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Parole Testarde | Immigrati, porti chiusi e teste aperte

«Razzisti!». «Sostituzione etnica!». «Ci vuole più Europa!». «Blocco navale!». Il cosiddetto dibattito sull’immigrazione è diventato da qualche anno una specie di rissa tra tifoserie vagamente allucinate, mentre la realtà corre e cambia portando problemi giganteschi di convivenza, di leggi, di equilibri economici, sociali, previdenziali, culturali. Eppure, poco più di vent’anni fa, prima dell’11 settembre, sarebbe stato possibile impostare l’intera faccenda entro binari più ragionevoli e sensati. Nel senso che i pensieri e le parole per evitare il tritacarne degli slogan inutili ci sarebbero stati. Giacomo Biffi, Giorgio Gaber e Giovanni Sartori da punti di vista, con ruoli e linguaggi e scopi decisamente diversi tra loro, hanno dato vita a un dialogo, diretto e indiretto, proprio sui temi dell’immigrazione, del rapporto con l’altro, del senso della convivenza tra diversi. Il primo, grande cardinale, si attirò insulti e strali per aver osato dire che l’accoglienza va declinata nell’ambito del possibile, che non tutti gli immigrati sono uguali, e che integrare chi abbia una concezione di donna, di famiglia e di educazione troppo diversa non è sempre facile. Lo applaudì giusto Giovanni Sartori, mente critica di sinistra, riconoscendo i tratti di una sana laicità che in nulla faceva a botte con la posizione religiosa. E poi c’è Gaber, capace di mettere in parole e musica il tema dell’altro. Ce n’è di che imparare molto, oltre vent’anni dopo.

Manager «sfrutta operai» fermato mentre fuggiva. Altro che nuovo mondo IA
Il cantiere per il nuovo consolato americano in piazzale Accursio a Milano (Ansa)
Bloccato in aeroporto dirigente della Caddell, che costruiva il consolato Usa a Milano pagando i dipendenti una miseria.

Me lo vedo Ulas Demir parlare in Italia o in qualche altra parte del mondo di intelligenza artificiale, di robot e dei processi di automatizzazione del lavoro. E magari precisare che le macchine non arriveranno mai a sostituire gli uomini ma i processi sono inevitabili. Sì, me lo vedo, non fosse altro perché il tema della IA è sulla bocca di tutti.

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«Il nuovo nucleare può partire anche subito»
Un piccolo reattore modulare sperimentale di Newcleo (Ansa). Nel riquadro Elisabeth Rizzotti, cofondatrice della società che progetta e sviluppa reattori di quarta generazione
Elisabeth Rizzotti, cofondatrice di Newcleo (progetta e sviluppa reattori di quarta generazione), non ha dubbi: «La filiera è già pronta, il vero ostacolo adesso è l’euroburocrazia. Bene l’impegno della Meloni».
La cofondatrice di Newcleo non ha dubbi: «La filiera è pronta, il nuovo nucleare può partire anche subito. E i benefici in bolletta possono essere più rapidi di quel che si pensa. Poi bisognerà aspettare certo perché ci sono i problemi dell’euroburocrazia. Ma il mercato ci crede, noi da soli abbiamo raccolto un miliardo di finanziamenti privati, e Giorgia Meloni ha acceso un faro su un tema importantissimo. Il disegno di legge delega rappresenta un segnale decisivo per il nostro settore. L’Italia ha bisogno di recuperare il tempo perduto, rimediare agli errori passati e ogni settimana è importante per farlo». Quotazione negli Usa? «Il Nasdaq è da sempre lo sbocco naturale per chi vuole fare innovazione».
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Caro Tommasi, antifascista da passo carraio
Damiano Tommasi (Ansa)

Caro Damiano Tommasi, caro sindaco di Verona, le scrivo questa cartolina sulle ali dell’entusiasmo: ho letto infatti che d’ora in avanti nel suo Comune per avere un passo carraio bisognerà dichiararsi antifascista, compilando apposito modulo prestampato.

Altrimenti niente permesso. Era ora che qualcuno ci pensasse: fermiamo la pericolosa deriva autoritaria. Non si transita dal portone del condominio senza esibire tessera Anpi, non si esce dal garage senza cantare Bella Ciao. Stamattina mi sono svegliato e ho trovato l’invasor del marciapiede. Viva la Liberazione. Del passo carraio.

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«Avremo due Web paralleli: utenti e agenti»
Nel riquadro Alberto Chierici, esperto di sistemi di governance dell’Intelligenza artificiale (iStock)
L’esperto Alberto Chierici: «Internet avrà sempre più contenuti pensati e scritti per essere letti e consultati dai robot».
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