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Parole Testarde | Le crypto valute secondo Émile Zola

Lehman Brothers, Ftx, Svb, Crédit Suisse... ogni volta pensiamo che sia una storia nuova ma siamo sempre lì: bolle che scoppiano, più o meno velocemente, più o meno grandi, con più o meno danni, con l’odiato Stato a tappare i buchi. Il canovaccio del capitalismo finanziario è molto più antico e ripetitivo di quel che sembri, anche se ci sono di mezzo i tempi fulminei e la tecnologia più avanzata ad alterare solo apparentemente la trama.
Uno degli ultimi botti - in effetti spettacolare per rapidità del crollo - è quello che ha investito, nel 2022, Sam Bankman-Fried (Sbf), il supernerd delle cryptovalute che dal nulla diventa un genio riverito e seduto su pile di milioni e milioni di dollari. I vip accorrono a frotte per spiegare quanto sia finalmente a portata di mano il sogno di cambiare il mondo per il meglio (più green, più etico, più sostenibile) guadagnandoci pure. Tutto, letteralmente, già scritto a fine XIX secolo. Émile Zola, genio della letteratura francese e non solo, in un libro non tra i più noti, ha raccontato questo eterno circo ne Il denaro. Non aveva bisogno di conoscere i riccioli di Sbf, né i rovesci della banca della Silicon Valley. Si è limitato a raccontare l’ascesa e il crollo della Banca Universale di Aristide Saccard, del suo sogno acchiappa-denari di convogliare i capitali necessari a dotare il Medioriente di infrastrutture «occidentalizzanti». Finirà - nel romanzo - come non poteva non finire. E sotto a chi tocca, ogni volta come se fosse la prima.

Trump rivendica la stretta sui migranti e non molla sui dazi. Pugno duro con l’Iran
Donald Trump (Ansa)
Nel discorso alla Camera il tycoon celebra il calo dell’inflazione e la ripresa economica. Su Teheran ripete: «Mai con l’atomica».

Con circa un’ora e 48 minuti di durata, il discorso sullo Stato dell’Unione che Donald Trump ha tenuto l’altro ieri è stato il più lungo degli ultimi 60 anni. Parlando alle camere riunite del Congresso, l’inquilino della Casa Bianca ha innanzitutto rivendicato i risultati del suo primo anno di presidenza.

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Il poliziotto killer merita la galera. Perché i martellatori di Torino no?
Ansa
  • Pisani avvia la destituzione dell’agente che ha ucciso il pusher a Rogoredo e avverte: «Un fatto gravissimo». Ma la magistratura continua a usare i guanti di velluto con chi manganella gli uomini delle forze dell’ordine.
  • Cinturrino rimane a San Vittore. Pur non convalidando il fermo, ieri il gip ha disposto la custodia preventiva in carcere. Ci sono «gravi indizi e concrete esigenze cautelari». Con lui rischiano anche i colleghi.

Lo speciale contiene due articoli.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 26 febbraio

Ecco Edicola Verità, la rassegna stampa podcast del 26 febbraio con Carlo Cambi

Dopo Glovo nel mirino Deliveroo, ma anche Esselunga e McDonald’s
Ansa
Elly Schlein chiede il salario minimo e una legge, benché il Pd al governo non abbia fatto nulla.

ll lavoro inizia e finisce dentro un’applicazione. Ci si collega, si aspetta una consegna, si pedala. Sulla carta è tutto volontario, ma i rider raccontano che chi rifiuta ordini o si disconnette viene progressivamente escluso: meno consegne e nessuna spiegazione. I costi restano tutti a carico del lavoratore: la batteria di un’e-bike può superare i 1.000 euro. Non c’è un referente umano, solo una chat. Un lavoro regolato da un algoritmo che misura e decide in modo continuo.

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