culle vuote

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Grazie, femministe: creperemo di denatalità
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Il movimento di emancipazione si è trasformato in pura misandria. Risultato: la donna può sopprimere il feto e il padre non può opporsi. E siccome le mamme sono rapite dalla carriera, alla fine mettono al mondo meno figli. E li lasciano «educare» dallo Stato.

I suicidi degli uomini sono il triplo di quelli delle donne. Eppure, schiere di femministe ci informano che le donne sono vittime permanenti di un potere spietato. Il femminismo, se esistesse come difesa, se fosse davvero una spinta ideale perché ogni creatura umana possa essere padrona del proprio corpo e del proprio destino, sarebbe in prima fila a combattere contro la lapidazione e l’obbligo del velo. Se a «qualcun*» gliene fregasse veramente qualcosa delle donne, invece di occuparsi di scempiaggini come gli asterischi, si preoccuperebbe di cose serie, come il divieto granitico della pornografia, per vari motivi: la pornografia è fatta da gente vera, non sono ologrammi. La pornografia crea dipendenza, distruggendo le relazioni. Dato che il cervello umano funziona sull’imitazione, la pornografia aumenta il disprezzo e la violenza contro le donne. Come ogni droga, si aumentano le dosi, così da arrivare alla pedopornografia. Non tutti i fruitori di pornografia arrivano alla pedopornografia, ma tutti i fruitori di pedopornografia sono partiti dalla pornografia.

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Dopo aver sparato sulla famiglia la sinistra si lagna per le culle vuote
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I media progressisti usano la denatalità contro il governo e parlano di welfare insufficiente. Ma, come spiega lo statistico Roberto Volpi, il calo delle nascite è dovuto alla demolizione del focolare domestico. Da loro appoggiata.
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L’Osce: «Denatalità, l’immigrazione non è la soluzione»
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L’ente intergovernativo smentisce la bufala: «Gli stranieri non risolvono il problema e minano la coesione sociale».
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La «tecnonatalità» non riempirà le culle vuote
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Il problema demografico arriva sull’«Economist»: il settimanale liberal boccia i bonus economici, ma spinge sull’«invenzione di nuove tecnologie». Una soluzione gradita al primo azionista Exor, che sta investendo in sanità. Ma la via d’uscita è culturale.
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Culle vuote, produzione ferma: piange il Nord
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Gli imprenditori in Lombardia, Piemonte e Veneto vedono uno stop della crescita e la mancanza di manodopera. La crisi delle nascite colpisce soprattutto il Settentrione che ha il rapporto peggiore tra professionisti verso la pensione e nuovi lavoratori.
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