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Renzi è sempre lì: un occhio al M5s e l'altro a Forza Italia

Renzi è sempre lì: un occhio al M5s e l'altro a Forza Italia
ANSA

Matteo Renzi ieri non ha partecipato all'assemblea dei gruppi parlamentari del Pd. La scelta di non essere presente, ha spiegato una fonte a lui vicina, è stata dettata dalla volontà di non condizionare il dibattito interno al partito. Questo, quanto meno, è ciò che riferisce un dispaccio dell'agenzia Ansa. In realtà l'assenza del segretario dimissionario serve proprio a condizionare il dibattito interno al Pd, annullandolo.

Del resto l'ex presidente del Consiglio ha già messo in posizione sulla scacchiera la sue pedine. Al Senato il fedelissimo Andrea Marcucci, erede di un'azienda toscana partecipata dalla Cassa depositi e prestiti. Alla Camera invece c'è Graziano Delrio, che magari fedelissimo non è, ma è incapace di opporsi allo strapotere renziano. Poi, certo, c'è Maurizio Martina, il segretario reggente, uno che a ben guardare è ancora più debole del ministro delle Infrastrutture. Ma anche mettendo insieme tutti quelli che si distinguono dalla linea dell'ex segretario, cioè Martina, ma anche Orlando e Franceschini, non si riesce a trovare un oppositore vero a Renzi, il quale, che sia presente fisicamente o solo con lo spirito, rimane il padrone assoluto del Pd, ossia colui che è in grado non solo di condizionarne la linea, ma di dettarla. E infatti, al momento, non c'è nessun organismo dirigente che si sia azzardato ad approfondire le ragioni della sconfitta, dando a Renzi quel che è di Renzi. Né si registrano concrete possibilità di un congresso vero o di una reale competizione. Ciò che un tempo era la parola magica, simbolo di democrazia dal basso, adesso è stata derubricata con fastidio come una procedura che fa perdere tempo. Niente primarie, dunque, nessuna consultazione popolare. Quelle andavano bene prima, quando Renzi doveva scalare il Pd e farsi legittimare senza passare dal voto. Adesso no: meglio fare tutto nelle segrete stanze, lasciando che il dimissionario possa continuare a dirigere il partito da lontano, dal suo seggio di senatore senza incarichi.

Per ora, in vista della partita per l'elezione del nuovo segretario, pare che Renzi abbia accantonato il progetto di farsi un nuovo partito. Non che l'idea sia definitivamente stata archiviata. No, diciamo che al momento è sospesa. Del resto, che ragione c'è di farsi un partito nuovo se si controlla ancora quello vecchio? Al massimo si può cambiare l'insegna e rifare il trucco a ciò che già si ha, aggiungendo un po' di marketing.

Tuttavia, ciò che l'ex presidente del Consiglio non ha abbandonato è l'idea di riprendersi la scena. Altro che «faccio il senatore semplice di Scandicci» e «per due anni non parlo». Renzi scalpita e non vede l'ora di ritornare sotto i riflettori e di occupare una poltrona adatta al suo rango. È per questo che nelle ultime ore, secondo alcuni, sarebbe sbocciata l'idea del dietrofront. Dopo aver scandito che il Pd sarebbe rimasto là dove lo hanno messo gli italiani, cioè all'opposizione, adesso il segretario detronizzato medita di rinunciare all'Aventino per rispondere alla richiesta di responsabilità avanzata dal presidente Mattarella. In breve, dopo che Luigi Di Maio ha messo da parte la pregiudiziale su di lui, Renzi medita di tornare in pista. In fondo, due mesi di astinenza possono bastare. Sì, aveva detto due anni, ma forse per lui due anni o due mesi fanno poca differenza. E poi il suo motto è avanti, mica sto fermo. Dunque prepariamoci. Anzi, già che ci siamo tenete d'occhio Forza Italia, perché è nell'orto del Cavaliere che Renzi vuole andare a zappettare. Il piano è preparare il terreno per poi piantarci la tenda.

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Gomorra torna su Sky con «Le Origini» di Pietro Savastano
«Gomorra. Le Origini» (Sky)

Dopo la conclusione della serie, Gomorra riparte dal passato con Le Origini. La storia segue l’adolescenza di Pietro Savastano a Secondigliano nel 1977, mostrando la nascita del futuro boss e le radici della saga criminale raccontata negli anni.

Gomorra è finita, e non vi è possibilità di ritorno. I personaggi della serie televisiva, che per anni si sono trovati parte di un dibattito eterno, circa la fascinazione del male e il suo potere di replica, sono finiti insieme alla storia che portavano sulle spalle. Morti, sepolti, spostati in un altrove che non ammette replica. Immaginare, dunque, un futuro dello show sarebbe impossibile. E impossibile è stato per gli sceneggiatori, che tanto si sono arrovellati per cercare di capire come rivendersi tutta quella sostanza, come tenerla stretta, allungarla, rimaneggiarla.

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Col green andare in Sardegna costa il triplo
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Nel 2026 entra a regime la tassa europea sulle emissioni delle navi: rincari fino a 369 euro per mezzo imbarcato e supplementi sui biglietti dei passeggeri. Confindustria regionale e Confitarma avvertono: le spese si scaricheranno su turisti e imprese.

La vacanza in Sardegna sarà sempre più cara. I turisti devono prendersela con la normativa sugli Ets che sta portando a un aumento del trasporto delle merci e dei passeggeri. Nel 2026 entra a pieno regime il meccanismo che regola l’acquisto delle quote di emissione da parte degli armatori se emettono CO2.

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Dimmi La Verità | Stefano Ceccanti: «La Sinistra che vota Sì al referendum sulla giustizia»

Ecco #DimmiLaVerità del 9 gennaio 2026. Il costituzionalista Stefano Ceccanti, ex parlamentare Pd, spiega le ragioni del comitato La Sinistra che vota Si al referendum sulla giustizia.

Anm sotto accusa per le bugie del No: «Mosse illecite, partono le denunce»
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Testa attacca il manifesto delle toghe: «Vergognoso affermare che comanderà la politica». Dubbi pure sui soldi al comitato.

La campagna referendaria del comitato del No è partita con il piede sbagliato. Il testo del manifesto fuorviante, a pensarla bene, mistificatorio, a pensarla male, ha trasformato il dibattito in un duello in cui vale tutto. Sì perché la frase: «Vorresti giudici che dipendono dalla politica?» per i promotori della riforma corrisponde all’esatto opposto dello scopo della stessa. Chicco Testa, presidente di Assoambiente, su X: «L’ attività dell’Associazione nazionale magistrati nella campagna per il No è semplicemente vergognosa e illecita. Dimostra con chiarezza la prepotenza e la violazione delle regole da parte di coloro che dovrebbero essere i primi a rispettarle. Sotterfugi da magliari e falsità diffuse a piene mani». Per esser chiari, nel secondo Dopoguerra i magliari erano venditori ambulanti, spesso truffaldini, famosi per vendere stoffa e tessuti di bassa qualità, spacciandoli per pregiati.

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