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2022-07-04
Quarantotto ore in Piemonte
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Uno scorcio del lago d'Orta (iStock)
In vacanza in Piemonte? Perché?
Alcuni potrebbero essersi posti questa domanda. La realtà è che questa regione è un serbatoio inesauribile di esperienze. In Piemonte, partendo dal capoluogo - Torino, si possono creare itinerari spettacolari che combinano l'amore per l'arte e la cultura, la gastronomia, l'enoturismo e le passeggiate all'aria aperta.
Le valli di montagna e i borghi, le colline, i laghi e le città d’arte. Sia che si amino passeggiate, il relax totale o la cultura o le tradizioni, in Piemonte si può trovare una dimensione perfetta per ognuno.
Partiamo proprio dall'arte. Che sia Torino o uno degli altri capoluoghi di provincia o perfino una delle cittadine di più piccole, ogni centro del Piemonte ha la sua storia e le sue particolarità. Da non dimenticare è sicuramente la presenza delle affascinanti e trionfali Residenze Reali Sabaude patrimonio UNESCO, oltre che le decine di ville, castelli nobiliari e fortezze millenarie che sussurrano echi di memorie gloriose e invitano a viaggiare nel tempo.
Se vi siete lasciati trarre in inganno dalla conformazione territoriale votata alla natura, con i suoi 2 Parchi Nazionali, Gran Paradiso e Val Grande, 77 tra parchi e riserve naturali regionali, 7 riserve speciali a tutela dei Sacri Monti del Piemonte, 4 riserve UNESCO MAB (Man and the Biosphere), sappiate che in realtà il Piemonte è perfetto anche per chi vuole godersi un po' di sana stagione balneare. Dove? Al lago. Incastonati nel paesaggio come preziosi cammei, i laghi del Piemonte sono angoli di pace immersi nella natura, dove godere di microclimi particolari, di divertimento e sport. Nulla da stupirsi, quindi, se anche una regione senza il mare abbia una regolare stagione balneare, che va dal 15 maggio al 30 settembre, con il 95% delle spiagge in regola con la normativa europea. Sono in tutto 89 le spiagge balneabili sulle sponde del Lago Maggiore, d’Orta, di Mergozzo, Viverone, Candia, Sirio e Avigliana. Sport acquatici in primo piano, con vela e canoa, sci nautico e immersioni, windsurf e kitesurf, il flyboard” che permette di camminare e volteggiare sull’acqua, ma anche golf ed equitazione, fotografia e birdwatching.
E tra borghi e borghetti, 17 dei quali sono inseriti tra i Borghi più Belli d’Italia, e ristoranti tipici, non avrete tempo per annoiarvi nemmeno un istante all'interno di una delle regioni più storiche di Italia.
Una dimora storica a Torino per un soggiorno da re

La famiglia Buratti, già proprietari e gestori del Grand Hotel Sitea, 5 stelle nel cuore di Torino, dove si trova il ristorante stellato Il Carignano, capitanato dallo chef Fabrizio Tesse, inaugurano per la stagione il nuovo Royal Palace Luxury Suites: solo 6 suites collocato proprio di fronte alla casa madre, il Grand Hotel Sitea.
Un soggiorno di extra lusso, con un maggiordomo a disposizione per soddisfare le richieste degli ospiti delle 6 camere, in una cornice da sogno, Palazzo Luserna Rorengo già di Piossasco di Rivalta, vincolato dalla Soprintendenza delle Belle Arti, soffitti affrescati e arredi d'epoca, offre in esclusiva ai propri ospiti una piccola SPA interna equipaggiata con sauna, doccia emozionale e bagno turco.
Un po' di storia, è d'obbligo. Palazzo Luserna Rorengo di Rorà – già Piossasco di Rivalba si trova nel cuore di Torino, in via Cavour 13. Da fonti storiche si sa che a fine Settecento, passa nella proprietà del Marchese Maurizio Luserna Rorengo di Rorà, che lo ricostruisce e lo integra (negli anni 1779 – 1781) su disegno dell’Architetto di corte Benedetto Alfieri, e dei suoi allievi, per fruire di una fastosa abitazione nella città, centro del Regno, in alternativa al palazzo di famiglia a Bene Vagienna (Cn), già degli Oreglia che, a seguito del matrimonio del Marchese Maurizio con Adelaide Oreglia di Novello, prende il nome di “Lucerna di Rorà”. In generale, l’opera dell’Architetto Benedetto Alfieri, si può leggere come un ripensamento in chiave settecentesca di elementi del barocco guariniano, alla luce del classicismo di Juvarra di cui è successore quale architetto della Corte Sabauda. Il Palazzo Luserna, in particolare, è realizzato in uno stile sobrio, improntato a semplicità di impianto e nobile grandezza, arricchita da un apparato decorativo di grande raffinatezza, sia per le parti dipinte che per quelle a stucco, con la presenza di meravigliosi pavimenti in legno intarsiato e in seminato a mosaico che si sono ben conservati fino ai nostri giorni, nonostante interventi di restauro realizzati nell’arco di più di due secoli. Il palazzo fu l’abitazione del Marchese Emanuele Luserna di Rorà, Sindaco di Torino Diventò sindaco di Torino all'inizio del 1862, all'indomani dell'unificazione italiana. Durante il suo mandato Torino perse il ruolo di capitale d'Italia, che fu assegnato a Firenze nel 1864.
All'interno delle suites è possibile usufruire del Room Service del bistrot Carlo & Camillo e su prenotazione è possibile organizzare una cena con show-cooking dello chef Fabrizio Tesse, stella Michelin.
Tutte le camere hanno delle metrature importanti, situate al primo piano nobile del palazzo, dai 49 ai 83 mq, dispongono di balconcini a vista, ristrutturate con pezzi di modernariato, soluzioni creative e soppalchi d'avanguardia, che si integrano con soffitti affrescati e cornici dorate. Le stanze condividono la sala principale della struttura con pavimento originale.
Buon cibo: Carlo&Camillo, lo storico bistrot e contraltare dell'anima stellata del ristorante Carignano, riapre con una nuova formula, Il Carignano pop

Carlo&Camillo, lo storico bistrot e contraltare dell'anima stellata del ristorante Carignano, oggi nel dehors esterno dell'Hotel Sitea a Torino, riapre con una nuova formula, Il Carignano pop. Questo “Locale Storico d’Italia” dal gusto classico, a tratti raffinato, di Carlo Alberto di Savoia, si unisce alla passione per la buona cucina verace del Conte Camillo Benso.
In carta piatti della tradizione come la carne cruda di fassona, il vitello tonnato, l'agnolotto gobbo piemontese al sugo d'arrosto e il carpione di Grissinopoli di vitella piemontese, si arricchisce dello sfarzo e alta cucina dei principi di Carignano, con una proposta giornaliera del ristorante stellato Il Carignano e un menu degustazione di 2 piatti e un dolce a 49 euro.
A guidare la nuova offerta gastronomica lo chef Fabrizio Tesse: «Da vero artigiano della cucina vorrei trasmettere sapori riconosciuti, che tutti noi abbiamo nella nostra memoria, partendo dalla selezione delle materie prime, proposte però in una nuova veste e diversi abbinamenti. Innovazione e tradizione, perché si innova, si recupera e si evolve una tradizione antica adattandola alle sfide, alle conquiste e alle esigenze dei nostri tempi».
«Dopo il restyling di Carlo e Camillo Bistrot anche la proposta enologica diventa pop aggiungendo alla ricercata carta dei vini una selezione di etichette naturali dedicate ad un pubblico più attento e più esigente» racconta il sommelier Nicola Matinata.
Ma Carlo&Camillo, ovvero Il Carignano pop, per questa felice commistione di ambienti, si rinnova anche nella veste: boiserie nere e inserti dorati, a ricordare l'eleganza sabauda e alle pareti i ritratti di tante star internazionali che qui hanno transitato. Fu proprio qui che, nel 1935 ha debuttato per la prima volta a Torino il grande jazzista Louis Amstrong, ultimo concerto che tenne in Italia, prima dell'entrata in vigore delle leggi razziali.
In mongolfiera nei cieli piemontesi

Le Alpi, le Langhe, il mare. Dal cielo si scorge qualsiasi cosa.
Provate la straordinaria emozione di un volo in mongolfiera, trasportati dal vento sul pallone colorato e ammirate dal cesto di vimini paesaggi di rara bellezza. La caratteristica cittadina di Mondovì, in provincia di Cuneo, è considerata una delle migliori località al mondo per volare in mongolfiera grazie ai suoi venti favorevoli e alla sua particolare posizione: nei giorni più tersi è possibile ammirare da una parte il Monviso innevato e dall'altra il mare, fino alla Corsica.
L'appuntamento inizia all'alba, all'Aeroclub di Mondovì dove, mentre si riunirà il gruppo di volo, si assisterà alla preparazione della mongolfiera da parte dell'equipaggio.Dopo un breve un briefing sulle indicazioni di comportamento e sicurezza, salirete a bordo del cesto e quando l'aria all'interno del pallone sarà sufficientemente calda, decollerete. Le emozioni, saranno inimmaginabili. Volerete, letteralmente trasportati dal vento e, qualunque sia la direzione, sorvolerete il caratteristico borgo arroccato su un colle e ammirando le cime innevate e le Langhe tutt'attorno. Eh sì, perché il viaggio non è mai uguale. È il vento, a decidere la rotta. E nelle belle giornate terse lo sguardo arriverà fino al mare, rendendo l'esperienza ancora più suggestiva.
Dopo l'atterraggio concluderete l'esperienza con un brindisi accompagnato da prodotti locali e con la consegna dell'attestato di volo.
La durata totale dell'esperienza, tra preparazione, volo, trasporto e brindisi finale, va dalle 3 alle 4 ore, di cui circa 40-60 minuti di volo effettivo, in base alle condizioni del vento.
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Con le temperature in aumento e le giornate sempre più lunghe, cresce la voglia di scappare dalle città nel fine settimana per esplorare il nostro Bel Paese. Mare, montagna, lago, collina non conta: l’importante è evadere dalla routine. Vivere il Piemonte. Tra laghi, borghi storici, città d'arte, un viaggio alla scoperta della regione. Nel capoluogo cittadino, Torino, soggiornate al Royal Palace Luxury Suites. Sei camere, maggiordomo personale, il tutto inserito in un palazzo, il Luserna Rorengo già di Piossasco di Rivalta, vincolato dalla Soprintendenza delle Belle Arti. Buon cibo: Carlo&Camillo, lo storico bistrot e contraltare dell'anima stellata del ristorante Carignano, riapre con una nuova formula, Il Carignano pop. Sollevarsi nei cieli piemontesi a bordo di un pallone colorato. L'esperienza unica in mongolfiera a Mondovì. Lo speciale comprende quattro articoli e gallery fotografiche. In vacanza in Piemonte? Perché? Alcuni potrebbero essersi posti questa domanda. La realtà è che questa regione è un serbatoio inesauribile di esperienze. In Piemonte, partendo dal capoluogo - Torino, si possono creare itinerari spettacolari che combinano l'amore per l'arte e la cultura, la gastronomia, l'enoturismo e le passeggiate all'aria aperta. Le valli di montagna e i borghi, le colline, i laghi e le città d’arte. Sia che si amino passeggiate, il relax totale o la cultura o le tradizioni, in Piemonte si può trovare una dimensione perfetta per ognuno. Partiamo proprio dall'arte. Che sia Torino o uno degli altri capoluoghi di provincia o perfino una delle cittadine di più piccole, ogni centro del Piemonte ha la sua storia e le sue particolarità. Da non dimenticare è sicuramente la presenza delle affascinanti e trionfali Residenze Reali Sabaude patrimonio UNESCO, oltre che le decine di ville, castelli nobiliari e fortezze millenarie che sussurrano echi di memorie gloriose e invitano a viaggiare nel tempo. Se vi siete lasciati trarre in inganno dalla conformazione territoriale votata alla natura, con i suoi 2 Parchi Nazionali, Gran Paradiso e Val Grande, 77 tra parchi e riserve naturali regionali, 7 riserve speciali a tutela dei Sacri Monti del Piemonte, 4 riserve UNESCO MAB (Man and the Biosphere), sappiate che in realtà il Piemonte è perfetto anche per chi vuole godersi un po' di sana stagione balneare. Dove? Al lago. Incastonati nel paesaggio come preziosi cammei, i laghi del Piemonte sono angoli di pace immersi nella natura, dove godere di microclimi particolari, di divertimento e sport. Nulla da stupirsi, quindi, se anche una regione senza il mare abbia una regolare stagione balneare, che va dal 15 maggio al 30 settembre, con il 95% delle spiagge in regola con la normativa europea. Sono in tutto 89 le spiagge balneabili sulle sponde del Lago Maggiore, d’Orta, di Mergozzo, Viverone, Candia, Sirio e Avigliana. Sport acquatici in primo piano, con vela e canoa, sci nautico e immersioni, windsurf e kitesurf, il flyboard” che permette di camminare e volteggiare sull’acqua, ma anche golf ed equitazione, fotografia e birdwatching. E tra borghi e borghetti, 17 dei quali sono inseriti tra i Borghi più Belli d’Italia, e ristoranti tipici, non avrete tempo per annoiarvi nemmeno un istante all'interno di una delle regioni più storiche di Italia. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/quarantotto-ore-in-piemonte-2657606050.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="una-dimora-storica-a-torino-per-un-soggiorno-da-re" data-post-id="2657606050" data-published-at="1656940693" data-use-pagination="False"> Una dimora storica a Torino per un soggiorno da re La famiglia Buratti, già proprietari e gestori del Grand Hotel Sitea, 5 stelle nel cuore di Torino, dove si trova il ristorante stellato Il Carignano, capitanato dallo chef Fabrizio Tesse, inaugurano per la stagione il nuovo Royal Palace Luxury Suites: solo 6 suites collocato proprio di fronte alla casa madre, il Grand Hotel Sitea.Un soggiorno di extra lusso, con un maggiordomo a disposizione per soddisfare le richieste degli ospiti delle 6 camere, in una cornice da sogno, Palazzo Luserna Rorengo già di Piossasco di Rivalta, vincolato dalla Soprintendenza delle Belle Arti, soffitti affrescati e arredi d'epoca, offre in esclusiva ai propri ospiti una piccola SPA interna equipaggiata con sauna, doccia emozionale e bagno turco.Un po' di storia, è d'obbligo. Palazzo Luserna Rorengo di Rorà – già Piossasco di Rivalba si trova nel cuore di Torino, in via Cavour 13. Da fonti storiche si sa che a fine Settecento, passa nella proprietà del Marchese Maurizio Luserna Rorengo di Rorà, che lo ricostruisce e lo integra (negli anni 1779 – 1781) su disegno dell’Architetto di corte Benedetto Alfieri, e dei suoi allievi, per fruire di una fastosa abitazione nella città, centro del Regno, in alternativa al palazzo di famiglia a Bene Vagienna (Cn), già degli Oreglia che, a seguito del matrimonio del Marchese Maurizio con Adelaide Oreglia di Novello, prende il nome di “Lucerna di Rorà”. In generale, l’opera dell’Architetto Benedetto Alfieri, si può leggere come un ripensamento in chiave settecentesca di elementi del barocco guariniano, alla luce del classicismo di Juvarra di cui è successore quale architetto della Corte Sabauda. Il Palazzo Luserna, in particolare, è realizzato in uno stile sobrio, improntato a semplicità di impianto e nobile grandezza, arricchita da un apparato decorativo di grande raffinatezza, sia per le parti dipinte che per quelle a stucco, con la presenza di meravigliosi pavimenti in legno intarsiato e in seminato a mosaico che si sono ben conservati fino ai nostri giorni, nonostante interventi di restauro realizzati nell’arco di più di due secoli. Il palazzo fu l’abitazione del Marchese Emanuele Luserna di Rorà, Sindaco di Torino Diventò sindaco di Torino all'inizio del 1862, all'indomani dell'unificazione italiana. Durante il suo mandato Torino perse il ruolo di capitale d'Italia, che fu assegnato a Firenze nel 1864. All'interno delle suites è possibile usufruire del Room Service del bistrot Carlo & Camillo e su prenotazione è possibile organizzare una cena con show-cooking dello chef Fabrizio Tesse, stella Michelin.Tutte le camere hanno delle metrature importanti, situate al primo piano nobile del palazzo, dai 49 ai 83 mq, dispongono di balconcini a vista, ristrutturate con pezzi di modernariato, soluzioni creative e soppalchi d'avanguardia, che si integrano con soffitti affrescati e cornici dorate. Le stanze condividono la sala principale della struttura con pavimento originale. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/quarantotto-ore-in-piemonte-2657606050.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="buon-cibo-carlocamillo-lo-storico-bistrot-e-contraltare-dell-anima-stellata-del-ristorante-carignano-riapre-con-una-nuova-formula-il-carignano-pop" data-post-id="2657606050" data-published-at="1656940693" data-use-pagination="False"> Buon cibo: Carlo&Camillo, lo storico bistrot e contraltare dell'anima stellata del ristorante Carignano, riapre con una nuova formula, Il Carignano pop Carlo&Camillo, lo storico bistrot e contraltare dell'anima stellata del ristorante Carignano, oggi nel dehors esterno dell'Hotel Sitea a Torino, riapre con una nuova formula, Il Carignano pop. Questo “Locale Storico d’Italia” dal gusto classico, a tratti raffinato, di Carlo Alberto di Savoia, si unisce alla passione per la buona cucina verace del Conte Camillo Benso.In carta piatti della tradizione come la carne cruda di fassona, il vitello tonnato, l'agnolotto gobbo piemontese al sugo d'arrosto e il carpione di Grissinopoli di vitella piemontese, si arricchisce dello sfarzo e alta cucina dei principi di Carignano, con una proposta giornaliera del ristorante stellato Il Carignano e un menu degustazione di 2 piatti e un dolce a 49 euro. A guidare la nuova offerta gastronomica lo chef Fabrizio Tesse: «Da vero artigiano della cucina vorrei trasmettere sapori riconosciuti, che tutti noi abbiamo nella nostra memoria, partendo dalla selezione delle materie prime, proposte però in una nuova veste e diversi abbinamenti. Innovazione e tradizione, perché si innova, si recupera e si evolve una tradizione antica adattandola alle sfide, alle conquiste e alle esigenze dei nostri tempi».«Dopo il restyling di Carlo e Camillo Bistrot anche la proposta enologica diventa pop aggiungendo alla ricercata carta dei vini una selezione di etichette naturali dedicate ad un pubblico più attento e più esigente» racconta il sommelier Nicola Matinata.Ma Carlo&Camillo, ovvero Il Carignano pop, per questa felice commistione di ambienti, si rinnova anche nella veste: boiserie nere e inserti dorati, a ricordare l'eleganza sabauda e alle pareti i ritratti di tante star internazionali che qui hanno transitato. Fu proprio qui che, nel 1935 ha debuttato per la prima volta a Torino il grande jazzista Louis Amstrong, ultimo concerto che tenne in Italia, prima dell'entrata in vigore delle leggi razziali. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem3" data-id="3" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/quarantotto-ore-in-piemonte-2657606050.html?rebelltitem=3#rebelltitem3" data-basename="in-mongolfiera-nei-cieli-piemontesi" data-post-id="2657606050" data-published-at="1656940693" data-use-pagination="False"> In mongolfiera nei cieli piemontesi Le Alpi, le Langhe, il mare. Dal cielo si scorge qualsiasi cosa.Provate la straordinaria emozione di un volo in mongolfiera, trasportati dal vento sul pallone colorato e ammirate dal cesto di vimini paesaggi di rara bellezza. La caratteristica cittadina di Mondovì, in provincia di Cuneo, è considerata una delle migliori località al mondo per volare in mongolfiera grazie ai suoi venti favorevoli e alla sua particolare posizione: nei giorni più tersi è possibile ammirare da una parte il Monviso innevato e dall'altra il mare, fino alla Corsica.L'appuntamento inizia all'alba, all'Aeroclub di Mondovì dove, mentre si riunirà il gruppo di volo, si assisterà alla preparazione della mongolfiera da parte dell'equipaggio.Dopo un breve un briefing sulle indicazioni di comportamento e sicurezza, salirete a bordo del cesto e quando l'aria all'interno del pallone sarà sufficientemente calda, decollerete. Le emozioni, saranno inimmaginabili. Volerete, letteralmente trasportati dal vento e, qualunque sia la direzione, sorvolerete il caratteristico borgo arroccato su un colle e ammirando le cime innevate e le Langhe tutt'attorno. Eh sì, perché il viaggio non è mai uguale. È il vento, a decidere la rotta. E nelle belle giornate terse lo sguardo arriverà fino al mare, rendendo l'esperienza ancora più suggestiva.Dopo l'atterraggio concluderete l'esperienza con un brindisi accompagnato da prodotti locali e con la consegna dell'attestato di volo. La durata totale dell'esperienza, tra preparazione, volo, trasporto e brindisi finale, va dalle 3 alle 4 ore, di cui circa 40-60 minuti di volo effettivo, in base alle condizioni del vento.
I nuovi campioni dell’inseguimento: Davide Ghiotto, Michele Malfatti e Andrea Giovannini (Ansa)
Nono oro, 24ª medaglia, un exploit straordinario nell’Olimpiade più generosa della storia. Ed è orgoglio puro - alla faccia di chi continua a rosicare contro i Giochi - quello che ti assale quando vedi il tricolore salire affiancato dalla bandiera a stelle e strisce e dal vessillo cinese: le superpotenze sono dietro i ragazzi italiani. Ora a invidiarci sono gli altri e lo scettico blu può consolarsi con una battuta neorealista: a guardie e ladri siamo sempre i numeri uno. Vent’anni dopo l’impresa di Enrico Fabris, Matteo Anesi e Ippolito Sanfratello sul ghiaccio di Torino, ancora tre azzurri a dettar legge. Tre ori di specialità sono un’enormità, e in tribuna a esultare c’è Francesca Lollobrigida che ha incamerato gli altri due. La locomotiva della squadra è Ghiotto, di nome e di fatto, vicentino di 32 anni che cominciò con le rotelle e avvitò le lame sotto i pattini assistendo all’exploit di Fabris a Torino. «Ho provato a imitarlo, oggi posso dire di esserci riuscito». Fin qui era andato male, medaglia di legno nei 5,000 e solo sesto nei 10.000. Giovannini (32 anni) cominciò a pattinare sul lago ghiacciato di Baselga di Pinè (Trento), poi è venuto il resto, anche i titoli mondiali a Calgary e Hamar. Torna in gara sabato nella Mass Start, praticamente una tonnara. Il trentino Malfatti ha un anno di meno (a questi livelli l’esperienza non è mai un optional), ha calzato i pattini a 5 anni e non li ha più tolti.
Sono tutti figli sportivi di Maurizio Marchetto, considerato a 70 anni il guru del pattinaggio. È stato lui a inventare la squadra stellare in un contesto difficile: piste all’aperto, un freddo boia, lunghe trasferte soprattutto in Olanda per allenarsi come si deve. Pane e pattini. Spiega Giovannini: «Ho due bimbi, Enea e Celeste, che mi riconoscono alla Tv. Adesso mi dedicherò a loro. Ma questo sport è troppo figo, a 65 all’ora in curva ti dà l’ebbrezza della velocità». Lui è milanista sfegatato, è cresciuto col mito di Kakà e come premio extra andrà a San Siro a vedere il derby.
Pattini d’oro per uomini veloci, sci di bronzo per ragazze stravaganti. Lo è Flora Tabanelli, salita lunedì notte sul podio nel Freestyle big air, che significa un trampolino quasi ad angolo retto, evoluzioni pazzesche in volo e atterraggi da reparto di traumatologia. La diciottenne modenese, figlia di albergatori che gestiscono un rifugio sull’Appennino, ha conquistato pubblico e avversarie per la folle genialità. I suoi idoli sono Alberto Tomba, amico di famiglia, e il fratello Miro, eliminato nella prova maschile di Freestyle. Alcuni mesi fa Flora si era fratturata una gamba cadendo e nella rieducazione a Torino ha incontrato Federica Brignone: «L’ho vista lavorare e mi ha impressionato. Ha un’energia interiore incredibile, il suo esempio mi ha aiutato a tornare più forte di prima». Lei è dolce e semplice, niente a che vedere con la sexy star olandese Jutta Leerdam, che dopo aver vinto nel pattinaggio ha mostrato un reggiseno Nike che gli varrà un milione di compenso. A proposito di soldi, l’ucraino dello skeleton Vladi Heraskevych, squalificato per via del casco con le foto delle vittime sportive della guerra, è stato ricompensato con 200.000 euro dal proprietario dello Shakhtar Donetsk. Come se avesse vinto l’oro.
Dopo le medaglie, la delusione più scontata arriva dall’hockey: l’Italia torna a casa. Nei playoff l’ha eliminata la Svizzera (3-0) che avrebbe segnato più gol se non si fosse trovata di fronte Damian Clara, il gemello con i pattini di Gigio Donnarumma. Ha parato quasi tutto: 48 tiri su 51. A 21 anni il ragazzone di Brunico è stato scelto dalla squadra di Los Angeles, gli Anaheim Ducks di Nhl. È il primo italiano chiamato nel gotha dei pro americani. Usa e Canada corrono verso lo scontro stellare nella finale di domenica e a questo proposito c’è un’ipotesi che agita l’organizzazione: all’arena Santa Giulia potrebbe materializzarsi Donald Trump, tifosissimo dello sport più Maga d’America.
Oggi si gareggia per medaglie pesanti, forgiate dalla fatica di uomini e donne degli altopiani. Nella sprint a squadre del Fondo, Federico Pellegrino aspira al podio; nella staffetta femminile di biathlon, Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer vogliono imitarlo. Nello slalom speciale donne Lara Della Mea (quarta in gigante) può essere la sorpresa, mentre la notte dello short track promette ovazioni: Pietro Sighel per la vendetta, Arianna Fontana in staffetta per la leggenda.
C’è una gara che non vince nessuno: la caccia alle introvabili mascotte Milo e Tina, i peluche simbolo dei Giochi. I rifornimenti latitano, si comincia a parlare di mercato nero e di contraffazioni. È il consueto effetto collaterale cinese-partenopeo del fascino italiano.
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«Creatives» (Amazon Prime Video)
Avrebbero perso la salute, il sonno. I propri, legittimi proventi. Eppure, nonostante l'ambiguità del caso, nonostante le rimostranze di chi lo ha vissuto sulla propria pelle, Amazon Prime Video ha deciso di proporre una narrazione diversa di quel che è accaduto a Velvet Media.
Di intessere una trama romantica, corredata di sliding doors dall'esito felice. Creatives, serie televisiva cui è stato affidato il compito di rileggere l'intera vicenda senza mai farvi accenno diretto, nasce per dare forma all'ipotesi che sia una buona intenzione all'origine del tutto. Un'idea pura, quella di anime decise a creare un ambiente di lavoro basato sul rispetto e la comprensione delle persone che ne siano coinvolte.
Creatives, al debutto sulla piattaforma streaming venerdì 20 febbraio, torna nella provincia di Treviso, tra le sue strade strette. Torna a un gruppo di giovani, che, senza troppo badare agli esiti dell'impresa, specie a quelli nefasti, ha deciso di mettere in piedi un'agenzia sui generis, regalando ai propri dipendenti la più totale autonomia. L'agenzia di cui racconta la serie televisiva, non aveva un orario di lavoro. Ciascuno era libero di autogestirsi. C'era uno psicologo a disposizione dei lavoratori, un'attenzione rara al benessere delle persone. C'era la piena convinzione di come la felicità fosse condicio sine qua non per ottenere produttività. E c'era, pure, una sorta di prova empirica rispetto alla validità del metodo. In poco tempo, l'agenzia è cresciuta, e con lei il numero dei dipendenti, arrivato a superare il centinaio. Sembrava tutto funzionasse, specie l'idea che le persone potessero valere più dei numeri, delle regole. Ma, come spesso accade, la realtà ha fatto presto irruzione nel castello di sogni, svelandone le crepe, le ombre, le fragilità. Complice la pandemia, l'agenzia di cui racconta la serie tv di Amazon Prime Video s'è fermata. Una battuta d'arresto dolorosa e violenta, che, nell'economia del racconto, non ha tolto all'esperimento umano il suo romanticismo.
Creatives, in sei episodi, documenta gli sforzi del gruppo, il colpo di reni per rialzarsi, più forti di prima. Tace il resto, però: quello che le cronache hanno riportato, la disillusione di chi lì dentro ha lavorato, di chi giura di essere stato preso in giro. Tace e il confine rimane labile, sospeso tra verità giudiziaria e narrazione televisiva.
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