Lehman Brothers, Ftx, Svb, Crédit Suisse... ogni volta pensiamo che sia una storia nuova ma siamo sempre lì: bolle che scoppiano, più o meno velocemente, più o meno grandi, con più o meno danni, con l’odiato Stato a tappare i buchi. Il canovaccio del capitalismo finanziario è molto più antico e ripetitivo di quel che sembri, anche se ci sono di mezzo i tempi fulminei e la tecnologia più avanzata ad alterare solo apparentemente la trama.
Uno degli ultimi botti - in effetti spettacolare per rapidità del crollo - è quello che ha investito, nel 2022, Sam Bankman-Fried (Sbf), il supernerd delle cryptovalute che dal nulla diventa un genio riverito e seduto su pile di milioni e milioni di dollari. I vip accorrono a frotte per spiegare quanto sia finalmente a portata di mano il sogno di cambiare il mondo per il meglio (più green, più etico, più sostenibile) guadagnandoci pure. Tutto, letteralmente, già scritto a fine XIX secolo. Émile Zola, genio della letteratura francese e non solo, in un libro non tra i più noti, ha raccontato questo eterno circo ne Il denaro. Non aveva bisogno di conoscere i riccioli di Sbf, né i rovesci della banca della Silicon Valley. Si è limitato a raccontare l’ascesa e il crollo della Banca Universale di Aristide Saccard, del suo sogno acchiappa-denari di convogliare i capitali necessari a dotare il Medioriente di infrastrutture «occidentalizzanti». Finirà - nel romanzo - come non poteva non finire. E sotto a chi tocca, ogni volta come se fosse la prima.
Mario Draghi e Roberto Speranza nel 2021 (Imagoeconomica)
A maggio 2021 le accademiche chiesero a Magrini (Aifa) di reintrodurre restrizioni per età e si rivolsero (invano) al Cts.
I consumi dei data center elettrizzano Tokyo. UK, la transizione costa. In Germania stoccaggi gas al palo. L’India va a carbone e gas. Europa, transizione flop.
Roberto Speranza (Ansa)
Mentre i messaggi ufficiali del governo garantivano vaccini sicuri, fior di scienziati provarono in tutti i modi a sensibilizzare sui pericoli di Astrazeneca ai più giovani: «Ignorato l’equilibrio rischi-benefici: un orrore».