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Gse: «L’attuale sistema It è oneroso da mantenere e lento da aggiornare»

Egregio direttore,

in relazione all’articolo "Gse, affidamenti diretti per fatture anziché blindare la Cybersecurity" pubblicato lo scorso 30 ottobre, è opportuna qualche precisazione. L’attuale sistema IT, stratificato in molti anni, è oneroso da mantenere, lento da aggiornare e inefficiente da gestire: la migrazione verso un sistema integrato si è resa pertanto necessaria per migliorare efficienza e controlli interni.

Il sistema SAP, la cui licenza d’uso pesa per oltre la metà della cifra citata nell’articolo, è stato scelto a inizio anno a esito di una procedura pubblica. Tra l’altro, questo sistema comporterà il passaggio da server fisici ad attività in cloud, in cui la sicurezza è notoriamente maggiore perché affidata ai continui investimenti fatti dal fornitore stesso. In merito all’affidamento diretto, va detto che questo è stato richiesto (previo parere positivo di ANAC e Agid) dall’urgenza: la minaccia di un nuovo attacco hacker ha reso infatti necessario far migrare subito il settore dei pagamenti, oggi gestito con un applicativo vecchio di oltre vent’anni. In questo caso SAP opererà come “system integrator” per la prima fase.

Con gara verrà scelto il fornitore per le fasi successive. Quando poi l’Agenzia per la Cyber-sicurezza Nazionale, che ci ha seguito in tutte le complesse operazioni di ripristino dopo il cyber-attacco, ci avrà consegnato il Rapporto finale potremo basare su di esso un piano specifico di rafforzamento del complesso dei nostri sistemi. Il tutto, come sempre, nell’interesse esclusivo dei destinatari dei servizi del GSE per la transizione energetica e ambientale.

La magistratura si fa male da sola
Il presidente dell'Anm Cesare Parodi (Ansa)
Certi commentatori cercano di buttarla in caciara, complicando questioni semplici. Ma non si dica che c’è un attacco a un’istituzione che nei pasticci ci si è infilata da sé.
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Il premier: «Bene Mattarella, che invita il Csm a restare estraneo alle diatribe». Nordio: «Nessun intento punitivo». Intanto un rilevamento per «Dritto e rovescio» dimostra che la rimonta del No è una fantasia.

«Ho trovato le parole del presidente della Repubblica giuste, direi anche doverose. Penso che sia giusto il richiamo al rispetto tra istituzioni. Penso che sia stato anche giusto il passaggio nel quale il presidente dice che è importante che un’istituzione come il Csm si mantenga estranea dalle diatribe di natura politica». Lo ha detto ieri il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista a Sky Tg24.

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Scandicci, donna decapitata col machete. Sospettato un nordafricano
Il cadavere di una donna è stato scoperto nell'ex area Cnr a Scandicci (Ansa)
Trovato a Scandicci il cadavere di una tedesca di 44 anni con il corpo smembrato. Sospettato uno straniero che è stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio. Le telecamere collocano l’uomo nella zona in orari compatibili col delitto.

Sospettato un nordafricano per l’omicidio di una 44enne tedesca decapitata a Scandicci, vicino a Firenze. Le telecamere collocherebbero l’uomo nella zona in orari compatibili col delitto.

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Macron la fa fuori dal bidet: «Meloni pensi a casa sua». Proprio lui...
Emmanuel Macron (Ansa)
Il cordoglio del premier per Quentin Deranque, ucciso dagli antifa, stizzisce le président: «Pensate a casa vostra». Cioè, quella su cui i suoi ministri volevano «vigilare» e che definivano «vomitevole»? Peccato che i picchiatori transalpini sconfinino abitualmente da noi.

No, dai: non può essere lui. Davvero ha intimato a Giorgia Meloni di «non commentare fatti che avvengono in altri Paesi»? Macron? Il presunto Napoleone che, pur di non affrontare i disastri in casa propria, non fa altro che ficcare il naso in quelle altrui? Dagli Usa alla Groenlandia, dall’Ucraina a Gaza, dall’India alla Cina è tutto un interventismo macroniano. Epperò, improvvisamente, ecco che Emmanuel scopre il riserbo, il colpo di reni sovranista: «Lasciate che tutti restino a casa e le pecore saranno ben custodite», è la spiritosaggine dietro la quale il presidente francese prova vanamente a celare la stizza.

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