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Gse: «L’attuale sistema It è oneroso da mantenere e lento da aggiornare»

Egregio direttore,

in relazione all’articolo "Gse, affidamenti diretti per fatture anziché blindare la Cybersecurity" pubblicato lo scorso 30 ottobre, è opportuna qualche precisazione. L’attuale sistema IT, stratificato in molti anni, è oneroso da mantenere, lento da aggiornare e inefficiente da gestire: la migrazione verso un sistema integrato si è resa pertanto necessaria per migliorare efficienza e controlli interni.

Il sistema SAP, la cui licenza d’uso pesa per oltre la metà della cifra citata nell’articolo, è stato scelto a inizio anno a esito di una procedura pubblica. Tra l’altro, questo sistema comporterà il passaggio da server fisici ad attività in cloud, in cui la sicurezza è notoriamente maggiore perché affidata ai continui investimenti fatti dal fornitore stesso. In merito all’affidamento diretto, va detto che questo è stato richiesto (previo parere positivo di ANAC e Agid) dall’urgenza: la minaccia di un nuovo attacco hacker ha reso infatti necessario far migrare subito il settore dei pagamenti, oggi gestito con un applicativo vecchio di oltre vent’anni. In questo caso SAP opererà come “system integrator” per la prima fase.

Con gara verrà scelto il fornitore per le fasi successive. Quando poi l’Agenzia per la Cyber-sicurezza Nazionale, che ci ha seguito in tutte le complesse operazioni di ripristino dopo il cyber-attacco, ci avrà consegnato il Rapporto finale potremo basare su di esso un piano specifico di rafforzamento del complesso dei nostri sistemi. Il tutto, come sempre, nell’interesse esclusivo dei destinatari dei servizi del GSE per la transizione energetica e ambientale.

Dimmi La Verità | Marco Pellegrini (M5s): «Sviluppi della guerra in Iran»

Ecco #DimmiLaVerità del 15 maggio 2026. Il deputato del M5s Marco Pellegrini commenta gli sviluppi della guerra in Iran e la crisi economica in Italia.

Effetto Green deal: l’auto europea è finita in pasto ai cinesi
Istock
La spinta all’elettrico, senza le materie prime, regala il mercato agli asiatici. Byd punta Roma, Chery la Spagna e Berlino crolla.

In principio fu il Green deal, quando l’Unione europea aprì la finestra da cui è entrata l’industria cinese del clean tech, cioè pannelli solari e turbine eoliche. Un ingresso che oggi ha portato l’Europa alla dipendenza al 90% dall’industria cinese in quel settore.

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Le Big Tech se ne fregano dei raggiri. Qui serve il pugno duro della politica
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Meta &C. raccolgono cifre enormi con la pubblicità, che poi smistano nei siti. Anche se si tratta di fake, tipo la mia finta lite con Messina. Come suggerito da Marina Berlusconi, questa «pirateria» va fermata dalla legge.

Le truffe ci sono sempre state e molte hanno avuto il loro racconto: imperdibile quello di Totò che voleva vendere la fontana di Trevi allo straniero sprovveduto.

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Streeting sigla lo sfratto a Starmer
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Il ministro della Sanità lascia e lancia siluri contro il premier: «Non sarai tu a guidare il partito laburista nelle prossime elezioni. Serve una direzione, siamo allo sbando».

Tanto tuonò che infine piovve. Dopo giorni di indiscrezioni, retroscena e voci di congiura interna, Wes Streeting ha rassegnato ieri le dimissioni da ministro della Sanità, aprendo ufficialmente la crisi del Partito laburista e, di fatto, dello stesso governo britannico.

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