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2023-08-23
Salvini rincara: non siamo in Corea. Vannacci contattato da altri politici
Matteo Salvini (Ansa)
Il caso scaturito dalle opinioni espresse dal generale Roberto Vannacci nel suo libro Il mondo al contrario continua a infiammare il dibattito politico, con Matteo Salvini che ieri è tornato sulla vicenda: «Governo diviso su Vannacci? Il governo», argomenta Salvini, «sta pensando agli stipendi e alle pensioni degli italiani, al lavoro e alla ricchezza da creare, ma vorrei vivere in un Paese in cui ognuno è libero di leggere i libri che ritiene. Ritengo di essere libero di leggere il libro del generale, poi se su alcuni passaggi non sarò d’accordo lo dirò, perché si può essere d’accordo o non d’accordo. Per quello che riguarda ad esempio il dibattito su omosessuali ed eterosessuali», aggiunge il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, «io credo che sia superato, per me ci sono uomini, donne, ragazzi e ragazze, quella sulla sessualità è una scelta personale, siamo in un paese libero, ognuno vive la sua vita privata come vuole. Detto questo», sottolinea ancora Salvini, «mi rifiuto di vivere in un Paese che mette all’indice Tizio o Caio perché quel libro non s’ha da leggere. Questo succede nei regimi, magari in Unione sovietica funzionava così, in Corea del Nord funziona così. Ma siamo in un Paese libero, in Europa, nel 2023. Se a uno non piace un libro non lo compra, se non è d’accordo lo contesta, ma il rogo lo facevano con la caccia alle streghe qualche secolo fa. Per fortuna».
Il leader della Lega non si tira indietro di fronte alle domande dei cronisti, a margine della sua visita a San Marino: «Quando andavo al liceo leggevo i libri di Ernesto Che Guevara», racconta Salvini, «se uno a 50 anni ha voglia di leggere quello che scrive un generale della Folgore che ha fatto missioni in Iraq, Somalia, Afghanistan, salvando vite e rischiando la sua di vita, ritengo di essere libero di leggerlo, se poi ci saranno dei passaggi su cui non sarò d’accordo lo dirò». Salvini, ricordiamolo, due giorni ha avuto un colloquio cordiale con Vannacci, e le indiscrezioni sulla possibilità di una candidatura dello scrittore con le stellette nelle liste della Lega alle prossime Europee, prospettiva anticipata dalla Verità, si rincorrono vorticosamente.
Il generale, da parte sua, sembra perfettamente a suo agio nel ruolo di corteggiato speciale, in termini politici, di questa estate 2023: «Oltre a Salvini», rivela Vannacci, «sono stato contattato da altri esponenti politici di cui non farò il nome, se vorranno renderlo pubblico lo faranno loro. Ho ricevuto tantissimi messaggi e manifestazioni di supporto. Non ho avuto alcun colloquio con il ministro Crosetto, il quale ha tutta l’autorità per criticarmi. Ho ricevuto diversi inviti per la presentazione del mio libro. Da Vipiteno a Lampedusa sono in tantissimi ad avermelo proposto, si tratta di associazioni, organizzazioni, di singoli privati e personaggi famosi. Non dico di aver accettato, le valuterò. L’inchiesta preliminare sul mio caso», precisa Vannacci, «è partita da uno o due giorni e una volta finita si vedrà se si configura l’ipotetica partenza dell’iter per un provvedimento disciplinare: sono un incursore e non mi arrendo alzando le mani, qualora ci fosse un provvedimento disciplinare rappresenterò le mie ragioni nelle sedi opportune». A proposito di Guido Crosetto, va registrato come in queste ore il ministro della Difesa sia difeso a spada tratta dalle opposizioni. «La posizione del ministro Crosetto su Vannacci è ineccepibile», dice Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, «ma preoccupa il silenzio della premier Meloni che ritiene di non dover difendere il proprio ministro. Non c’entra nulla con la libertà di pensiero offendere ebrei, donne, migranti, ambientalisti. Tutto ciò è contro la nostra Costituzione perché il generale è un pubblico ufficiale e deve servire il proprio Paese con disciplina e onore».
«Crosetto ha ragione», scrive sui social il deputato di Più Europa Benedetto Della Vedova, «quando sottolinea che in questo caso non si tratta di difendere la libertà di espressione, il free speech, ma di altro. Vannacci è stato e continuerà ad essere libero di esprimersi avendo come unico limite la legalità, ma un generale è un servitore e un difensore della Repubblica».
«Dire a uno», sottolinea il presidente del Pd, Stefano Bonaccini, «che non può assumere un incarico istituzionale di un certo tipo e di grande rilievo nel momento in cui dice che esistono le razze e che i gay non sono persone normali, perdonatemi ma ha fatto bene il ministro Crosetto».
Durissimo l’attacco a Vannacci del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: «Se uno ha un problema perché si ritiene accantonato all’Istituto geografico», dice Gasparri all’Adnkronos, «messo in un ruolo non centrale nella struttura militare, forse pensa: “Creo un bel casino estivo, stampa e giornali non sanno cosa scrivere ad agosto». Ma io non mi presto a questo casino. Ne ho visti tanti di questi personaggi anche nel mondo militare. Alcuni bravi, altri meno bravi. L’esperienza di vita mi ha fatto emettere questa sentenza», aggiunge Gasparri, «poi i fatti ci diranno come vanno le cose: molti di questi cercano il seggio, ma non lo trovano. Perché una cosa è candidarsi un’altra essere eletti».
«Sono dalla parte del ministro Crosetto», commenta il leader di Italia viva Matteo Renzi, «è la discussione fra due tipi di destra, una sovranista e una più conservatrice, è in corso un regolamento di conti fra di loro, Crosetto è una persona perbene e a lui vanno il mio affetto e la mia solidarietà».
Alemanno: alla Difesa farneticano
Il caso Vannucci è una occasione d’oro per il Forum dell’Indipendenza italiana, il coordinamento tra varie esperienze politiche e culturali il cui portavoce è Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, ex ministro e esponente storico di quella «Destra sociale» che è stata esperienza culturale e componente politica di grande rilevanza nel nostro Paese. «Il Forum dell’Indipendenza italiana», spiega Alemanno, «lancia una campagna sui social per chiedere se ad essere farneticante è il comportamento del generale Vannacci o quello del ministro Crosetto. Crosetto ha definito le idee di Vannacci come le farneticazioni personali di un generale in servizio, e ha aggiunto: “Il generale Vannacci ha espresso opinioni che screditano l’Esercito, la Difesa e la Costituzione. Salvo poi dire», aggiunge Alemanno, «che la questione è demandata agli organi disciplinari militari, come se lui con quello che ha scritto non abbia già pesantemente influito su questi organi. Per questo, basandoci sul significato di questa parola, siamo noi a chiedere al pubblico se l’aggettivo “farneticante” non sia più appropriato al comportamento di Crosetto su questa vicenda, almeno fino a quando il ministro non ritirerà quello che ha detto e non chiederà scusa a Vannacci».
Alemanno coglie al volo l’assist fornito dal governo, che ha castigato il generale Vannacci per aver espresso opinioni: sui social, termometro del sentimento dell’elettorato, sta crescendo a dismisura l’ondata di sdegno dell’elettorato di destra per l’operato del ministro della Difesa, Guido Crosetto, che viene sommerso dagli insulti ormai da giorni. Inoltre, il caso Vannacci ha scoperchiato il vaso di Pandora dell’insoddisfazione di una parte dell’elettorato di destra nei confronti dell’esecutivo: «Il malcontento», spiega Alemanno alla Verità, «è diffuso, anche in Fratelli d’Italia, ma è bilanciato dal carisma di Giorgia Meloni, che per ora regge. È chiaro che vedere l’unico partito che è stato all’opposizione di Draghi portare avanti l’agenda Draghi, crea sconcerto. In politica estera risulta incomprensibile il totale appiattimento sulla linea ultra bellicista di Joe Biden, e manca attenzione alle classi sociali più deboli».
State per fondare un partito? «Vedremo», risponde Alemanno, «a breve prenderemo una decisione».
Al fianco di Alemanno troviamo, tra gli altri, Marcello Taglialatela, ex deputato di Fdi, ora leader dell’associazione Campo Sud che aderisce al Forum per l’indipendenza italiana: «A settembre», dice Taglialatela alla Verità, «il governo dovrà affrontare un problema spinoso che non appare essere ancora entrato nei suoi radar. All’aumento della benzina si sommeranno gli effetti di una inflazione che riguarda soprattutto i generi alimentari con particolare riguardo a frutta e verdura. In Francia questo problema è stato affrontato con un provvedimento che ha istituito un paniere di generi alimentari per i quali si è raggiunto un accordo con la grande distribuzione per un controllo dei prezzi. Sarebbe auspicabile», propone Taglialatela, «che un provvedimento analogo possa essere preso anche dal governo di centrodestra che nonostante le vacanze pugliesi del suo premier non sembra essersi accorto che i prodotti agricoli italiani costano più di quelli che provengono dall’estero. Ma la Meloni si è accorta che ananas e banane costano la metà di mele e pesche?». In sintesi, c’è chi non si rassegna alla scomparsa della Destra sociale: vedremo nelle prossime settimane se le componenti del Forum riusciranno a trovare una sintesi programmatica per dare vita a un partito di opposizione «da destra» al governo guidato da Giorgia Meloni.
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Il capo della Lega: «Sulla sessualità la penso diversamente, ma è inaccettabile che un testo finisca al rogo» Il generale: «Ora mi dedicherò alle presentazioni». La sinistra e Fi difendono Guido Crosetto: suo intervento giustoL’affondo dell’ex sindaco di Roma contro il ministro meloniano: chieda scusa all’ex comandante della Folgore, è stato offensivo. Un nuovo partito? A breve decideremo.Lo speciale contiene due articoliIl caso scaturito dalle opinioni espresse dal generale Roberto Vannacci nel suo libro Il mondo al contrario continua a infiammare il dibattito politico, con Matteo Salvini che ieri è tornato sulla vicenda: «Governo diviso su Vannacci? Il governo», argomenta Salvini, «sta pensando agli stipendi e alle pensioni degli italiani, al lavoro e alla ricchezza da creare, ma vorrei vivere in un Paese in cui ognuno è libero di leggere i libri che ritiene. Ritengo di essere libero di leggere il libro del generale, poi se su alcuni passaggi non sarò d’accordo lo dirò, perché si può essere d’accordo o non d’accordo. Per quello che riguarda ad esempio il dibattito su omosessuali ed eterosessuali», aggiunge il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, «io credo che sia superato, per me ci sono uomini, donne, ragazzi e ragazze, quella sulla sessualità è una scelta personale, siamo in un paese libero, ognuno vive la sua vita privata come vuole. Detto questo», sottolinea ancora Salvini, «mi rifiuto di vivere in un Paese che mette all’indice Tizio o Caio perché quel libro non s’ha da leggere. Questo succede nei regimi, magari in Unione sovietica funzionava così, in Corea del Nord funziona così. Ma siamo in un Paese libero, in Europa, nel 2023. Se a uno non piace un libro non lo compra, se non è d’accordo lo contesta, ma il rogo lo facevano con la caccia alle streghe qualche secolo fa. Per fortuna».Il leader della Lega non si tira indietro di fronte alle domande dei cronisti, a margine della sua visita a San Marino: «Quando andavo al liceo leggevo i libri di Ernesto Che Guevara», racconta Salvini, «se uno a 50 anni ha voglia di leggere quello che scrive un generale della Folgore che ha fatto missioni in Iraq, Somalia, Afghanistan, salvando vite e rischiando la sua di vita, ritengo di essere libero di leggerlo, se poi ci saranno dei passaggi su cui non sarò d’accordo lo dirò». Salvini, ricordiamolo, due giorni ha avuto un colloquio cordiale con Vannacci, e le indiscrezioni sulla possibilità di una candidatura dello scrittore con le stellette nelle liste della Lega alle prossime Europee, prospettiva anticipata dalla Verità, si rincorrono vorticosamente. Il generale, da parte sua, sembra perfettamente a suo agio nel ruolo di corteggiato speciale, in termini politici, di questa estate 2023: «Oltre a Salvini», rivela Vannacci, «sono stato contattato da altri esponenti politici di cui non farò il nome, se vorranno renderlo pubblico lo faranno loro. Ho ricevuto tantissimi messaggi e manifestazioni di supporto. Non ho avuto alcun colloquio con il ministro Crosetto, il quale ha tutta l’autorità per criticarmi. Ho ricevuto diversi inviti per la presentazione del mio libro. Da Vipiteno a Lampedusa sono in tantissimi ad avermelo proposto, si tratta di associazioni, organizzazioni, di singoli privati e personaggi famosi. Non dico di aver accettato, le valuterò. L’inchiesta preliminare sul mio caso», precisa Vannacci, «è partita da uno o due giorni e una volta finita si vedrà se si configura l’ipotetica partenza dell’iter per un provvedimento disciplinare: sono un incursore e non mi arrendo alzando le mani, qualora ci fosse un provvedimento disciplinare rappresenterò le mie ragioni nelle sedi opportune». A proposito di Guido Crosetto, va registrato come in queste ore il ministro della Difesa sia difeso a spada tratta dalle opposizioni. «La posizione del ministro Crosetto su Vannacci è ineccepibile», dice Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, «ma preoccupa il silenzio della premier Meloni che ritiene di non dover difendere il proprio ministro. Non c’entra nulla con la libertà di pensiero offendere ebrei, donne, migranti, ambientalisti. Tutto ciò è contro la nostra Costituzione perché il generale è un pubblico ufficiale e deve servire il proprio Paese con disciplina e onore». «Crosetto ha ragione», scrive sui social il deputato di Più Europa Benedetto Della Vedova, «quando sottolinea che in questo caso non si tratta di difendere la libertà di espressione, il free speech, ma di altro. Vannacci è stato e continuerà ad essere libero di esprimersi avendo come unico limite la legalità, ma un generale è un servitore e un difensore della Repubblica». «Dire a uno», sottolinea il presidente del Pd, Stefano Bonaccini, «che non può assumere un incarico istituzionale di un certo tipo e di grande rilievo nel momento in cui dice che esistono le razze e che i gay non sono persone normali, perdonatemi ma ha fatto bene il ministro Crosetto». Durissimo l’attacco a Vannacci del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: «Se uno ha un problema perché si ritiene accantonato all’Istituto geografico», dice Gasparri all’Adnkronos, «messo in un ruolo non centrale nella struttura militare, forse pensa: “Creo un bel casino estivo, stampa e giornali non sanno cosa scrivere ad agosto». Ma io non mi presto a questo casino. Ne ho visti tanti di questi personaggi anche nel mondo militare. Alcuni bravi, altri meno bravi. L’esperienza di vita mi ha fatto emettere questa sentenza», aggiunge Gasparri, «poi i fatti ci diranno come vanno le cose: molti di questi cercano il seggio, ma non lo trovano. Perché una cosa è candidarsi un’altra essere eletti». «Sono dalla parte del ministro Crosetto», commenta il leader di Italia viva Matteo Renzi, «è la discussione fra due tipi di destra, una sovranista e una più conservatrice, è in corso un regolamento di conti fra di loro, Crosetto è una persona perbene e a lui vanno il mio affetto e la mia solidarietà».<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/salvini-rincara-non-siamo-in-corea-vannacci-contattato-da-altri-politici-2664270813.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="alemanno-alla-difesa-farneticano" data-post-id="2664270813" data-published-at="1692751674" data-use-pagination="False"> Alemanno: alla Difesa farneticano Il caso Vannucci è una occasione d’oro per il Forum dell’Indipendenza italiana, il coordinamento tra varie esperienze politiche e culturali il cui portavoce è Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, ex ministro e esponente storico di quella «Destra sociale» che è stata esperienza culturale e componente politica di grande rilevanza nel nostro Paese. «Il Forum dell’Indipendenza italiana», spiega Alemanno, «lancia una campagna sui social per chiedere se ad essere farneticante è il comportamento del generale Vannacci o quello del ministro Crosetto. Crosetto ha definito le idee di Vannacci come le farneticazioni personali di un generale in servizio, e ha aggiunto: “Il generale Vannacci ha espresso opinioni che screditano l’Esercito, la Difesa e la Costituzione. Salvo poi dire», aggiunge Alemanno, «che la questione è demandata agli organi disciplinari militari, come se lui con quello che ha scritto non abbia già pesantemente influito su questi organi. Per questo, basandoci sul significato di questa parola, siamo noi a chiedere al pubblico se l’aggettivo “farneticante” non sia più appropriato al comportamento di Crosetto su questa vicenda, almeno fino a quando il ministro non ritirerà quello che ha detto e non chiederà scusa a Vannacci». Alemanno coglie al volo l’assist fornito dal governo, che ha castigato il generale Vannacci per aver espresso opinioni: sui social, termometro del sentimento dell’elettorato, sta crescendo a dismisura l’ondata di sdegno dell’elettorato di destra per l’operato del ministro della Difesa, Guido Crosetto, che viene sommerso dagli insulti ormai da giorni. Inoltre, il caso Vannacci ha scoperchiato il vaso di Pandora dell’insoddisfazione di una parte dell’elettorato di destra nei confronti dell’esecutivo: «Il malcontento», spiega Alemanno alla Verità, «è diffuso, anche in Fratelli d’Italia, ma è bilanciato dal carisma di Giorgia Meloni, che per ora regge. È chiaro che vedere l’unico partito che è stato all’opposizione di Draghi portare avanti l’agenda Draghi, crea sconcerto. In politica estera risulta incomprensibile il totale appiattimento sulla linea ultra bellicista di Joe Biden, e manca attenzione alle classi sociali più deboli». State per fondare un partito? «Vedremo», risponde Alemanno, «a breve prenderemo una decisione». Al fianco di Alemanno troviamo, tra gli altri, Marcello Taglialatela, ex deputato di Fdi, ora leader dell’associazione Campo Sud che aderisce al Forum per l’indipendenza italiana: «A settembre», dice Taglialatela alla Verità, «il governo dovrà affrontare un problema spinoso che non appare essere ancora entrato nei suoi radar. All’aumento della benzina si sommeranno gli effetti di una inflazione che riguarda soprattutto i generi alimentari con particolare riguardo a frutta e verdura. In Francia questo problema è stato affrontato con un provvedimento che ha istituito un paniere di generi alimentari per i quali si è raggiunto un accordo con la grande distribuzione per un controllo dei prezzi. Sarebbe auspicabile», propone Taglialatela, «che un provvedimento analogo possa essere preso anche dal governo di centrodestra che nonostante le vacanze pugliesi del suo premier non sembra essersi accorto che i prodotti agricoli italiani costano più di quelli che provengono dall’estero. Ma la Meloni si è accorta che ananas e banane costano la metà di mele e pesche?». In sintesi, c’è chi non si rassegna alla scomparsa della Destra sociale: vedremo nelle prossime settimane se le componenti del Forum riusciranno a trovare una sintesi programmatica per dare vita a un partito di opposizione «da destra» al governo guidato da Giorgia Meloni.
Ditonellapiaga e Tony Pitony si esibiscono sul palco del teatro Ariston (Ansa)
La serata delle cover, con i duetti tra concorrenti e ospiti, è la più attesa del Festival. A incuriosire sono gli abbinamenti e la scelta dei brani. L’Ariston risponde con entusiasmo: tra omaggi, energia e qualche azzardo, ecco le pagelle della serata.
Elettra Lamborghini con Las Ketchup 6,5 Aserejé, tormentone primi Duemila, è perfetta per tenere vivo il clima di festa creato dal medley di Laura Pausini. L’Ariston ha voglia di divertirsi. Fasciate in uno sgargiante abito lungo trasmettono spensieratezza. Frizzanti.
Alessandro Siani 6,5 Arriva da Napoli, come cinque dei cantanti in gara e chissà se c’entra la caccia all’audience. Il ping-pong con Carlo Conti sui motivi, istituzionali e giocosi, perché Sanremo è Sanremo è una bella idea, ma è appena abbozzata. Timido.
Bianca Balti 8 Un anno dopo, con i capelli, elegante e sorridente. «Sono qua per godermela, non solo per me, ma per tutte le persone che hanno sofferto come me». E «sono innamoratissima». Entusiasta.
Malika Ayane con Claudio Santamaria 4,5 Quando si sceglie Mi sei scoppiato dentro il cuore di Mina bisogna pensarci 10 volte. Inevitabile balzi all’orecchio ciò che manca. E lo scoppio floppa. Temerari.
Bambole di pezza con Cristina D’Avena 6 per l’impegno Sembrano copiare i Maneskin senza riuscirci e questo la dice tutta. Infatti, il meglio lo danno quando citano Whole lotta love dei Led Zeppelin. Ma perché non hanno proposto quella? Confuse.
Tommaso Paradiso con Stadio 7,5 Una sferzata di rock visionario e apocalittico atterra all’Ariston con L’ultima luna di Lucio Dalla. Gaetano Curreri non ha la voce giusta, Tommaso sì. Di culto.
Michele Bravi con Fiorella Mannoia 5 Per la scelta di Domani è un altro giorno di Ornella Vanoni vale quanto detto per il brano di Mina: si sente il vuoto. Non c’è il carisma, non c’è la drammaticità, non c’è la voce piena dell’interprete originale. Pazienza.
Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & The Band 8,5 Il figlio d’arte cresce e si muove meglio ogni sera. Figurarsi se spunta papà Gianni che Vita la cantava con Lucio Dalla. Chissenefregadeimoralisti.
Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas 8 la voce di Colombre si avvicina a quella di Jimmy Fontana di Il mondo e il confronto con una delle più belle canzoni della musica italiana non è penalizzante. Plausibili.
Fulminacci con Francesca Fagnani 6,5 Qui è più teatro che musica, ma citare Mina e Alberto Lupo di Parole parole dà i brividi. Si può accettare solo in un copione scanzonato e autoironico. Coraggiosi.
LDA e Aka 7even con Tullio De Piscopo 7,5 A 80 anni l’energia e il feeling di De Piscopo sono intatti. E fa tutta la differenza cantare la cover con il suo inventore. L’Ariston continua a fare festa. Andamento veloce.
J-Ax con Ligera County Fam 8 All star de Milan: Cochi Ponzoni (senza Renato Pozzetto) Paolo Rossi, Paolo Jannacci, Ale & Franz accompagnano il rapper. Felicemente sgangherati.
Ditonellapiaga con Tony Pitony 8,5 Parrucca rosa e maschera di plastica. Cabaret anni Quaranta, jazz americano, Broadway, Quartetto Cetra. Con The Lady is a tramp un’altra scarica di energia. E si balla.
Caterina Caselli 9 Emozionata. Ancora con la sua voce metallica e contundente. Non smette di ringraziare le persone dalle quali ha imparato. Interprete, scopritrice di talenti, produttrice discografica, artista completa. Magnetica.
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I veicoli dei talebani controllano la sicurezza a un posto di blocco vicino al confine tra Pakistan e Afghanistan a Nangarhar (Ansa)
L’aviazione pachistana la settimana scorsa aveva condotto una serie di attacchi aerei in Afghanistan, colpendo alcuni campi di addestramento per terroristi. Il bilancio era stato di 18 morti e 7 feriti secondo il governo talebano, che aveva convocato l'ambasciatore del Pakistan a Kabul. Era così iniziata quella che in gergo si definisce come una guerra a bassa intensità con continue «scaramucce» sul confine che avvevano comunque provocato morti e feriti. Il governo del primo ministro Shehbaz Sharif ha deciso per un attacco in grande stile con missili terra-aria su uffici, caserme e centri di addestramento del regime talebano che non ha una contraerea in grado di difendere il territorio. Gli studenti coranici avevano «ereditato» dagli americani, al loro abbandono dell’Afghanistan, una serie di aerei ed elicotteri, molti dei quali danneggiati e ormai inservibili. Sul confine si sono moltiplicate le battaglie fra le truppe di terra, ma le cifre di morti e feriti divergono sensibilmente. Islamabad ha dichiarato di aver colpito 22 obiettivi militari e che sono stati uccisi 274 funzionari e militanti talebani. Stando a quanto dichiarato dal portavoce delle forze armate pachistane sarebbero stati solamente 12 i militari caduti negli scontri. Il ministro della Difesa dei talebani ha detto che l’aeronautica militare del ministero della Difesa nazionale ha condotto attacchi aerei coordinati contro un accampamento militare vicino a Faizabad, a Islamabad, una base militare a Nowshera, posizioni militari a Jamrud, mentre Zabihullah Mujahid, portavoce del governo talebano, ha subito indetto una conferenza stampa per annunciare che 55 soldati pachistani erano stati uccisi e 19 postazioni conquistate, mentre 8 combattenti talebani erano caduti. Numeri ovviamente incontrollabili, ma appare difficile credere che la cadente aviazione dell’Afghanistan possa aver ottenuto questi risultati. Zabihullah Mujahid, ha aggiunto di voler subito ricorrere al dialogo per risolvere il conflitto con il vicino Pakistan, sottolineando la necessità di una soluzione pacifica e continuando a sperare che il problema venga risolto senza altra violenza. Il portavoce talebano ha respinto le accuse di Islamabad di essere coinvolti negli attacchi terroristici, rispondendo che sono invece loro che sostengono lo Stato islamico che combatte, sotto il nome di Isis K, per abbattere l’emirato dei talebani. Se proseguisse, lo scontro militare sembrerebbe avere un esito certo, perché le forze armate pachistane dispongono di oltre mezzo milione di uomini e di una forza aerea efficiente, oltre ad un arsenale atomico. L’Afghanistan dichiara di avere 150.000 combattenti, ma non si tratta di un vero e proprio esercito, bensì di milizie abituate soltanto alla guerriglia irregolare. Il fronte però è più ampio di quello che potrebbe sembrare perché il ministro della Difesa di Islamabad ha accusato l’India di avere influenza politica sui talebani. Nuova Delhi ha respinto le accuse, denunciando un piano pachistano per destabilizzare il subcontinente indiano. La Cina e la Russia, unica nazione che ha ufficialmente riconosciuto l’emirato dell’Afghanistan, sono al lavoro per una soluzione diplomatica di un conflitto che potrebbe destabilizzare l’intera Asia centrale.
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Matteo Del Fante (Ansa)
L’amministratore delegato sorride tra numeri e strategie, mentre la stima per il 2026 promette ulteriori crescite: «Abbiamo rafforzato la nostra politica dei dividendi», dice, e non è un dettaglio da poco: la cedola proposta sale del 16%, arrivando a 1,25 euro per azione, a testimonianza di un’azienda che non vuole solo correre, ma premiare chi le ha dato fiducia. A dare contenuto a questo risultati soprattutto la finanza e la logistica, con il primato nella consegna dei pacchi.
Il futuro, però, non sono solo conti e percentuali: è anche digitale, innovativo e strategico. Del Fante non si limita a parlare di numeri, ma racconta un percorso di trasformazione che intreccia Poste con Tim, «una partnership che non è mirata a un guadagno immediato ma alla creazione di valore durevole e sostenibile per entrambi i gruppi». Il filo conduttore? Sinergie, integrazione e visione a lungo termine. E per dare concretezza alle parole, la riorganizzazione di gruppo in corso prevede un hub finanziario integrato, dove PostePay e BancoPosta dialogheranno fianco a fianco attraverso la fusione delle rispettive attività. Business come energia e telecomunicazioni saranno distribuiti dalla rete degli sportelli Poste. E non si tratta di semplice fantasia digitale: la nuova super-app di Poste, fiore all’occhiello del 2025, è diventata un fenomeno nazionale, con oltre quattro milioni di utenti giornalieri, la più utilizzata tra gli algoritmi proposti da un’azienda italiana. L’Intelligenza artificiale non è un concetto fumoso: Del Fante la indica come «un acceleratore di crescita chiave» del piano strategico pluriennale che verrà presentato entro il 2026, pronto a inaugurare una nuova stagione dopo nove anni di evoluzioni continue.
I numeri del bilancio restano sotto i riflettori: i ricavi di gruppo hanno raggiunto 13,1 miliardi, in crescita del 4% rispetto al 2024. Il margine operativo tocca i 3,2 miliardi, con un balzo del 10%, e l’utile netto segna 2,2 miliardi, anche questo con un +10%, in anticipo sui target del piano 2024-28. Dalle parole di Del Fante emerge che Poste non solo cresce, ma lo fa stabilmente, costruendo le basi per guardare oltre, fino al 2026: i ricavi sono previsti a 13,5 miliardi, il margine operativo superiore a 3,3 miliardi e l’utile netto (esclusa la partecipazione in Tim) a 2,3 miliardi. Anche i dividendi resteranno generosi, con una percentuale di assegnazione ai soci superiore al 70% degli utili. Da aggiungere un piccolo extra legato all’arrivo del dividendo Tim stimato in cento milioni di euro a partire dal 2027.
Proprio dal gruppo telefonico arriva una novità nella governance. Adrian Calaza, ex direttore finanziario di Tim, è il nuovo presidente di Tim Brasil dove già ricopriva il ruolo di consigliere. Prende il posto di Nicandro Durante. In consiglio entra anche Camillo Greco, direttore finanziario di Poste Italiane. Nell’illustrazione dei conti da parte di Matteo Del Fante manca, naturalmente, il capitolo «grandi manovre»: tra le priorità c’è l’acquisizione del 20% del Polo strategico nazionale da Cdp, un investimento contenuto ma strategico per supportare Tim nella migrazione della pubblica amministrazione italiana verso il cloud. Insomma, tra numeri da record e strategie a lungo termine, Poste italiane si conferma un gigante in movimento: non solo un’azienda di servizi postali e finanziari, ma un ecosistema digitale in piena espansione, pronto a cavalcare la tecnologia, l’Intelligenza artificiale e le sinergie industriali. Matteo Del Fante lo annuncia a tutta la comunità finanziaria che l’ascolta durante la conference call: il 2025 è stato eccezionale, ma l’avventura è appena all’inizio.
Il riflesso dell’uso dell’Ia si vedrà anche sul fronte dei dipendenti: le assunzioni annuali nei centri aziendali nel 2026 si stimano in calo del 15% rispetto alla media degli ultimi quattro anni. Con Tim, di cui è primo socio, Poste ha aperto vari tavoli. I risparmi attesi si aggirano sui cento milioni.
A inizio del prossimo anno, Poste attende, inoltre, completare la riorganizzazione con la creazione di un hub finanziario e la fusione di BancoPosta con PostePay. «A seguito di questa fusione deterremo il business energia e tlc a livello di capogruppo», ha detto l’ad, spiegando il progetto di creazione dell’hub finanziario. L’Intelligenza artificiale sarà cruciale nello sviluppo previsto. Nel servizio clienti ha permesso la riduzione dei costi del 30%. Sono attesi altri 30 milioni entro i prossimi quattro anni. Inoltre, sono stimati fino a circa 100 milioni di euro di risparmio annuo sui costi It.
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