La speculazione elettorale sull’omicidio Ogorchukwu parte dal Pd e arriva ai media di riferimento, con Riotta che fa un parallelo con l’afroamericano ucciso dalla polizia. Alla berlina gli italiani: «Non sono intervenuti».
Donna aggredita mentre passeggiava con il cane e minacciata con un coltello. Alla polizia ha raccontato che l'aggressore era «di pelle scura». Quei giardini sono frequentati da runner e famiglie, ma ormai nella città di Beppe Sala la sicurezza è un miraggio.
Gli antirazzisti hanno trasformato la morte di George Floyd in un business. In vendita mascherine, cappelli, t-shirt e perfino la tazza col logo «Black lives matter».
Rapita da bambina in Sudan dai mercanti arabi, Bakhita fu riscattata dai missionari e portata nel nostro Paese, dove si convertì e prese i voti. Canonizzata nel 2000, la sua vicenda ribalta tutti i cliché propagandati dai Black lives matter dopo il caso Floyd.
Per gli attivisti, Satana ricorda George Floyd e l'Arcangelo il poliziotto: l'immagine va messa al bando. E ora bisogna sfregiare le statue di Gesù Cristo bianco.
La furia iconoclasta degli antagonisti è l'esito violento di una tendenza in voga ormai da qualche anno. E che punta a creare individui senza passato facilmente manipolabili.
La catena di supermercati svizzera Migros mette al bando i «moretti», dolci tradizionali ora considerati offensivi nei confronti dei neri. In mezza America presi d'assalto i monumenti dedicati a Cristoforo Colombo.
La distruzione delle opere culturali sgradite è stata una caratteristica di tutti i regimi comunisti: i sovietici fecero ecatombi di testi, Pol Pot superò i nazisti sul piano della brutalità.