La piazza di Serra ci costa 350.000 euro. A carico del comune anche gli artisti
Ansa
Altro che manifestazione spontanea pro Unione europea, il raduno promosso da «Repubblica» è stato pagato dai contribuenti senza delibere. Oltre 60.000 euro per il palco e 22.000 per la regia. A cantanti e Vip sul pulpito, viaggi e ospitalità rimborsati.

Si ingrossa lo scandalo dei costi sostenuti dal Comune di Roma per consentire lo svolgimento della manifestazione pro Europa. Non è vero che sono stati spesi 270.000 euro di soldi pubblici, come finora si è detto: il denaro dei contribuenti usato per pagare un’iniziativa privata (a indirla è stato un editorialista di Repubblica) e di una parte politica (c’era lo stato maggiore della sinistra) è molto di più. Il documento che La Verità è in grado di pubblicare in esclusiva dimostra che la spesa ha raggiunto i 350.000 euro: 286.000 più Iva.

Ma l’aspetto più interessante è come si è arrivati a quella cifra. Mentre alcuni esponenti della maggioranza che sostiene il sindaco Roberto Gualtieri si sono dati da fare per spiegare che i costi tenevano conto dei servizi di ordine pubblico e di pulizia della piazza, il contratto non parla affatto di tutto ciò, ma della pura organizzazione dell’evento. In pratica, il solo allestimento del palco su cui si sono succeduti giornalisti, cantanti e artisti è costato 60.000 più Iva, il gazebo 10.000 (a cui aggiungere le tasse) e il telo del fondale altre 26.000 (più imposte). Luci e impianto audio hanno richiesto un’ulteriore spesa di 47.000, a cui aggiungere il 22 per cento, la regia televisiva 22.000. Vi pare una manifestazione pagata a caro prezzo? Beh, non avete ancora letto il resto: per il coordinamento e l’organizzazione si sono spesi 16.500 euro e per gli addetti all’accoglienza e per il personale incaricato di occuparsi degli ospiti e del backstage se ne sono andati 15.000. Ovviamente le cifre indicate sono al momento prive di Iva. Poi sono state necessarie quattro ambulanze, gli estintori, la vigilanza armata (per garantire che nessuno si fregasse l’attrezzatura) e 18 wc chimici. Totale: altri 11.000, a cui aggiungere le imposte.

Non è finita: ai costi fin qui elencati vanno sommate le spese per la gestione della ospitalità e i viaggi degli artisti, a cui aggiungere i diritti Siae, Lea e Soundreef, vale a dire i diritti d’autore. Ma come? Cantanti e autori non sono venuti gratis? Se uno vuole partecipare a una manifestazione in nome di alti principi europei, il biglietto per la trasferta e il soggiorno vogliamo sperare che se lo sia pagato da solo. Se si va in piazza per i propri ideali non si può pretendere di essere spesato. Eppure il sospetto che qualcuno abbia presentato la nota spese c’è.

Il primo a mettere un dito nella piaga dei compagni scesi in piazza per l’Europa è stato Michele Santoro. Con un video apparso su Instagram e intitolato «Gualtieri e Serra siete degli ipocriti», l’ex conduttore di Samarcanda e Annozero ha prima chiesto di sapere se a qualche partecipante del comizio in piazza del Popolo fosse stato pagato l’albergo. E poi ha salutato i suoi interlocutori con un messaggio non proprio amichevole, accusando il sindaco di Roma e il collega di Repubblica di essere ipocriti. Certo, se si scoprisse che alcuni ospiti hanno preteso che venissero loro saldati vitto e alloggio, l’accusa di essere ipocriti lanciata da Santoro andrebbe estesa anche ad altri, perché non è un bel gesto manifestare per un ideale mettendo in conto ai contribuenti le proprie spese. Già appare incredibile che l’indebitatissimo Comune di Roma paghi una manifestazione politica, ma che saldi persino viaggi e soggiorni di qualche star è anche peggio.

Serra, salutando sabato chi ha partecipato al raduno, ha detto: «Non perdiamoci di vista». Per conto nostro, da domani cercheremo di non perdere di vista queste spese e vedremo di aggiornarvi presto su dove siano finiti i soldi degli italiani.

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