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L’ultima arringa di Lagarde: adesso rinfaccia agli altri i difetti dell’Unione europea
Christine Lagarde (Ansa)
Il capo della Bce contesta il sistema globale fondato su «mercantilismo e coercizione». Ovvero, i pilastri dell’Ue a trazione franco-tedesca. Che lei fa di tutto per ripristinare.

Christine Lagarde giura al Wall Street Journal che terminerà il suo ottennio a capo della Bce, iniziato nel 2019, smentendo la versione del Financial Times: il quotidiano britannico la dava in uscita anticipata, per consentire a Friedrich Merz ed Emmanuel Macron - soprattutto a Emmanuel Macron - di individuare il suo successore all’istituto di Francoforte prima delle presidenziali francesi del 2027, sulle quali incombe lo spettro della vittoria della destra.

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Lagarde molla la Bce per aiutare Macron
Christine Lagarde (Ansa)
Secondo il Financial Times il presidente direbbe addio alla banca centrale prima delle elezioni francesi del 2027 per lasciare all’attuale inquilino dell’Eliseo la partita della sua successione. Alla faccia della presunta indipendenza dell’istituto di Francoforte.
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La Bce offre soldi a chi non vende titoli in euro
Christine Lagarde (Ansa)
Intanto in Olanda tassano il 36% dei guadagni non effettuati in Borsa, cripto comprese.

Christine Lagarde apre un paracadute per evitare vendite forzate di titoli in euro sui mercati globali. Perché quando gli investitori cominciano a vendere non per scelta ma per necessità, la politica monetaria inizia a rimbalzare come una pallina su una racchetta senza corde. Insomma se il mondo entra in una fase di nervosismo - tra geopolitica muscolare, politiche industriali aggressive e catene di approvvigionamento che si spezzano come grissini - il rischio non è solo la volatilità. È la fuga verso i rifugi. Il dollaro, naturalmente. E, per i più ansiosi, l’oro che non parla ma rassicura. Nasce così la stabilizzazione permanente della linea Eurep: un’opportunità che consente alle banche centrali di tutto il mondo di ottenere liquidità in euro dando in garanzia titoli denominati nella moneta unica. Non più uno strumento emergenziale. Ma una infrastruttura stabile, globale, accessibile con continuità.

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Le mani dei leader Ue sui nostri risparmi
Christine Lagarde (Ansa)
Per crescere bisognerebbe aumentare domanda interna e salari. Invece, come ha detto ieri il presidente del Consiglio dell’Unione Costa, «la priorità è sbloccare i fondi privati». Obiettivo: dirottarli su investimenti rischiosi. La Spagna sta facendo da precursore.

Non possono passare sotto silenzio le parole con cui il presidente del Consiglio europeo, il portoghese Antonio Costa, ieri ha presentato i lavori del vertice informale dei capi di governo dei 27 Stati membri: «La vera priorità è sbloccare i fondi privati, mobilitare i nostri risparmi per investire nelle nostre aziende e creare un ecosistema di investimento più dinamico e vivace».

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Bce sgonfiata dalla lotta al contante. Per stare a galla spinge l’euro digitale
Christine Lagarde (Ansa)
Dopo aver demonizzato la cartamoneta, la Lagarde scopre che ha consegnato i portafogli europei ai grossi player Usa. Ora vuole riprendere potere. Imponendo pure un conto di risparmio pensionistico obbligatorio.

Nell’ottobre 2020 la Banca centrale europea ha annunciato con solennità l’avvio del progetto di euro digitale. Doveva essere la risposta moderna a un mondo che cambia, lo scudo digitale europeo contro le nuove dipendenze tecnologiche. A distanza di anni, però, la domanda resta sospesa: stiamo davvero riparando qualcosa che non funziona o stiamo inseguendo un problema creato dalle stesse politiche della Bce?

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