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I super ricchi in Italia sono 3.150 e comperano case in Liguria e Umbria

Per metterli assieme non basta uno stadio come San Siro, i detentori di patrimoni superiori ai 50 milioni sono quasi 130.000 e sono cresciuti del 10% nel 2017. Per un valore complessivo di 26.000 miliardi. Oltre ai numeri ci sono le preferenze di investimento nell'azionario, l'amore per il real estate (in Italia Liguria e Umbria) e per gli spostamenti di valuta tra le nazioni. Per capire come mettono a frutto le proprie ricchezze baste leggere il Luxury Index. Il primo posto va all'arte, che sopravanza il vino,che a sua volta l'anno scorso aveva strappato la leadership alle auto storiche. Queste ultime, pur salendo solo del 2% nel 2017, restano al top per rendimento sui dieci anni con una crescita del 334%. Nell'ultimo anno i russi sono tornati in testa alle classifiche.

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Kennedy jr ammonisce la Germania: «I medici free vax vanno riabilitati»
Robert Kennendy (Ansa)
Il segretario alla Salute americano scrive all’omologa tedesca: ora basta procedimenti.

Robert Kennedy jr non ha dimenticato le ingiustizie del regime Covid. E ha scritto una lettera di rimostranze nientemeno che a Berlino, chiedendo di smetterla con la persecuzione di medici e pazienti, esentati dall’uso delle mascherine o dalle vaccinazioni durante la pandemia. Nina Warken, l’omologa tedesca del ministro della Salute di Donald Trump, è stata rampognata dal rampollo di Bob perché la Germania manderebbe ancora alla sbarra dottori e semplici cittadini. In un video su X, Kennedy ha affermato di aver scoperto che «oltre 1.000 medici e migliaia dei loro pazienti» hanno subito procedimenti giudiziari per i certificati di esonero. Numeri difficili da verificare. Anche nel nostro Paese l’Ordine ha comminato sanzioni, persino a colleghi che si limitavano a esigere accertamenti, prima di rifilare le dosi ai loro assistiti. Ciò che conta davvero è il principio enunciato dal segretario alla Salute: «Quando un governo criminalizza i medici per aver consigliato i propri pazienti, si supera una linea che le società libere hanno sempre considerato sacra».

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I bimbi nel bosco sono ancora senza scuola
Famiglia Trevallion (Ansa)
I piccoli Trevallion erano stati tolti ai genitori perché (tra l’altro) sarebbero risultati quasi analfabeti. Ma dal 20 novembre non hanno una maestra, che ha dato forfait anche il 7 gennaio. Intanto, i media denigrano mamma e papà. C’è qualcuno che li sta imbeccando?

ai loro genitori perché, secondo il tribunale dell’Aquila, lo stile di vita a cui erano sottoposti li stava gravemente danneggiando. Giudici, assistenti sociali e curatori hanno elencato una serie incredibile di misfatti che i poveri Nathan e Catherine Trevallion avrebbero compiuto a danno dei figli: mancata scolarizzazione, vestiti cambiati una volta la settimana, isolamento, addirittura esposizione mediatica tramite intervista concessa alle Iene. Un vero inferno. In buona fede si sarebbe dunque portati a pensare che ora le istituzioni stiano colmando tutte queste atroci lacune, che stiano lavorando per garantire ai piccoli tutto ciò di cui sono stati ferocemente privati.

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La bocciatura della norma toscana sul suicidio assistito apre spiragli: l’Aula deve privilegiare le cure palliative. Dove funzionano, le richieste di morire scompaiono.

Il combinato disposto - per così dire - fra il discorso tenuto da papa Leone XIV al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede - in cui si condanna qualsiasi azione o legge che legittima azioni contro la vita, dal concepimento (aborto) alla morte naturale (suicidio assistito ed eutanasia) - con le parole del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa di fine anno («Io penso che compito dello Stato non sia favorire percorsi per suicidarsi, ma sia sempre ridurre al minimo la solitudine», sostenendo cure palliative e caregivers familiari dedicati), propone una chiave di lettura nuova e illuminante sui temi inerenti il fine vita, compresa la stessa recente sentenza della Corte costituzionale.

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Dopo l’allarme mediatico sull’anno più caldo di sempre, i dati mostrano un calo della temperatura media globale nel 2025 rispetto al 2024, nonostante l’aumento delle emissioni di CO2. Ma il mainstream fa calare il silenzio stampa e oscura le cifre.

Grande notizia quest’anno. O forse no, visto che nessun telegiornale la diffonde. Nel 2025 la temperatura del pianeta - ottenuta eseguendo la media delle misure registrate nel corso dell’anno, quotidianamente, dalle diverse centinaia di stazioni meteo sparse nel globo - è stata inferiore di quella del 2024. Se voi rammentate, esattamente un anno fa, a reti unificate, si denunciava il 2024 come l’anno più caldo «di sempre». Devo virgolettarlo per esser sicuro che non fraintendiate per mia la locuzione. Già: dicevano, e scrivevano, un anno fa, l’anno più caldo di «sempre», riferendosi al precedente 2024. Tecnicamente «da sempre» sarebbe dal Big bang, immagino. Ma anche a voler essere meno pedanti e un po’ più elastici, ci riesce difficile identificare con «sempre» le poche decine d’anni da quando si eseguono le registrazioni della temperatura atmosferica. Tant’è.

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