Salvini marca stretto Tria: «Voglio la flat tax nel Def». E i grillini gli danno ragione
Il leghista chiede rapidità e smorza le voci di tensioni con il M5s. Giuseppe Conte: «Sulla tassa piatta decideremo martedì durante il Cdm».

Il tema sollevato ieri dalla Verità, e cioè la possibile clamorosa esclusione della flat tax dal Def (e quindi dagli orizzonti di politica economica del governo), si è fatto spazio nella giornata politica. Ieri, nel corso di una visita al Vinitaly, è stato Matteo Salvini a tornare sulla questione, con dichiarazioni attente per un verso a tenere il punto sull’agenda leghista, non senza messaggi agrodolci al M5s, ma per altro verso a evitare conseguenze devastanti su un quadro di governo già piuttosto teso.

Si ha come la sensazione che il leader della Lega voglia conquistare tempo, e arrivare al giro di boa delle europee, prima di mettere tutte le sue carte sul tavolo. Sulle tasse, Salvini ha detto: «Nel Def la riduzione fiscale dovrà essere sicuramente inserita». Quanto alla flat tax, ha aggiunto: «È una nostra priorità ed è nel contratto di governo. Serve agli italiani. Ci stiamo lavorando seriamente da mesi. Abbiamo valutato i costi e i benefici, e una riduzione fiscale porta sicuramente più benefici che costi». E infine l’avvertimento a Luigi Di Maio: «Come noi rispettiamo e approviamo quello che c’è nel contratto e che magari non è nel Dna della Lega, e penso al reddito di cittadinanza, altrettanto rispetto sul tema fiscale lo chiediamo agli altri». Poche ore dopo è arrivata la risposta del premier, Giuseppe Conte: «Martedì portiamo il Def in Consiglio dei ministri. Tutte le questioni le esamineremo lunedì e delibereremo martedì».

Ieri il viceministro leghista Massimo Garavaglia aveva esplicitato un ottimo argomento per accelerare. Il pur limitatissimo esperimento di flat tax per partite Iva e professionisti approvato a dicembre sta dando buoni frutti: «Nel primo mese il numero delle partite Iva è salito del 5%». Una ragione di più per estendere la sperimentazione, per allargarla, per farne il cuore di una politica economica. Sul versante grillino, però, si continuano a mischiare le carte. Ieri era abbastanza surreale leggere di fantomatici progetti M5s su una cosiddetta «flat tax a tre scaglioni». Ci sarebbe da ridere, se non si parlasse di cose serie: la flat tax si chiama così perché ha aliquota unica. Parlare invece di tre scaglioni non ha nulla a che fare con la tassa piatta: semmai, ne è la negazione.

Nella parte più cauta del suo intervento a Vinitaly, Salvini ha cercato di evitare lo scontro con Giovanni Tria sulla striminzita previsione di crescita (+0,2%) che sarà contenuta nel Def: «Io apprezzo la prudenza. Noi lavoriamo perché la crescita ci sia. A fine anno faremo i conti». Il leader leghista ha poi preso le distanze – pur senza citarli – da una certa propensione dei grillini al no: «Sono qui per portare notizie su cantieri fermi da tempo, e penso alla Brescia-Verona-Padova. Rappresento il governo del sì. I no non aiutano niente e nessuno». Altrettanto netto sul tema sbancati: «Sul rimborso ai risparmiatori truffati si è aspettato anche troppo. Ci sono famiglie che hanno difficoltà a pagare il mutuo, l’affitto, le tasse sui capannoni. È passato anche troppo tempo: i soldi ci sono, abbiamo messo 1 miliardo e mezzo, quindi spendiamolo». Salvini ha poi toccato il tema pensioni, fissando un traguardo ulteriore: «Quota 100 non si ferma, è l’inizio di un percorso perché l’obiettivo è quota 41. Quota 100 ha il suo obiettivo più importante nell’aprire spazi di lavoro stabile per i giovani. Mi rifiuto di pensare che ci sia qualcuno contro i giovani che iniziano a lavorare». Infine, gli scambi verbali con i grillini, che avevano evocato la propensione ai selfie del ministro dell’Interno. Salvini è sembrato scegliere la strada degli esercizi zen più che della rissa: «Da qui al 26 maggio parlerò solo di cose da fare e mi riprometto di non rispondere a nessuna polemica. Basta, mi cucio la bocca». E ancora: «Io lavoro. Oggi potevo essere a casa coi miei bimbi ma sono orgoglioso di essere qui, come ieri ero orgoglioso d’essere a Genova a visitare i cantieri del ponte Morandi. Se ci sono 10, 100 o 1.000 persone che mi fermano, mi danno un suggerimento e mi stringono la mano, sono ben contento. Sto al ministero tutto il tempo necessario e poi incontro gli italiani».

Stesso tono per smorzare la polemica grillina sui futuri alleati europei della Lega: «A metà maggio», ha annunciato Salvini, «faremo una grande manifestazione delle forze sovraniste a Milano, in piazza Duomo. Non mi interessa il passato, siamo per la democrazia e per i diritti, ma l’Europa si cambia solo con chi non l’ha governata in questi anni». Tra l’altro, la formazione tedesca Afd, duramente attaccata da Di Maio, oggi sta a Bruxelles proprio nel gruppo che ospita anche i grillini.

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