorno ai quali si svolgerà il Giorno della Verità, l’evento organizzato dal nostro quotidiano in programma martedì 14 maggio a Milano, presso Fondazione Riccardo Catella, a partire dalle 10 e 30. Tra i presenti, oltre a diversi amministratori delegati e manager d’impresa, anche i ministri Francesco Lollobrigida, Gilberto Pichetto Fratin, Giancarlo Giorgetti, Adolfo Urso e Giuseppe Valditara e il premier Giorgia Meloni. Si comincia alle 10 e 30 con l’apertura dei lavori affidata al direttore Maurizio Belpietro e alla giornalista e conduttrice televisiva Sabrina Scampini. Alle 11 via con il primo panel dal titolo Agricoltura e agroindustria. La difesa dei marchi italiani, con il giornalista Carlo Cambi che intervisterà il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida e un intervento del ceo di Bf, Federico Vecchioni. Alle 11 e 45 toccherà al condirettore della Verità, Massimo de’ Manzoni, salire sul palco per condurre il panel Energia, ambiente: la demagogia ci ha reso un Paese fragile, all’interno del quale interverrà il ministro dell’Ambiente, Pichetto Fratin. Dopodiché, il vicedirettore della Verità Claudio Antonelli modererà un confronto tra il direttore Italia Enel Nicola Lanzetta, il presidente di Assoambiente, Chicco Testa, e la direttrice technology, R&D and digital di Eni, Francesca Zarri. Alle 12 e 30 sarà la volta di Focus elezioni nazionali e internazionali: la grande truffa del giornalismo imparziale, tavola rotonda con Peter Gomez, Paolo Del Debbio e Belpietro. Il conduttore di Dritto e Rovescio e il nostro direttore intervisteranno poi il ministro delle Imprese e del Made in Italy Urso e il collega dell’Economia Giorgetti. Alle 15 e 30 si parlerà di Lavoro, formazione e innovazione con i vicedirettori della Verità Francesco Borgonovo e Martino Cervo in un panel che vedrà la partecipazione del ministro dell’Istruzione Valditara e gli interventi del direttore di Skuola.net Daniele Grassucci, il prorettore del Politecnico Giuliano Noci, il ceo di Openjobmetis Rosario Rasizza e il ceo di Multiversity Fabio Vaccarono. Gli ultimi due panel, alle 16 e 15 e alle 16 e 45, sono Europa, patto di stabilità, Mes, Pnrr. Quando troppe regole rallentano la crescita, affidato alla giornalista Camilla Conti, che modererà gli interventi del condirettore generale di Banco Bpm Domenico De Angelis e del prorettore del Politecnico Giuliano Noci; e I nuovi investimenti sui binari della geopolitica: mercati, export, concorrenza fuori e dentro l’Europa, condotto da Antonelli con il presidente e ad di Philip Morris Italia Marco Hannapel, il Group chief investment officer di Generali Francesco Martorana e il presidente di Simest Gruppo Cdp Pasquale Salzano. A chiudere la giornata, dalle 17.30, l’intervista del direttore Belpietro al premier Giorgia Meloni. I lettori interessati a seguire l’intervista potranno farlo collegandosi alla diretta streaming che sarà trasmessa sul nostro sito www.laverita.info e sui nostri social Instagram, Facebook, X e Youtube.
Ci sono tantissime occasioni per gustare la melagrana, il succo è ottimo al mattino, come dissetante, potete farci delle torte o semplicemente usatelo come colorante toccasana in alcuni piatti. Ebbene oggi abbiamo pensato di presentarvi una salsa che ha nella melagrana il suo sentore predominate, da accompagnare a un taglio di carne di pregio. In cucina dunque.
Si avvicina il Natale e il colore del Natale è il rosso, è la tonalità della vita, del «sol invictus», della rinascita. È anche il colore del frutto caro a Demetra che appunto, ora che Persefone riemerge dall'Ade, la celebra spargendo nuova fertilità sulla terra con i tanti semi della melagrana. A testimonianza del passaggio continuo di simbologia tra i riti antichi e la religione cristiana sta a esempio un capolavoro di Sandro Botticelli che sol che ci facessero andare ai musei potreste ammirare a Firenze alla Galleria degli Uffizi: la Madonna della Melagrana. Sapete, ce lo dice la scienza della nutrizione che questo frutto all'apparenza difficile da mangiare, aspro e insieme dolce, complesso e diffusissimo è un toccasana, ma ce lo dice anche la mitologia e persino la tradizione ebraica che indica nella melagrana il frutto della giustizia perché ha 613 semi tanti quanti sono i comandamenti e precetti della Torah, che questo «alveare di semini rossi» è un dono prezioso della natura. Così prezioso che a esso è affidata la felicità degli sposi nella nostra tradizione mediterranea in segno di unità, di fertilità, di prosperità.
Ci sono tantissime occasioni per gustare la melagrana, il succo è ottimo al mattino, come dissetante, potete farci delle torte o semplicemente usatelo come colorante toccasana in alcuni piatti. Ebbene oggi abbiamo pensato di presentarvi una salsa che ha nella melagrana il suo sentore predominate, da accompagnare a un taglio di carne di pregio. In cucina dunque.
Ingredienti - 1 chilo di manzo (noi preferiamo lo scamone, ma va benissimo anche la noce o la fesa) 4 melagrane piuttosto grandi e mature, 50 grammi di burro di primo affioramento, 5 cucchiai di olio extravergine di oliva, 30 grammi di senape, 250 grammi di patate meglio se novelle, 1 bicchiere scarso di vino bianco secco, un rametto di rosmarino, qualche foglia di salvia, una cipolla bianca, sale e pepe q.b.
Procedimento - Sgranate le melagrane e frullatene i tre quarti dei semi ottenuti in modo da ricavarne circa 200 millilitri di succo che otterrete setacciandola massa frullata con il colino cinese. In una capace casseruola fate fondere il burro con tre cucchiai di olio extravergine di oliva, il rametto di rosmarino le foglie salvia e la cipolla finemente tritata. Fate rosolare la carne da tutte le parti in modo da sigillarla, poi irroratala con il vino bianco che lascerete evaporare.
Incoperchiate e lasciate cuocere almeno 50 minuti a fuoco dolce.Nel frattempo lessate le patate e schiacciatele privandole ovviamente della buccia. A cottura della carne ultimata (se si asciuga troppo aggiungete un po' d'acqua o meglio un po' di brodo vegetale) toglietela dalla casseruola e tenetela in caldo aggiustando di sale e di pepe, eliminate rosmarino e salvia,aggiungete le patate schiacciate, la senape e il succo di melagrana.
Frullate e fate addensare sul fuoco e se serve aggiustate di sale e di pepe. Tagliate a fette la carne nappatela con la salsa e guarnite con i semini di melagrana che avete tenuto da parte. Qualora la carne vi si fosse raffreddata una volta tagliata a fette potete ripassarla in casseruola insieme alla salsa.
Come far divertire i bambini - Una volta che avete privato della buccia le melagrane fate estrarre i semi dai bimbi raccomandando loro di non prendere la parte bianca che risulterebbe troppo amara.
Abbinamento - Noi consigliamo una Vernaccia di Serrapetrona spumante inversione secca, ma questo piatto trova matrimonio perfetto con un Lambrusco soprattutto con quello ottenuto da vitigno Grasparossa anche se va benissimo la varietà Maestri.
Conoscete la leggenda di Athena e dell'ulivo? È presto narrata. Si dice che Zeus un giorno indisse una competizione tra gli dei perché trovassero il dono migliore per gli uomini che continuavano sotto l'Olimpo a farsi guerra per finalmente placarli. Così Poseidon il potentissimo dio del mare si presentò con un immenso cavallo nero dicendo: chi lo possederà avrà la forza e imporrà la pace. La saggia Athena si presentò invece con un arbusto d'ulivo e spiegò che da quella pianta gli uomini potevano trarre alimento, medicamento e luce. Zeus la premiò e le dedicò anche la nuova città: Atene appunto.
Ora sappiamo perché l'olio extravergine di oliva è così prezioso agli uomini e perché l'ulivo è la pianta della pace. I frantoi sono ora in piena lavorazione e noi per rendere omaggio all'olio abbiamo scovato un'antica ricetta. Altre a base di olio e di olive ne proporremo in queste settimane perché l'extravergine è alla base della nostra dieta mediterranea, perché è un alimento/farmaco e perché è un dono degli dei e induce alla pace. Quanto alla ricetta di oggi sappiate che risale al Cinquecento la inventò Vittoria Porcellana, una nobildonna di Rovato, la porta della Franciacorta, che era allora gran mercato di bestiame ma anche gabella tra Genova e Venezia e da lì passavano i carichi di olio ligure e le acciughe salate. La ricetta si è consolidata e trasformata nel corso dei secoli e oggi ce ne sono molte interpretazioni: la nostra è una versione semplificata. Ma buona. Provatela.
Ingredienti - Un chilogrammo di manzo (si preferisce il cappello del prete che è grasso e magro, dall'anteriore, ma potete usare anche dello scamone), due acciughe sotto sale, un pugno di capperi sotto sale, quattro carote, due cipolle bianche o bionde, due spicchi di aglio, sei cucchiai di pangrattato, sei cucchiai di Parmigiano Reggiano o Grana Padano grattugiato, 100 centilitri di olio extravergine di oliva, un bicchiere di vino bianco secco, acqua calda, sale e pepe q.b.
Procedimento - Spigate la carne (praticateci dei buchi dove infilerete gli ingredienti) con le acciughe diliscate e gli spicchi di aglio, mettete un quarto dell'olio in una casseruola e fate rosolare la carne da tuti i lati per cinque minuti a fiamma vivace, ora abbassate la fiamma e sfumate con il vino bianco, fate a pezzi grossolani le carote e le cipolle aggiungetele alla carne insieme ai capperi dissalati. Una volta che il vino sarà sfumato irrorate la carne con l'extravergine rimasto, fate prendere ancora colore poi ricoprite con acqua calda la carne e a fuoco dolce fate andare per due ore. A cottura della carne scolatela dalla salsa di cottura e tenetela al caldo. Col mixer a immersione frullate il fondo di cottura con le verdure aggiungendo il pangrattato e il formaggio così da ottenere una salsa cremosa. Tagliate a fette sottili la carne e guarnitela con la salsa.
Come far divertire i bambini - Date a loro il compito di nappare con la salsa la cane, saranno dei provetti "decoratori".
Abbinamento - Abbiamo scelto un rosso raro che viene dalla Franciacorta: il Carmenere. Per anni confuso con il Cabernet Franc non gli è neppure parente essendo un vitigno albanese portato in Francia dai Romani e oggi quasi abbandonato da francesi, ma tornato in auge nel nostro settentrione in Franciacorta ha un habitat ideale. Potete accostare anche un Syrah, un Petit Verdot e ovviamente anche un Cabernet Franc. Saranno di soddisfazione.







