Presidi di protesta in tutto il Paese. Alto rischio di scontri ai cortei del 1° maggio

Dal punto di vista della gestione dell’ordine pubblico il lungo weekend del primo maggio che inizia oggi rischia di essere caratterizzato da una imprevista «navigazione a vista». Il blitz della marina israeliana contro le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, avvenuto a in acque internazionali di competenza dell’Ue ha infatti scombinato, già dal pomeriggio di ieri, il calendario delle manifestazioni previste in questi giorni.
Rendendo anche molto più difficili sia l’applicazione delle misure preventive introdotte dal nuovo decreto Sicurezza, sia il monitoraggio da parte degli investigatori delle eventuali infiltrazioni nelle manifestazioni di frange violente della galassia antagonista.
Sta di fatto che l’abbordaggio da parte dei vascelli della marina di Israele alle imbarcazioni della Flotilla rischia di essere la scintilla che potrebbe far detonare una situazione già resa esplosiva non solo dall’escalation dell’attività bellica delle Idf, caratterizzata dalle polemiche per le vittime civili causate dalle operazioni in Iran e per gli scontri a fuoco che hanno visto coinvolti i militari israeliani con il contingente di Caschi blu Onu di stanza nel Libano del sud. A pesare sono anche le provocazioni del governo Netanyahu, come il divieto imposto il 29 marzo dalla polizia israeliana al cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, di accedere alla basilica del Santo Sepolcro per la Domenica delle Palme.
A questo quadro, che aveva già amplificato le tensioni verso Israele da parte sia dell’opinione pubblica che delle frange più estreme della sinistra, due giorni fa si è aggiunto il fermo, seguito da una piena confessione, di Eithan Bondì, 21 anni, esponente della comunità ebraica romana, responsabile dell’agguato del 25 aprile contro due militanti romani dell’Anpi, marito e moglie, feriti dai colpi di una pistola da softair.
Poi, come detto, dopo la notizia arrivata ieri mattina del blitz contro la Flotilla, il già precario equilibrio è saltato definitivamente, con la convocazione in tempo reale per le 18 di ieri di manifestazioni, presidi e sit-in in solidarietà con la Flotilla in tantissime città d’Italia. Una mobilitazione lanciata al grido dello slogan «Insorgiamo, resistiamo, blocchiamo tutto». A Roma il concentramento è stato annunciato nella zona del Colosseo, a Napoli in piazza del Plebiscito, a Milano in corso Monforte, a Venezia in Campo San Bartolomeo. Ma molte città si sono aggregate strada facendo. Tra cui Genova, dove il Collettivo Autonomo Lavoratori portuali di Genova ha indetto sempre per le 18 di ieri un presidio al varco portuale Albertazzi. «Non eravamo pronti, non ci aspettavamo che la Flotilla venisse attaccata così presto», si legge sui social del collettivo. «Basta parole, basta sconcerto di fronte ai social. Vogliamo lo sciopero generale, dobbiamo bloccare di nuovo tutto», conclude la chiamata alle armi. Eppure, nonostante i propositi agguerriti, il presidio ha raccolto subito il sostegno del Pd e di Music for Peace. Alla manifestazione hanno preso parte centinaia di persone. Tra gli interventi anche quello del sindaco di Genova, Silvia Salis che ha detto: «Dobbiamo continuare a stupirci per queste azioni di Israele che va contro quelli che sono i principi di diritto internazionale». Poi la Salis ha aggiunto: «Per loro sono cose naturali, ma non lo sono, per cui siamo qua per manifestare il nostro sconcerto».
Affollato anche il presidio davanti al Colosseo, a Roma, dove spiccavano le bandiere palestinesi, di organizzazioni studentesche (Osa e Cambiare rotta), sindacati e movimenti politici, che si sono radunati intorno allo striscione con su scritto: «Israele stato terrorista, blocchiamo tutto».
Circa un migliaio le persone scese in piazza a Milano, con in testa al corteo uno striscione con la scritta «Insorgiamo, blocchiamo tutto». Alla manifestazione hanno aderito tra gli altri le associazioni palestinesi, Emergency, Amnesty, Arci, i centri sociali, i collettivi studenteschi. I pro Pal sono scesi in piazza anche a Torino e Firenze. Al momento di andare in stampa, nonostante la tensione, non si erano registrati incidenti o scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.
Alle manifestazioni di ieri seguiranno poi in queste ore i presidi e i cortei già annunciati nei giorni scorsi. Come ad esempio a Torino, dove è prevista una manifestazione degli esponenti del centro sociale Askatasuna e dalle sigle affini come il Cua (Collettivo universitario autonomo), la rete Torino per Gaza, Intifada Studentesca.
A Milano, invece un corteo organizzato di diverse sigle della galassia antagonista partirà alle 14 di oggi da via Padova , per andare a ricongiungersi con quello in partenza alle 14.30 da piazzale Loreto organizzato dai movimenti contro le Olimpiadi di Milano-Cortina e da altre sigle dell’associazionismo militante. Manifestazioni che si annunciano ad alta tensione, ma il vero rischio, difficile da controllare vista la situazione in continua evoluzione, è che frange estreme in cerca di visibilità si possano infiltrare nelle manifestazioni istituzionali.





