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Parole Testarde | Le crypto valute secondo Émile Zola

Lehman Brothers, Ftx, Svb, Crédit Suisse... ogni volta pensiamo che sia una storia nuova ma siamo sempre lì: bolle che scoppiano, più o meno velocemente, più o meno grandi, con più o meno danni, con l’odiato Stato a tappare i buchi. Il canovaccio del capitalismo finanziario è molto più antico e ripetitivo di quel che sembri, anche se ci sono di mezzo i tempi fulminei e la tecnologia più avanzata ad alterare solo apparentemente la trama.
Uno degli ultimi botti - in effetti spettacolare per rapidità del crollo - è quello che ha investito, nel 2022, Sam Bankman-Fried (Sbf), il supernerd delle cryptovalute che dal nulla diventa un genio riverito e seduto su pile di milioni e milioni di dollari. I vip accorrono a frotte per spiegare quanto sia finalmente a portata di mano il sogno di cambiare il mondo per il meglio (più green, più etico, più sostenibile) guadagnandoci pure. Tutto, letteralmente, già scritto a fine XIX secolo. Émile Zola, genio della letteratura francese e non solo, in un libro non tra i più noti, ha raccontato questo eterno circo ne Il denaro. Non aveva bisogno di conoscere i riccioli di Sbf, né i rovesci della banca della Silicon Valley. Si è limitato a raccontare l’ascesa e il crollo della Banca Universale di Aristide Saccard, del suo sogno acchiappa-denari di convogliare i capitali necessari a dotare il Medioriente di infrastrutture «occidentalizzanti». Finirà - nel romanzo - come non poteva non finire. E sotto a chi tocca, ogni volta come se fosse la prima.

La stampa rettifica: in America c’è ancora la democrazia
Ansa
Dopo gli allarmi sulla tirannia di Trump, si torna alla realtà col verdetto sui dazi. Emesso da una Corte plasmata dal tycoon.

Dio benedica la Corte Suprema e la sua sentenza sui dazi: ha costretto noialtri, prima che Donald Trump, a tornare alla realtà. Così, in un battibaleno, siamo passati da «l’America non è più una democrazia liberale» (Mario Monti, aprile 2025), a «C’è un giudice anche a Washington» (Massimo Giannini, ieri); da Repubblica che, a novembre, ci elencava «i 12 passi di Donald Trump verso l’autocrazia», allo scoop di Federico Fubini sul Corriere della Sera: «Il potere di Trump non è incondizionato».

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Pensata per i bambini, fa felici i grandi. Ecco una preparazione sfiziosa per rallegrare un pranzo, una cena veloce tra amici (basta un’ottima insalata d’accompagno e il gioco è fatto), per dare al pollo il giusto posto a tavola. Sappiate che potete fare questi bocconcini filanti in forno (180 gradi statico pre-riscaldato e dopo una quindicina di minuti saranno pronti) fritti, oppure, come abbiamo fatto noi, in friggitrice ad aria (ci vogliono una ventina di minuti). Per il resto tutto molto semplice, ma alla fine un trionfo di gusto croccante.
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Trump dà un altro ritocco ai dazi: dal 10 al 15% con effetto immediato
Donald Trump (Ansa)
Il presidente Usa annuncia sul suo social Truth un ulteriore incremento delle tariffe dopo la bocciatura della Corte Suprema. Aumenta l’incertezza per le imprese sulle politiche commerciali da adottare.

Dopo la sentenza sui dazi della Corte Suprema Usa il commercio mondiale sembra un romanzo d’appendice dell’Ottocento. Le imprese iniziano la giornata convinte di sapere come va la storia. Invece l’autore - che in questo caso scrive direttamente dal suo social - decide un colpo di scena alla pagina successiva.

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