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«Presidente Mattarella ripristini diritti persone fragili e loro famiglie contro loro emarginazione»

«Presidente Mattarella ripristini diritti persone fragili e loro famiglie contro loro emarginazione»
Sergio Mattarella (Ansa)

«Con l'emergenza Covid la situazione delle persone con disabilità e dei loro caregiver familiari è peggiorata. Non è costituzionalmente accettabile che sia stato prospettato di riaprire le "classi differenziali" con l'ordinanza 82 della regione Campania. È un ritorno alla "ghettizzazione" delle persone fragili che va combattuto, si tratterebbe di "campi di concentramento per diversi" che vanno contro il rispetto e la dignità della persona. Per questo abbiamo aderito alla lettera rivolta al Presidente della Repubblica, garante della Costituzione e dell'unità nazionale, dell'associazione Caregiver Familiari Comma 255» ha dichiarato Toni Brandi, presidente di Pro Vita e Famiglia onlus.

«Cosa chiediamo? No a un percorso differenziale per le persone con disabilità e sì invece a sostegni economici ai caregiver familiari con un miglioramento dei servizi domiciliari, perché oggi le persone con disabilità si trovano nella difficile condizione di non poter neanche essere accompagnate in ospedale in caso di positività al Covid, essendo precluso a chiunque l'affiancamento di un familiare o persona vicina durante il ricovero. E' vergognoso che in un Paese civile si assista all'emarginazione e alla condanna della solitudine delle persone deboli e delle loro famiglie. Si intervenga e velocemente per ripristinare i diritti costituzionalmente garantiti» ha concluso Jacopo Coghe, vice presidente della Onlus.

L’8 marzo referendum in Svizzera per non far sparire le banconote
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L’iniziativa popolare «Il denaro contante è libertà» punta a inserire in Costituzione l’obbligo di accettare i soldi fisici, mentre il Parlamento propone un’alternativa. A Milano invece si moltiplicano i negozi cashless.

C’è un luogo d’Europa dove il futuro digitale avanza con passo felpato, quasi in punta di piedi, come si entra in una banca privata di una volta. E poi si ferma. Perché lì, prima di abolire una banconota, bisogna parlarne. Questo luogo è la Svizzera, dove sta partendo una crociata per difendere il denaro fisico dall’assalto delle carte di credito, delle app e della religione digitale.

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Stangata sui condòmini: occhio, ci riprovano
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La riforma che penalizzava gli inquilini in regola a vantaggio dei morosi e introduceva nuove spese e figure professionali era stata bocciata a dicembre. Ora viene riproposta alle associazioni di settore per un confronto. Un testo così sballato però non è emendabile.

Stangata sui condòmini parte seconda. Ciak si gira. Vi ricordate il putiferio scoppiato a ridosso del Natale? La presentazione alla Camera della proposta di legge (2692/2025) che prometteva di «modernizzare» la disciplina condominiale? Ecco, più che rendere attuali delle norme (si parlava di maggiore sicurezza, minori contenziosi, promesse di trasparenza ecc.), ai più era sembrata una fregatura epocale che si sarebbe tradotta (sui dettagli torneremo dopo) in maggiori adempimenti e rincari soprattutto a carico dei proprietari di casa più ligi con il pagamento delle spese.

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L’ultima telecronaca? A Bulbarelli
Auro Bulbarelli (Ansa)
C’è un modo per rimediare alla figuraccia di Petrecca all’inizio dei Giochi: far condurre la cerimonia di chiusura al giornalista fatto silurare (nell’omertà generale) dal Quirinale.

Ridate il microfono ad Auro Bulbarelli. Chi è, mi domanderete? Per gli appassionati di ciclismo e di sport in generale, Auro è il telecronista vecchia scuola, è la voce che riconosci tra mille, è una delle risorse di una Rai che sta perdendo brillantezza. Non a caso era lui il designato a raccontare la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi invernali, la cui eco oggi è tristemente famosa per la goffaggine e la sciatteria del direttoredi RaiSport, Paolo Petrecca.

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Stellantis nell’Ue riparte dal diesel ma in Italia sta scoppiando l’indotto
Ansa
Il gruppo reintroduce la versione a gasolio su 7 modelli. Licenziamenti tra i fornitori.

Stellantis sta reintroducendo in Europa versioni diesel di almeno sette modelli tra auto e veicoli passeggeri, in un cambio di rotta avviato a fine 2025 in seguito ai dati giunti anche dai concessionari. Il problema è che questo cambio di direzione è tardivo e non evita la valanga di ammortizzatori sociali e licenziamenti che stanno colpendo l’azienda certo, ma soprattutto l’indotto, a causa del fallimento del passaggio alle elettriche imposto dal green deal Ue.

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