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Parole Testarde | Toga party

In occasione della Relazione sull’attività del 2022, il presidente della Consulta, Silvana Sciarra, ha rilasciato molte dichiarazioni pubbliche e risposto alle domande dei giornalisti. Ha così colto l’occasione per esplicitare la filosofia costituzionale che anima i lavori delle nostre toghe supreme. «Un giorno non lontano», ha detto, «si dovrà fare un bilancio molto puntuale in merito a questa apertura di credito al legislatore che, purtroppo, su temi molto sensibili e socialmente rilevanti, non ha portato sempre a risultati soddisfacenti e rapidi per i cittadini». Frasi chiare, che pongono la Corte sullo stesso piano della politica, con il «piccolo» vantaggio di poter emanare atti non impugnabili, e dunque di avere il coltello decisamente dalla parte del manico rispetto a chi dovrebbe realizzare la sovranità popolare. Questa deriva è l’inevitabile sviluppo di un percorso che nasce da lontano, e cresce con l’idea che le Corti e il potere politico debbano concorrere ad «aggiornare» i valori costituzionali. È l’esatto opposto della concezione «originalista», che vede le toghe come ancorate al testo della Carta, e la cui prerogativa si esercita in un terreno differente da quello politico, e potenzialmente antagonista, come mostra la rabbia di Biden per la sentenza che in America ha cancellato l’aborto come diritto costituzionale: non perché i giudici fossero contro l’aborto, ma perché la Costituzione non lo prevede come diritto. Il confronto tra Antonin Scalia e i predecessori della Sciarra illumina le conseguenze di questa radicale differenza.

Caso Garlasco, ennesimo colpo di scena: Stasi libero. Finalmente
Alberto Stasi (Ansa)
L’unico condannato per l’omicidio Poggi, dopo 11 anni, non dovrà più rientrare in carcere la sera, come accadeva con la semilibertà. Finirà di scontare la pena in affidamento nello studio dove già fa il contabile.

Dopo dieci anni e sei mesi, Alberto Stasi non dovrà più tornare la sera in carcere: il Tribunale di sorveglianza di Milano ha accolto l'istanza di affidamento in prova ai servizi sociali, avanzata dalla difesa e su cui la Procura generale aveva già dato parere favorevole.

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Il chirurgo del cuore congelato starà fermo solo un anno
Nel riquadro Guido Oppido, il cardiochirurgo che operò, e secondo l’accusa condannò il piccolo Domenico Caliendo, bambino di due anni morto il 21 febbraio scorso in seguito a un intervento di trapianto di cuore (Ansa)
Il professionista che trapiantò un cuore congelato al bimbo di Napoli, morto a 2 anni, ricomincerà l’anno prossimo. Una pausa che potrebbe non bastare ai magistrati per emettere la sentenza. Eppure il presunto luminare viene definito un «prevaricatore».

Ogni cittadino deve essere considerato innocente fino a prova contraria. Il principio giuridico è sancito nella Costituzione, che con l’articolo 27 stabilisce come la «prova contraria» consista nella condanna definitiva. Dunque, fino a quando la Cassazione non abbia «validato» il giudizio espresso dalla Corte d’Appello, una sentenza che riconosca la colpevolezza di una persona non può essere considerata risolutiva.

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Basta monopattini selvaggi: portano alla morte
Ansa
Dopo il dramma della scorsa notte a Milano dove un diciottenne ha perso la vita, il sindaco Sala ora vieti i monopattini come hanno fatto altre metropoli europee.

Un ragazzo di 18 anni è morto ieri a Milano. A bordo di un monopattino e insieme a un amico ha bruciato lo stop senza dare la precedenza e un’auto condotta da una ventunenne lo ha urtato. Né lui né il compagno che conduceva il mezzo, pure lui ventenne, avevano il casco. Le sue condizioni sono apparse subito disperate e la corsa nella notte verso il pronto soccorso non è servita a salvargli la vita. Apparentemente si tratta di un fatto di cronaca, un incidente dovuto a disattenzione o imprudenza, di due ragazzi che non hanno saputo valutare il rischio a cui andavano incontro.

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La Bce stanga ancora le famiglie per l’inflazione prodotta dalle armi
Christine Lagarde (Ansa)
L’aumento dei tassi da parte della Lagarde pare un atto di sfida alle nostre aziende, «colpevoli» dei rincari. Ma sono i Paesi guerrafondai ad aver creato lo choc. Perché punire chi paga un mutuo e vuole investire?

La Banca centrale europea, da tempo, - dopo la presidenza Draghi - fa delle scelte non tenendo conto dell’economia reale, ma solo dei propri teoremi tanto astratti quanto lontani dalla situazione economica delle famiglie e delle imprese europee.

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