Sembra diventato un genere a parte, quello della polemica sui giornalisti Rai o aspiranti tali. Dopo il tiramolla degli ultimi giorni su Filippo Facci, risoltosi nell’annullamento della striscia quotidiana da opinionista inizialmente ventilata per la prossima stagione, ieri una nuova tempesta ha investito due cronisti sportivi alle prese coi mondiali femminili di tuffi sincronizzati, in corso in Giappone. Il caso ha cominciato a montare quando ai centralini e alle mail di Viale Mazzini hanno cominciato ad affluire numerose proteste di spettatori fortemente contrariati per i toni e per una serie di battute del tandem di telecronisti Lorenzo Leonarduzzi e Massimiliano Mazzucchi, che stavano raccontando l’evento sul canale Rai Play 2. A quel punto, parallelamente alle proteste, hanno cominciato a diffondersi in modo virale sui social alcuni pezzi «incriminati» della telecronaca in questione, che sono immediatamente divenuti - come si dice in gergo - trending topics. Nella fattispecie, ha cominciato a circolare un estratto di quanto andato in onda, in cui i due deridevano la pronuncia italiana dei cinesi, storpiando il nome «Riccardo» in «Liccaldo».
Il grosso delle polemiche (anche politiche), però, si è concentrato su alcune frasi segnalate dagli spettatori con tanto di virgolettato e aventi per oggetto presunto sessismo e body shaming, delle quali però mancava il frammento della diretta. In particolare, le segnalazioni riguardavano una serie di battute fatte dai due a partire da considerazioni su alcune atlete. Guardando andare verso il trampolino due tuffatrici dei Paesi Bassi, i due cronisti si sarebbero lasciati andare alla considerazione «le olandesi sono grosse», associandola poi all’atleta di casa nostra Giulia Vittorioso («È grande, eh…») e una considerazione quanto meno goliardica, e cioè che «tanto a letto sono tutte alte uguali». Il crescendo segnalato dagli spettatori sarebbe poi culminato nel botta e risposta Leonarduzzi-Mazzucchi su una tuffatrice di nome Harper, che tradotto significa «suonatrice d’arpa». A questo punto, secondo lo «stenografato» degli spettatori indignati, sarebbe partita l’escalation: «Come si suona l’arpa?», chiede uno, aggiungendo «La si tocca, la si pizzica», risponde l’altro, prima che il discorso si estendesse al solfeggio e ad alcuni doppi sensi: «Gli uomini devono studiare sette note, le donne sono soltanto tre, Si La Do». E dove?. Sol Sol Fa…».
Per quanto riguarda queste ultime frasi, una conferma indiretta è arrivata dallo stesso Leonarduzzi, che però ha tenuto a rispedire al mittente alcune accuse e a precisare che si è trattato di un incidente, poiché pensava di non essere in onda: «Prendo le distanze da quanto è stato riportato dall’ascoltatore sulla Pec spedita alla Rai», ha affermato il giornalista Rai, «non si tratta assolutamente di commenti sessisti, ho solo detto una barzelletta da bar sul “Si la do” al mio commentatore durante la pausa del tg, che non poteva sentirsi dal nostro microfono, ma a mia insaputa il microfono di RaiPlay non è stato chiuso e io avevo buttato giù la cuffia perché dopo ore di diretta c’era il tg. Chiedo scusa ai telespettatori che hanno sentito la barzelletta a causa di un errore tecnico, prendo le distanze da quanto accaduto e dalle accuse di sessismo. Si sta montando un polverone un caso dal quale prendo le distanze», ha concluso.
A quel punto però il caso era già diventato politico, con numerose prese di posizione da parte di esponenti del centrosinistra, che avevano appena finito di cantar vittoria rispetto alla cancellazione del programma di Facci dal palinsesto. I parlamentari del M5s in commissione Vigilanza Rai hanno chiesto immediatamente «l’assunzione di provvedimenti» da parte della dirigenza Rai per l’«inaccettabile telecronaca», mentre dal Pd il responsabile informazione Sandro Ruotolo ha parlato di «deriva» del servizio pubblico da fermare. Anche Maria Elena Boschi, di Iv, ha parlato di «sessismo inaccettabile nella più grande azienda culturale del Paese», e Carlo Calenda di «follia autolesionista» invocando entrambi dei provvedimenti, al pari del sindacato UsigRai. Provvedimenti poi arrivati, per bocca dell’ad Roberto Sergio: «un giornalista del Servizio Pubblico - ha detto - non può giustificarsi relegando a una “battuta da bar” quanto andato in onda. Ho dato mandato agli uffici preposti - ha aggiunto - di avviare la procedura di contestazione disciplinare e ho chiesto al Direttore di Rai Sport Iacopo Volpi che faccia rientrare dal Giappone immediatamente il telecronista e il commentatore tecnico». Nonostante ciò, i dem si sono detti insoddisfatti e hanno annunciato, attraverso il loro responsabile Sport, un’interrogazione in commissione di Vigilanza «per cercare di capire, oltre alla responsabilità individuale degli infelici protagonisti di questa squallida storia, come sia possibile che queste cose succedano».






