{{ subpage.title }}

Parole Testarde | Toga party

In occasione della Relazione sull’attività del 2022, il presidente della Consulta, Silvana Sciarra, ha rilasciato molte dichiarazioni pubbliche e risposto alle domande dei giornalisti. Ha così colto l’occasione per esplicitare la filosofia costituzionale che anima i lavori delle nostre toghe supreme. «Un giorno non lontano», ha detto, «si dovrà fare un bilancio molto puntuale in merito a questa apertura di credito al legislatore che, purtroppo, su temi molto sensibili e socialmente rilevanti, non ha portato sempre a risultati soddisfacenti e rapidi per i cittadini». Frasi chiare, che pongono la Corte sullo stesso piano della politica, con il «piccolo» vantaggio di poter emanare atti non impugnabili, e dunque di avere il coltello decisamente dalla parte del manico rispetto a chi dovrebbe realizzare la sovranità popolare. Questa deriva è l’inevitabile sviluppo di un percorso che nasce da lontano, e cresce con l’idea che le Corti e il potere politico debbano concorrere ad «aggiornare» i valori costituzionali. È l’esatto opposto della concezione «originalista», che vede le toghe come ancorate al testo della Carta, e la cui prerogativa si esercita in un terreno differente da quello politico, e potenzialmente antagonista, come mostra la rabbia di Biden per la sentenza che in America ha cancellato l’aborto come diritto costituzionale: non perché i giudici fossero contro l’aborto, ma perché la Costituzione non lo prevede come diritto. Il confronto tra Antonin Scalia e i predecessori della Sciarra illumina le conseguenze di questa radicale differenza.

Fuorisalone 2026, Iliad testa sul campo il 5G Standalone
iStock

Alla Milano Design Week 2026 l'operatore sperimenta il 5G Standalone per gestire accessi e accrediti. La rete, indipendente dal 4G, consente tempi di risposta più rapidi e maggiore capacità, mantenendo i check-in fluidi anche con migliaia di dispositivi connessi.

Continua a leggereRiduci
Ridate il patriarcato alle autrici femministe
iStock
Le librerie traboccano di «femminanza» e cliché: mestieri dimenticati e storie conficcate fra gli anni Venti e Trenta, per poter raccontare l’emancipazione delle donne in costante retrospettiva, come se nel frattempo il mondo non fosse arrivato al 2026.

Ci sono la governante, la levatrice e la portalettere, in una sorta di sezione «mestieri di una volta». Poi ci sono le figure eccentriche, sonnambule e donne che incartano la frutta.

Continua a leggereRiduci
La realtà spazza il (luogo)comunismo. Chi urla al «regime» finisce smentito
Ansa
I compagni insistono con il mantra della democrazia a rischio, con patriarcato annesso, quando governano le destre. Poi i fatti li contraddicono: a Budapest il voto non è stato «inquinato» e in Italia il premier è donna.

Allarmismi democratici. Luogocomunismo e ossessioni. Mantra e tormentoni ripetuti fino allo sfinimento. Una tecnica comunicativa che paga nel breve periodo, ma che non regge alla prova dei fatti.

Continua a leggereRiduci
Dimmi La Verità | Flaminia Camilletti: «Disorienta lo scontro tra Trump e la Meloni»

Ecco #DimmiLaVerità del 15 aprile 2026. Con la nostra Flaminia Camilletti commentiamo lo scontro tra Donald Trump e Giorgia Meloni.

Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy