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Parole Testarde | Immigrati, porti chiusi e teste aperte

«Razzisti!». «Sostituzione etnica!». «Ci vuole più Europa!». «Blocco navale!». Il cosiddetto dibattito sull’immigrazione è diventato da qualche anno una specie di rissa tra tifoserie vagamente allucinate, mentre la realtà corre e cambia portando problemi giganteschi di convivenza, di leggi, di equilibri economici, sociali, previdenziali, culturali. Eppure, poco più di vent’anni fa, prima dell’11 settembre, sarebbe stato possibile impostare l’intera faccenda entro binari più ragionevoli e sensati. Nel senso che i pensieri e le parole per evitare il tritacarne degli slogan inutili ci sarebbero stati. Giacomo Biffi, Giorgio Gaber e Giovanni Sartori da punti di vista, con ruoli e linguaggi e scopi decisamente diversi tra loro, hanno dato vita a un dialogo, diretto e indiretto, proprio sui temi dell’immigrazione, del rapporto con l’altro, del senso della convivenza tra diversi. Il primo, grande cardinale, si attirò insulti e strali per aver osato dire che l’accoglienza va declinata nell’ambito del possibile, che non tutti gli immigrati sono uguali, e che integrare chi abbia una concezione di donna, di famiglia e di educazione troppo diversa non è sempre facile. Lo applaudì giusto Giovanni Sartori, mente critica di sinistra, riconoscendo i tratti di una sana laicità che in nulla faceva a botte con la posizione religiosa. E poi c’è Gaber, capace di mettere in parole e musica il tema dell’altro. Ce n’è di che imparare molto, oltre vent’anni dopo.

In Francia amano le donne col velo però si infuriano per l’Ave Maria
Kevin Nader (Getty Images)
Bufera nella roccaforte rossa per la preghiera cristiana del politico Kevin Nader (Rn).

«O la laicità vale per tutti o per nessuno». Dopo aver scandito queste parole, nei giorni scorsi, un esponente del Rassemblement national (Rn), il cattolico Kevin Nader, in seno al Consiglio comunale di Ivry-sur-Seine, 65.000 abitanti nei dintorni di Parigi, è poi subito passato, reggendo in mano un crocifisso, a recitare l’Ave Maria.

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Il mea culpa di Draghi sugli stipendi: «Li abbiamo tagliati facendo danni»
Mario Draghi (Ansa)
Esce il libro con i principali discorsi dell’ex premier e presidente della Bce. Tra cui la storica sconfessione del modello deflazionista costruito dalla Ue. Un monito che, però, Bruxelles non ha mai preso sul serio.

Per gentile concessione dell’editore, pubblichiamo l’estratto di uno dei discorsi di Mario Draghi - già governatore della Bce e premier - che compongono il libro Competere o sparire (Rizzoli, 232 pagine, 20 euro), disponibile da oggi. Il brano proposto è la prolusione di La Hulpe il 16 aprile 2024.

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Dimmi La Verità | Santomartino: «La conflittualità nel mondo cresce sempre di più»

Ecco #DimmiLaVerità del 16 giugno 2026. Il generale Giuseppe Santomartino ci spiega perché l'indice di conflittualità nel mondo cresce sempre di più.

Fiere del libro e festival letterari vogliono imporre il pensiero unico: dal patentino antifascista al tentativo di zittire scrittori come Erri De Luca ed Eshkol Nevo, attaccati perché non parlano di «genocidio» a Gaza.

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