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Parole Testarde | Toga party

In occasione della Relazione sull’attività del 2022, il presidente della Consulta, Silvana Sciarra, ha rilasciato molte dichiarazioni pubbliche e risposto alle domande dei giornalisti. Ha così colto l’occasione per esplicitare la filosofia costituzionale che anima i lavori delle nostre toghe supreme. «Un giorno non lontano», ha detto, «si dovrà fare un bilancio molto puntuale in merito a questa apertura di credito al legislatore che, purtroppo, su temi molto sensibili e socialmente rilevanti, non ha portato sempre a risultati soddisfacenti e rapidi per i cittadini». Frasi chiare, che pongono la Corte sullo stesso piano della politica, con il «piccolo» vantaggio di poter emanare atti non impugnabili, e dunque di avere il coltello decisamente dalla parte del manico rispetto a chi dovrebbe realizzare la sovranità popolare. Questa deriva è l’inevitabile sviluppo di un percorso che nasce da lontano, e cresce con l’idea che le Corti e il potere politico debbano concorrere ad «aggiornare» i valori costituzionali. È l’esatto opposto della concezione «originalista», che vede le toghe come ancorate al testo della Carta, e la cui prerogativa si esercita in un terreno differente da quello politico, e potenzialmente antagonista, come mostra la rabbia di Biden per la sentenza che in America ha cancellato l’aborto come diritto costituzionale: non perché i giudici fossero contro l’aborto, ma perché la Costituzione non lo prevede come diritto. Il confronto tra Antonin Scalia e i predecessori della Sciarra illumina le conseguenze di questa radicale differenza.

«Bimbi manipolati con filmati sui lager»
(IStock)
Testimonianza choc a Torino: secondo un ufficiale dei carabinieri, le affidatarie omosessuali di due bambini avrebbero tentato di condizionarli per pilotare la sentenza. Ai piccoli mostrati minori che invocavano la mamma e poi venivano gettati nei forni.

Interi settori della giurisdizione, «dalla famiglia ai cosiddetti nuovi diritti, dell’immigrazione e del diritto minorile» sono finiti in mano a una sorta di «egemonizzazione culturale». Queste parole scritte ieri sulla Verità da Antonio Sangermano, l’ex pm che guida il dipartimento della Giustizia minorile del ministero di Via Arenula, hanno rotto il silenzio su una serie di fenomeni che tanti avvocati, e tanti genitori tenuti sotto schiaffo dai «professionisti» dei bambini, conoscono bene ma non possono denunciare.

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I pm minorili: «Chiamateci di meno la notte»
(IStock)
Incredibile lettera a Napoli: «Le forze dell’ordine ci contattino solo in caso di omicidi, rapine e stupri».

Lo premetto subito onde evitare equivoci: i cretini siamo noi che non capiamo. Va bene? Quindi nessun intento diverso dal voler denunciare la nostra stupidità, il nostro allarmismo e il nostro populismo.

La colpa è nostra che non capiamo le esigenze dei sostituti procuratori in forza nelle ore notturne i quali si sono lamentati con il procuratore presso il Tribunale per i minorenni di Napoli, il quale ha scritto ai questori di Napoli, Avellino, Benevento e Caserta; al signor comandante della Legione carabinieri Campania e al signor comandante della Guardia di finanza della Regione Campania. I quali evidentemente non controllano la situazione dei loro agenti, «colpevoli» di chiamare troppe volte tra le 23 e le 7 del mattino gli uffici dei pubblici ministeri per delle cosette da niente.

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La certezza della pena per i giudici: far uscire prima di cella chi delinque
Mauro Glorioso, vittima dell'episodio di violenza dei Murazzi, nel giorno della sua laurea (Ansa)
Una delle ragazze che ha partecipato al lancio della bici dai Murazzi e che ha reso paraplegico Mauro Glorioso è stata scarcerata a metà della condanna. Il Tar cancella il Daspo ai vandali pro Pal di Milano.

«Prego, accomodatevi». Quella del sistema giudiziario ai cittadini che chiedono sicurezza è una risposta deprimente. Incita all’esultanza da curva maranza e baby gang, vandali di periferia e campioni da centro sociale. Per chi commette reati, sfascia beni altrui e manda all’ospedale le forze dell’ordine, ieri era un giorno di festa per due motivi.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 22 gennaio

Ecco Edicola Verità, la rassegna stampa podcast del 22 gennaio con Flaminia Camilletti

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