Pro Vita e Famiglia: «Pur di fermare l'eutanasia pronti alla piazza. Governo avvertito»

Pro Vita e Famiglia: «Pur di fermare l'eutanasia pronti alla piazza. Governo avvertito»
Ansa

«Aderiamo alla proposta di Massimo Gandolfini, lanciata oggi in un'intervista su In Terris. Contro l'eutanasia scenderemo anche in piazza se necessario, a settembre, insieme alle associazioni e ai movimenti cattolici che già si alzarono in piedi col Family Day, la più grande manifestazione popolare della storia repubblicana. La Corte costituzionale ha chiesto di legiferare anche sul suicidio assistito entro quel mese ma, dopo l'approvazione delle Dat in Italia, quest'ultimo step sarebbe una mattanza di fragili, malati e depressi perché noi non dimentichiamo il caso di Noa Pothoven, che ha svelato l'orribile cultura di morte che c'è dietro. Queste persone si curano, si accompagnano, non si aiutano a morire» hanno annunciato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente del Congresso Mondiale delle Famiglie e di Pro Vita e Famiglia, dopo l'annuncio di Massimo Gandolfini, leader del Family Day, di un'iniziativa di protesta in piazza contro l'eutanasia.

«Gli esseri umani non possono essere trattati come scarti umani e l'omicidio non può essere mai una scelta possibile. È reato uccidere e il governo è avvertito: si ricordino quanto incise la piazza del Circo Massimo sul futuro politico di Alfano» hanno concluso Brandi e Coghe.

Carlo Freccero: «No a Zelensky. Usano Sanremo per allargare il conflitto»
Carlo Freccero (Getty images)
Per l’autore tv, «sono gli stessi trucchi usati con il Covid». «Bruno Vespa si è prestato a fare il Caschetto del presidente ucraino».
Blinken in Egitto ci regge il gioco sulla Libia
Tony Blinken (Ansa)
Il segretario di Stato americano ha incontrato al Sisi e sul tavolo è finita anche la stabilizzazione del Paese orfano di Gheddafi. L’obiettivo era al centro del recente viaggio del premier Giorgia Meloni, passa attraverso nuove elezioni e vede Roma attore interessato.
Con il misterioso attacco all’Iran il conflitto arriva in Medio Oriente
Benjamin Netanyahu (Ansa)
La tecnica del blitz di Isfahan riconduce a oppositori interni, i media americani puntano il dito verso Israele. In questo quadro così confuso, la guerra in Ucraina può facilmente allargarsi e diventare veramente mondiale.
Le Firme
In diretta dal lunedì al venerdì alle 7 del mattino e alle 7 di sera
Ascolta tutti i nostri podcast
Guarda tutti i nostri video

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Change privacy settings