È nell’estate del 2024 che il sistema dei «particolari» dopopartita per calciatori di Serie A, tra sesso, droga e serate riservate, comincia a incrinarsi. A farlo saltare è una ragazza, N.V., che il 23 agosto si presenta ai magistrati sostenendo di essere stata sfruttata dentro quel meccanismo. Nel suo racconto c’è uno schema tanto semplice quanto brutale: clienti disposti a spendere migliaia di euro, mentre alle ragazze restano appena 70 o 100 euro per una serata, oppure metà di una prestazione da 1.000 euro, con il resto trattenuto da chi organizza tutto e, in più, persino il costo della stanza da restituire ai «magnaccia». È da quella denuncia che oggi tremano gli spogliatoi di Inter, Milan, Juventus, Verona, Torino, Sassuolo e di molte altre squadre. Da quella denuncia nasce l’inchiesta della Procura di Milano coordinata dal pm Bruna Albertini e sfociata nell’ordinanza della gip Chiara Valori, che ha disposto i domiciliari per Deborah Ronchi, Emanuele Buttini, Alessio Salamone e Luan Amilton Fraga Luz, contestando un’associazione finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione e all’autoriciclaggio, schermata dietro la MA.DE Milano.
Sul sito ufficiale la piattaforma si presenta come concierge tra Milano, Mykonos, St. Barth e Dubai, mentre sui social l’isola greca ricorre come estensione del brand tra yacht, ville e piscine. Sarebbero almeno settanta i calciatori passati dalle feste organizzate dall’agenzia milanese: i loro nomi, però, nell’ordinanza sono omissati e nessuno risulta indagato, perché la sola partecipazione alle serate non costituisce di per sé reato.
La denuncia di N.V. è il detonatore, ma anche la chiave per capire il meccanismo. La donna racconta che nella proprietà di via Don Luigi Guanella, a Cinisello Balsamo, c’era una base operativa usata per eventi quasi quotidiani, perfino durante il lockdown nel 2021, e che d’estate l’attività si spostava soprattutto a Mykonos. Sostiene che le ragazze, alcune domiciliate nello stabile, sarebbero state indirizzate verso rapporti sessuali a pagamento con ospiti selezionati soprattutto nel mondo del calcio e che Ronchi e Buttini avrebbero trattenuto almeno il 50% di quanto versato dal cliente, lasciando il resto alla ragazza. Fa anche un esempio preciso: una giovane colombiana che nel 2022 sarebbe stata costretta a prostituirsi per 1.000 euro, ma con metà somma trattenuta dalla coppia. In più, dice N.V., le ragazze dovevano versare anche il canone della stanza.
Ronchi e Buttini, difesi dall’avvocato Marco Martini, sono descritti dal giudice come i «promotori e dominus» del sodalizio: decidono, tengono le riunioni notturne, curano i rapporti con i gestori dei locali, impartiscono indicazioni al personale, organizzano gli spostamenti delle ragazze e gestiscono incassi e pagamenti. Salamone, Fraga Luz e Fabio Barbera, altro indagato, sono invece i partecipi operativi: seguono i clienti, in particolare i calciatori «di fama internazionale», scelgono le ragazze, organizzano incontri privati, hotel, voli, trasporti, palloncini con protossido di azoto e recupero crediti. Sasha Dana Fontanarrosa, anche lei indagata, viene indicata come la figura interna di gestione: accoglie le ragazze nella casa di Cinisello, spiega le regole, organizza weekend e tavoli e partecipa al reclutamento di nuove giovani.
Per il gip, la struttura assomiglia più a una piccola azienda che a un giro improvvisato: una sede, una gerarchia, una rete di autisti, bodyguard, dj e collaboratori. Un primo riscontro arriva già dal controllo anti Covid dell’11 aprile 2021 nello stabile di Cinisello, dove vengono trovate 17 persone, fra cui molti dei nomi poi ricorrenti nelle carte. Il giudice richiama anche i social: la pagina made_luxury_concierge mostrava eventi frequentati da «personaggi noti, per lo più calciatori», mentre i profili riconducibili a Ronchi, Buttini, Salamone, Fraga e Barbera pubblicavano foto con giocatori di Serie A e ragazze avvenenti. Nei contenuti social segnalati compaiono nomi come Victor Osimhen, Daniel Maldini, Caleb Okoli, Nadir Zortea, Wayne Rooney, Ronaldo, Kylian Mbappé, Zlatan Ibrahimovic, Dusan Vlahovic, Samuele Ricci, Ruben Loftus-Cheek, Riccardo Calafiori e i fratelli Esposito; tra i follower di Buttini figurano anche ex parlamentari e imprenditori noti. Il sistema delle ragazze è il centro dell’ordinanza. Non tutte, precisa il fascicolo, facevano le escort: alcune erano «ragazze immagine», hostess o ragazze da tavolo; altre, però, erano disponibili anche per prestazioni sessuali. Le intercettazioni raccontano una selezione continua: ragazze «di casa», altre da far arrivare in aeroporto, altre da sistemare in hotel per una notte e poi trasferire a Cinisello. In una conversazione Barbera spiega il criterio con brutalità: «Mi serve qualcuna che li acchiappa», perché quella sera «ci sarà qualche calciatore». In un’altra Salamone fa i conti: al Just servono «sei o sette donne». E in altre ancora si decide se mandarle al JustMe, al Philippe Plein, al Pineta o in ristoranti come Langosteria ed El Porteño Prohibido. La sensazione è quella di una rotazione continua, guidata dai gusti del cliente e dalla resa economica della serata.
Le intercettazioni più crude spiegano perché il fascicolo vada molto oltre una semplice storia di pr e locali. Il 4 dicembre 2025 G.S. dice a Salamone: «ho appena fatto il test e sono incinta»; subito prima gli chiede la data precisa di una serata e lui le risponde di guardare su Whatsapp, ai messaggi dei palloncini e alle foto, perché evidentemente era lui ad aver organizzato l’incontro. Il giudice annota che la ragazza cerca così di risalire al partner con cui ha concepito il figlio.
Sempre nelle carte, S.F. dice: «Questo fine settimana ho scopato tre volte con tre diversi». In un altro passaggio taglia corto: «Vado a fare la escort». E in un altro ancora, parlando con altre ragazze, emerge il linguaggio del tariffario implicito: «Ci siamo fatte pagare solo per fare after», mentre per il resto avrebbero potuto chiedere di più «per scopare». Emblematica, infine, è l’intercettazione del 18 febbraio 2026: M.G. chiede a Fraga Luz una ragazza per «un suo amico pilota di Formula Uno» in arrivo a Milano, spiegando che vuole «una tipa da scopare a pagamento». La risposta è immediata: «Gli mando la brasiliana». Poi aggiunge: «Se devi guadagnare qualcosa tu mettiti d’accordo con la brasiliana». Un passaggio che, per gli investigatori, mostra con quanta disinvoltura venissero organizzati anche gli incontri sessuali a pagamento.
Il sistema era quello delle «buste» in contanti: il cliente non pagava direttamente la ragazza, ma l’organizzazione, che poi decideva quanto liquidare. In un’intercettazione Ronchi chiede a Buttini se abbia preso i soldi delle buste destinate alle ragazze, e lui risponde di sì. È il dettaglio che chiarisce tutto: il denaro passava prima dal vertice e solo dopo scendeva verso il basso.
Poi ci sono i soldi veri, quelli che danno la misura economica del gruppo. La Guardia di Finanza ricostruisce un profitto contestato di 1.214.374,50 euro: Ronchi avrebbe incassato 847.769,70 euro, Buttini 187.065 euro, Barbera 111.701 euro, Alessio Salamone 67.838,80 euro e Fraga Luz 31.857 euro. Numeri che, secondo il gip, risultano del tutto sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati. Il caso più evidente è quello di Buttini, per il quale vengono ricordati anni senza redditi dichiarati e un 2024 chiuso con meno di 17 mila euro da lavoro dipendente.
Per gli investigatori, il cliente pagava l’organizzazione e non la singola ragazza: Ronchi e Buttini centralizzavano gli incassi, con denaro che transitava tra conti personali, Revolut, società e ditte individuali, per poi rientrare in contanti e spese di gestione. È anche su questo schema che la Procura fonda la contestazione di autoriciclaggio. La prossima settimana sono previsti gli interrogatori di garanzia. E potrebbero essere ascoltate anche le ragazze.