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Parole Testarde | Toga party

In occasione della Relazione sull’attività del 2022, il presidente della Consulta, Silvana Sciarra, ha rilasciato molte dichiarazioni pubbliche e risposto alle domande dei giornalisti. Ha così colto l’occasione per esplicitare la filosofia costituzionale che anima i lavori delle nostre toghe supreme. «Un giorno non lontano», ha detto, «si dovrà fare un bilancio molto puntuale in merito a questa apertura di credito al legislatore che, purtroppo, su temi molto sensibili e socialmente rilevanti, non ha portato sempre a risultati soddisfacenti e rapidi per i cittadini». Frasi chiare, che pongono la Corte sullo stesso piano della politica, con il «piccolo» vantaggio di poter emanare atti non impugnabili, e dunque di avere il coltello decisamente dalla parte del manico rispetto a chi dovrebbe realizzare la sovranità popolare. Questa deriva è l’inevitabile sviluppo di un percorso che nasce da lontano, e cresce con l’idea che le Corti e il potere politico debbano concorrere ad «aggiornare» i valori costituzionali. È l’esatto opposto della concezione «originalista», che vede le toghe come ancorate al testo della Carta, e la cui prerogativa si esercita in un terreno differente da quello politico, e potenzialmente antagonista, come mostra la rabbia di Biden per la sentenza che in America ha cancellato l’aborto come diritto costituzionale: non perché i giudici fossero contro l’aborto, ma perché la Costituzione non lo prevede come diritto. Il confronto tra Antonin Scalia e i predecessori della Sciarra illumina le conseguenze di questa radicale differenza.

Missione Artemis 2 alla fase conclusiva: l’equipaggio Nasa, iper tecnologico, osserva 35 obiettivi tra cui il cratere del lato «nascosto». Comunicazioni sospese per 50 minuti.

Dalle 6 di mattina ora italiana di ieri (6 aprile), la capsula Orion Integrity è entrata nell’area di influenza della gravità lunare. Si dice così poiché è la distanza dal nostro satellite naturale dove la forza d’attrazione è più forte di quella terrestre. Ed è questa situazione ad attrarre la navicella verso il suolo selenico, mentre è la sua velocità a consentirle di non cadere sulla Luna ma di effettuare un sorvolo durante il quale gli astronauti ne stanno osservando alcune regioni in modo dettagliato. Sono i primi umani a farlo dal dicembre 1972 ma i primi in assoluto dotati di tecnologie che 54 anni fa non esistevano.

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Dalila Di Lazzaro: «Vivo nel dolore, dopo il vaccino un crollo»
Dalila Di Lazzaro (Getty Images)
Parla la popolare attrice: «Soffro da quando ho avuto un incidente. Andava un po’ meglio, fino al preparato anti Covid. Se ora avessi davanti chi ce lo ha imposto lo ammazzerei... Sono molto devota, oggi prego affinché le guerre finiscano».

Questi occhi, così intensamente celesti ed evocativi, gli occhi di Dalila Di Lazzaro, che lei tende finanche a minimizzare, hanno visto il successo ma anche il dolore, soprattutto quello per la perdita del figlio Christian. E quello che, purtroppo, continua a persistere e a limitare i suoi spostamenti, dovuto a una caduta in motocicletta nel 1997, a Roma, per colpa di una buca sul selciato.

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Trump: «Stanotte morirà un’intera civiltà». L'Iran chiude ai negoziati
Ansa
A poche ore dall’ultimatum Usa, Trump lancia un avvertimento shock. Teheran interrompe i contatti con Washington e minaccia ritorsioni sul Golfo. Raid su Kharg e tensioni interne al regime mentre cresce il timore di un’escalation fuori controllo.
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Pfizer ferma i test sui sieri anti Covid: «Non interessano più a nessuno»
Getty Images
La multinazionale ha interrotto un ampio studio clinico sui vaccini, condotto su adulti sani tra i 50 e i 64 anni, affermando che il numero di partecipanti alla ricerca era stato troppo basso per generare i dati necessari.

Prima tenuti sottotraccia, ora annullati: tira una brutta aria in Pfizer, la casa farmaceutica che ha sviluppato i vaccini contro il Covid, dopo la sospensione degli studi sui preparati antipandemici. Cinque anni dopo la loro somministrazione di massa a livello globale (almeno 5 miliardi di dosi in tutto il mondo, anche se la casa produttrice non è in grado di dare informazioni esatte neanche su quanti vaccini abbia distribuito), prima su base volontaria, poi obbligatoria dopo l’approvazione dei green pass, i vaccini anti Covid per le fasce di età a basso rischio (gli under 65 sani), in assenza di studi, potrebbero non essere più somministrabili.

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