M5s e Pd provano a mettere il bavaglio sulle mascherine tarocche di Arcuri
L’investigatore della Gdf audito in Commissione. I giallorossi cercano solo di estorcergli un’assoluzione per l’ex commissario.
L’investigatore della Gdf audito in Commissione. I giallorossi cercano solo di estorcergli un’assoluzione per l’ex commissario.
Il legale Di Donna, già consulente per lo statuto M5s, compare negli atti dell’inchiesta mentre preme sul Commissario Covid per far distribuire più utili ai fornitori di Dpi.
L’ex commissario all’emergenza è accusato di abuso d’ufficio per la fornitura di 800 milioni di dispositivi pagati 1,25 miliardi. Fu lui a firmare i contratti con i consorzi che, secondo gli inquirenti, hanno fornito materiale non conforme alle normative.
La cancellazione dell’abuso d’ufficio impedirà di fare luce sulla truffa da oltre 1 miliardo di euro per i bavagli cinesi. E sulle assoluzioni i numeri non tornano.
In questi due anni e mezzo, chiunque sollevasse dubbi sulla gestione dell’emergenza si è preso del cattivo maestro o dell’assassino. Piano piano però molte «fake news» su cure, vaccini, lockdown, green pass si stanno dimostrando verità. E qualcuno deve pagare.
In questi due anni e mezzo, chiunque sollevasse dubbi sulla gestione dell’emergenza si è preso del cattivo maestro o dell’assassino. Piano piano però molte «fake news» su cure, vaccini, lockdown, green pass si stanno dimostrando verità. E qualcuno deve pagare.
Sergio Iavicoli era dirigente Inail e componente del Cts: è accusato dai pm di Roma di falso ideologico. Avrebbe validato le mascherine fallate acquistate da Pechino. Il suo nuovo stipendio è di 200.000 euro.
Per l’ex supercommissario, accusato di abuso d’ufficio, e altri 10 l’avviso di chiusura indagini. Una maxicommessa da 1,2 miliardi.
Nonostante le promesse di Domenico Arcuri («Compreremo Dpi italiani»), Montecitorio ha acquistato dal Dragone Ffp2 con certificazioni fasulle. In seguito alla denuncia dei deputati Antonio Zennaro e Andrea Delmastro, indaga la Procura.
Già da novembre gli investigatori scandagliavano gli articoli della Verità. In un'informativa ammettevano che alcuni accertamenti sulle società degli indagati erano iniziati «sulla scorta di notizie» da noi pubblicate.
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