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«Senza sciopero fiscale non ci sarà mai l’autonomia veneta»

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«Senza sciopero fiscale non ci sarà mai l’autonomia veneta»

"L'avvelenata". Federica Piran è conosciuta con questo nome sui social network, dove spesso scrive in dialetto veneto. Consulente per i processi di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, aiutare gli imprenditori a internazionalizzarsi. Ovvero rilevare quali possono essere i mercati obiettivo di sviluppo e cercare i potenziali contatti. Un aiuto concreto in termini di pianificazione e organizzazione all'ufficio commerciale che molte pmi non hanno, anche perché molte piccole imprese del nordest erano fino a ieri contoterzisti e si son trovati dalla mattina alla sera senza il principale cliente reinventandosi produttori. Veneta doc, innamorata dei valori e della storia Serenissima Repubblica di Venezia, la Piran ha deciso di scendere nell'arena delle regionali con il Partito dei Veneti che sostiene il candidato Antonio Guadagnini. Sul volantino si definisce «partita Iva, figlia di genitori Partita Iva, amici e conoscenti partite Iva».

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Lo ha detto all’Ansa Shervin Haravi, avvocata e attivista iraniana, parlando anche delle giocatrici della nazionale femminile di calcio dell’Iran che si sono rifiutate di cantare l’inno della Repubblica islamica.

«Questo rifiuto e questa presa di posizione dimostrano una delle più importanti forme di disobbedienza civile portate avanti dalle donne iraniane che vivono delle preoccupazioni continue e sono tristi per tutto quello che sta accadendo nel loro Paese, perché non è possibile pensare che qualcuno sia felice della guerra.Nessuno è felice della guerra, anche se una parte degli iraniani sta accettando anche l’intervento militare, ma perché ha quel minimo di speranza che il regime possa cadere. Si deve cercare di porre fine a questo conflitto il prima possibile e procedere con una via che porti alla fine di questo regime e l’inizio di un processo di democratizzazione dell’Iran. Il coraggio è la forma di disobbedienza più forte delle iraniane».

«Questa guerra non ci conviene. Adesso riapriamo alla Russia»
Gianandrea Gaiani (Imagoeconomica)
L’analista Gianandrea Gaiani: «È un conflitto per l’energia: Trump pensa ai suoi interessi, facciamolo pure noi. Basta con la sudditanza agli Usa. E con il Golfo in fiamme ci serve l’energia russa».
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«Stati Uniti e Israele sull’Iran perseguono obiettivi diversi»
Ettore Sequi (Imagoeconomica)
L’ambasciatore Ettore Sequi: «Netanyahu vuol far cadere il regime. I Paesi arabi temono sia una Teheran più aggressiva, sia l’ implosione».
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