Rc auto più cara del 4% in 3 mesi. Pochi utilizzano la «scatola nera»
Luigi Federico Signorini (Ansa)
Consentirebbe un risparmio sulla polizza. L’Ivass: «A un passo l’accordo su Eurovita».

Il premio medio dell’Rc auto ritorna a crescere. Nel primo trimestre di quest’anno il prezzo medio pagato per l’assicurazione Rc auto è stato di 368 euro, con un aumento del 4% su base annua, ha detto leggendo le considerazioni il presidente dell’Ivass, Luigi Federico Signorini, aggiungendo che la quota media di sconto in rapporto alla tariffa è considerevole, ma varia a seconda dell’area geografica di residenza dell’assicurato: il minimo si raggiunge nel Nord-ovest (30,9) e il massimo nel Sud (40,3), dove le tariffe di base sono in media più alte; entrambe le percentuali sono in forte aumento dal 2014. Gli sconti elevati praticati al Sud sono associati a una maggiore diffusione della «scatola nera» (36%, contro una media nazionale pari a 22), a sua volta legata ai premi di riferimento più elevati, che incentivano gli assicurati più prudenti ad avvalersi in misura maggiore di questo strumento. Per le autovetture, secondo i dati Ivass, il premio medio nel 2022 ammonta a 370 euro, in calo del 2,4% sul 2021. Sono assicurati 32,9 milioni di veicoli, su cui si registrano 1,8 milioni di sinistri, per un costo medio di 4.671 euro. Signorini ha poi ricordato che dall’inizio di marzo è a regime Preventivass, lo strumento pubblico di comparazione dei prezzi del contratto base dell’assicurazione per la responsabilità civile auto consultabile liberamente on line, su cui gli assicuratori sono tenuti a presentare le proprie offerte. Con l’entrata in vigore degli obblighi di consultazione a carico degli intermediari: nei primi tre mesi dell’anno su Preventivass sono stati elaborati circa 22 milioni di preventivi, contro poco più di 3 milioni nei quattro mesi precedenti. Le compagnie possono inoltre offrire su Preventivass, in modo trasparente, uno sconto per la scatola nera, ma finora di questa facoltà ci si è avvalsi solo in pochi casi.

Quanto ai conti delle big delle polizze, «la crescita dei tassi e quella dei prezzi hanno avuto impatti di rilevo sulle compagnie assicurative italiane attraverso, rispettivamente, la riduzione del valore di mercato delle attività e passività finanziarie e l’aumento dei costi dei sinistri», ha detto Signorini. Sottolineando che «il mutato contesto ha contribuito ad accrescere il rapporto fra riscatti e premi nel segmento Vita. Si è innalzata l’attenzione delle compagnie e del supervisore sul rischio di liquidità».

Sullo sfondo della relazione annuale del Garante delle assicurazioni, resta il caso Eurovita. Secondo il presidente dell’Ivass, l’accordo è a un passo. «Le negoziazioni sono in corso; auspico che possa essere raggiunto nel più breve tempo possibile un accordo che consenta di salvaguardare pienamente i diritti degli assicurati, di mostrare determinazione nell’affrontare una situazione del tutto nuova e inattesa e di dare un segnale forte di solidità e capacità di reazione, a beneficio della stabilità del sistema nel suo complesso e della fiducia che i cittadini vi ripongono», ha spiegato Signorini. L’imminente accordo per salvare Eurovita è stato confermato dal ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso («si aspetta che tra breve, a ore, ci sia una soluzione di mercato e quindi di sistema, ove questo non accadesse il governo è pronto a intervenire», ha affermato). La soluzione deve arrivare prima del 30 giugno, quando l’Ivass prorogherà il blocco dei riscatti delle polizze Vita, poi ci vorranno dei tempi per realizzarlo. E probabilmente si andrà a settembre.

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