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Salvini ha più nemici nel governo che fuori

Salvini ha più nemici nel governo che fuori
Ansa
L'avvocato del popolo si è trasformato nel giudice di Salvini e nei suoi confronti ha già emesso una sentenza di condanna. Il presidente del Consiglio ha imparato in fretta a gestire il potere. Arrivato a Palazzo Chigi da illustre sconosciuto, vaso di coccio fra due vasi di ferro, tanto da essere liquidato da Guy Verhofstadt - durante una riunione del Parlamento europeo - come un burattino nelle mani dei vicepremier, Giuseppe Conte ora vuole comandare. Così ieri, in un'intervista al quotidiano spagnolo El Pais, ha detto che alla guida del governo c'è lui, e l'idea che comandi Salvini è un'illusione ottica. Il capo della Lega, per il premier, è un importante ministro, con cui lui si confronta serenamente, ma nulla di più.

Le parole del presidente del Consiglio arrivano dopo un paio di decisioni (...)

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Meloni fa accordi da capogiro con Modi e l’Ue la ricatta per la firma del Mes
Giorgia Meloni e Narendra Modi (Ansa)
Il premier di Nuova Delhi sigla a Roma intese su Difesa, aerospazio, componenti, tessili, agroalimentare e turismo.

Si può definire avanguardia della comunicazione politica il video postato sui social dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, prima del bilaterale con il primo ministro indiano, Narendra Modi.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 21 maggio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa del 21 maggio con Carlo Cambi

Trump: « Con l’Iran l’intesa è vicina». E frena Netanyahu: «Farà quel che dico io»
Donald Trump (Ansa)
Il Pakistan torna in scena. Paesi arabi disposti a riprendere i rapporti con Teheran.
È in arrivo una svolta diplomatica per la crisi iraniana? Ieri, Al Arabiya ha riportato che sarebbero in corso «seri sforzi per finalizzare una bozza di accordo tra Iran e Stati Uniti».
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Un’altra risorsa di 15 anni voleva farci saltare in aria
(Ansa/Polizia di Stato)
Operazione a Firenze contro un giovanissimo, già indagato mesi fa per i suoi collegamenti col mondo dello jihadismo. Dopo la messa alla prova, riscontrati nuovi tentativi per arruolarsi con i tagliagole.

Era l’ottobre scorso, quando a Firenze un quindicenne tunisino indagato per i reati di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale e per porto di armi o oggetti atti ad offendere, finiva in comunità. A marzo di quest’anno gli venne concessa la messa alla prova, con conseguente revoca della misura cautelare. In realtà, il giovane non ha mai smesso di avere contatti con jihadisti, sul cellulare aveva foto di noti terroristi islamici e nei messaggi che gli agenti dell’antiterrorismo hanno trovato si diceva «pronto ad agire».

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