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Quarantotto ore in Veneto

Quarantotto ore in Veneto
Il castello di Malcesine sul lago di Garda (iStock)

Con le temperature in aumento e le giornate sempre più lunghe, cresce la voglia di scappare dalle città nel fine settimana per esplorare il nostro Bel Paese. Mare, montagna, lago, collina non conta: l’importante è evadere dalla routine.

  • Vivere il Veneto. Da un lato il Mar Adriatico, dall’altro le Dolomiti. In mezzo, uno dei rami del lago di Garda. La regione il cui capoluogo è Venezia, è senza dubbio una delle mete più amate dai vancanzieri di tutto il mondo.
  • Da Bibione a Sottomarina, alla scoperta del mare veneto.
  • Lazise e la nuova dolce vita sul Lago di Garda. Il relax è fatto di hotel con piscine a sfioro che si affacciano sul lago e su una vegetazione mediterranea fatta di uliveti, vigneti, e profumatissimi alberi di limone.
  • Abbracciare gli alberi è un toccasana per la mente: abbassa i livelli di ansia e stress, aiuta la respirazione e favorisce il relax. Sulle colline venete arriva il "forest bathing", una pratica nata in Giappone ma che ormai ha preso piede anche nel nostro Paese.

Lo speciale comprende quattro articoli e gallery fotografiche.

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«Un imputato su due non avrebbe dovuto subire un processo»
Francesco Greco (Imagoeconomica)
Il presidente del Consiglio nazionale forense Francesco Greco: «Per contiguità culturale il gip asseconda acriticamente il pm nel 97% dei casi».

Francesco Greco, presidente del Consiglio nazionale forense, stiamo entrando nel rush finale di questa campagna elettorale referendaria: si aspettava una tensione del genere?

«No, perché di separazione delle carriere si parla da tempo, noi avvocati abbiamo avanzato molte proposte in merito. Un tale livello di odio tra gli schieramenti non c’era mai stato. Non è un bene che lo scontro politico venga trasferito nelle aule di giustizia».

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Il fronte del No fa collezione di regali al Sì
Nicola Gratteri (Ansa)
Più si avvicinano le urne, più cresce il nervosismo di chi si oppone alla riforma. Con esiti ridicoli. I sondaggisti danno i contrari in rimonta: sono gli stessi che pronosticavano il trionfo di Kamala Harris. Per Gratteri chi non vota come lui è mafioso: seppellito dai meme.

Il termine autogol nasce dal calcio, quando un calciatore manda il pallone nella propria porta. Fa punto lo stesso, ma per gli avversari. Il termine è stato portato in tutti i campi, soprattutto in politica. L’autogol è quella piccola tragedia comica in cui, tentando di salvarsi, si finisce per affondare da soli. È l’errore di calcolo che smaschera fretta, nervi scoperti e presunzione.

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«Sono molto preoccupato per ciò che succede nel mondo, in Medio Oriente, la guerra di nuovo, dobbiamo essere anche noi annunciatori di pace. Dobbiamo pregare molto per la pace, rifiutare quella tentazione di far male all’altro, la violenza non è mai la strada giusta». Lo ha detto Papa Leone parlando a braccio nel saluto iniziale alla comunità della parrocchia del Quarticciolo dove è in visita. «Dobbiamo rifiutare sempre quello che fa male, come la droga. Dobbiamo dire sempre no alla droga e sì a quello che fa bene», ha affermato alla platea il pontefice. Durante la visita alcuni ragazzi del quartiere hanno donato al Papa una maglia personalizzata con scritto Leone XIV, il Pontefice ha firmato anche dei palloni da calcio.

Con la separazione delle carriere più risorse per le cause civili
iStock
Il processo penale finora ha fatto incetta di fondi. Un Csm di soli giudici darà finalmente la giusta attenzione alle controversie che interessano da vicino molti cittadini e imprese, come divorzi, licenziamenti o sfratti.

Vi è il serio rischio che il voto sul referendum si concluda con la vittoria del No. Il dibattito sulla riforma costituzionale è, infatti, degenerato in un dibattito pro o contro il governo dove i detrattori della riforma sostengono che quest’ultimo intende limitare l’indipendenza della magistratura, non soltanto dei pm, ma di tutta la magistratura. E chi, invece, sostiene le ragioni del Sì, anche tra i componenti del governo (vedasi alla voce Carlo Nordio) sovente attacca o delegittima la magistratura o il Csm, tanto da obbligare il presidente Sergio Mattarella a intervenire invocando toni più distesi.

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