elettrica

Col nucleare di nuova generazione avremo energia pulita a basso costo
(IStock)
Le centrali sono sicure, efficienti e alimentate dalle scorie degli impianti obsoleti.
  • Il prossimo anno le vetture dovranno emettere meno CO2: l’elettrico non ha sfondato e per le case il rischio è di dover tagliare la produzione o pagare multe fino a 13 miliardi di euro. Da qui la richiesta dei costruttori a Bruxelles di far slittare la misura.
  • Crisi Germania: Il colosso della logistica Schenker venduto per ridurre i debiti. Crollano le ore lavorate.

Lo speciale contiene due articoli.

Con l’auto elettrica raddoppiano i pedoni investiti
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Un lettore, dopo aver addolcito la pillola dicendomi che mi stima moltissimo, l’altro ieri mi ha rifilato una stilettata invitandomi a non pubblicare «cose prive di verità». Si riferiva al mio editoriale di sabato scorso, in cui davo conto dei risultati di una ricerca dell’Agenzia lombarda per la protezione dell’ambiente sull’inquinamento a Milano. Riassumo in breve, per chi si fosse perso l’articolo, il nocciolo della questione. Secondo l’Arpa, più dei motori endotermici, a rendere irrespirabile l’aria del capoluogo sono le particelle rilasciate dai freni e dagli pneumatici. Il che, per chi ha presente il peso di un’auto elettrica rispetto a quelle a benzina o diesel, significa una sola cosa e cioè che le vetture con batteria non rilasciano emissioni perché prive del tubo di scappamento, ma rischiano di inquinare come e forse più dei veicoli tradizionali perché, appunto, si portano appresso qualche quintale in più.

  • Non solo il prezzo è spesso inaccessibile: le vetture che si ricaricano sfondano più facilmente i guard rail, soffrono caldo e freddo, possono «bloccarsi» e hanno riparazioni molto più care.
  • Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri: «Il personale va formato, non ci si può più affidare all’esperienza delle generazioni precedenti. Il prezzo dei ricambi è più alto del 25%, ma spesso è preferibile sostituire l’auto».

Lo speciale contiene due articoli.

1883: a Milano nasceva la terza centrale termoelettrica al mondo
La sala macchine della centrale Santa Radegonda di Milano (Getty Images)

Voluta e progettata da Giuseppe Colombo, fondatore della Edison e del Politecnico, l'impianto di via Santa Radegonda arrivò poco dopo quelli di New York e Londra. Portò in Italia la rivoluzione della luce elettrica per uso civile e industriale. La storia e le immagini.

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