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Parole Testarde | Roger Scruton contro Greta Thunberg

Prima delle aggressioni alle opere d’arte; prima della vernice lavabile che non si lava; prima delle figurine esibite nei consessi internazionali per gridare «Come osate?» ai grandi del mondo: prima di tutto questo, qualcuno aveva messo in dubbio l’inevitabilità del legame tra il progressismo e l’ambientalismo. Peggio ancora: aveva teorizzato in modo decisamente convincente che una vera antropologia attenta all’ecologia sorgesse più naturalmente in un alveo conservatore. Sir Roger Scruton (1944-2020) pensava infatti che la mentalità conservatrice, intesa come cultura che dà il massimo valore alla trasmissione della tradizione tra le generazioni, fosse positivamente incline ad accogliere le istanze di... conservazione e tutela dell’ambiente.

In un notevole saggio dal titolo Essere conservatori, Scruton scrive infatti: «La verità nell’ambientalismo rimanda alla ragionevolezza del conservatorismo e al bisogno di includere l’ambiente come obiettivo nella politica conservatrice». Un testo profetico, sia come deposito di ragionevolezza di obiettivi rispetto a tante, recenti e violente rivendicazioni; sia, soprattutto, come indicazione di metodo politico. Le strutture sovranazionali impositive, i piani pluriennali «green» da esse indicati su auto, case, industrie, gli obiettivi globali inscalfibili, i toni apocalitticamente moralizzanti, sono la strada più sensata e percorribile? Con anni di anticipo, Scruton risponde negativamente e senza indifferente egoismo. Una lezione.

Mattarella si traveste da nonno d’Italia per far finta di essere davvero super partes
Laura Pausini, Carlo Conti e Sergio Mattarella (Ansa)
L’ubiquo capo di Stato riceve al Colle presentatori e cantanti di Sanremo. E sui giornali continua a sgorgare la melassa...

I capelli candidi, se li era portati da casa. La giacca a vento bianca della nazionale olimpica, invece, gliel’hanno data a Cortina. La neve, ovviamente, l’ha portata lui: il presidente. Tutto bianco, in un mondo nero o grigio fango. Fango come quello degli Epstein file, tra pedofilia e trame occulte. Nero come il partito neofascista che Casa Pound avrebbe ricostituito a Bari, o come la crisi di Rai Sport e della Rai tutta, senza uno straccio di presidente da 16 mesi.

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Gli antifa riducono in fin di vita un giovane
Una manifestazione contro il collettivo «Némésis». A destra, due immagini dell'aggressione di Lione (Ansa)
A Lione un ragazzo di 23 anni, che faceva parte del servizio di sicurezza del collettivo femminista di destra «Nemesis», è stato aggredito da un gruppo di antagonisti. Tra loro, forse, anche il collaboratore di un deputato di estrema sinistra.

Alla fine potrebbe scapparci il morto. Si chiama Quentin il giovane attivista identitario francese pestato a morte da un branco di militanti antifascisti. Quentin ha 23 anni, è uno studente di matematica e la sua unica «colpa» è stata quella di aver voluto proteggere sei ragazze di Némésis, il collettivo femminile delle giovani identitarie francesi che difendono i diritti delle donne contro i soprusi degli immigrati (e il silenzio dei media). Negli ultimi tempi, peraltro, Némésis ha iniziato a spopolare sui social, con azioni e video che sono diventati virali.

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A Bollate le Olimpiadi entrano in carcere: tornano i «Giochi della Speranza»
Sabato 28 febbraio la Casa di reclusione di Milano Bollate ospita la terza edizione dei Giochi della Speranza. Detenuti, polizia penitenziaria, magistrati e società civile in campo insieme per una «piccola olimpiade» che usa lo sport come strumento di inclusione e speranza.
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Il governo britannico in crisi per il caso Epstein dice sì al cambio di sesso dai 4 anni
(IStock)
Il mondo va altrove, ma i Labour inglesi si ostinano a giocare sulla pelle dei più piccoli.

Il partito Labour (la sinistra inglese che fu guidata da Tony Blair), in controtendenza con tutto il resto del mondo che sta rallentando molto su questo tema, ebbene, apre al cambio di genere per i bambini dai quattro anni in su. Una follia totale, incomprensibile, non supportata da alcun elemento scientifico né di psicologia evolutiva. Un disastro. Anzi, un baratro che si apre e che può provocare la tragedia di bambini ai quali viene rovinata per sempre la vita.

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