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Parole Testarde | Immigrati, porti chiusi e teste aperte

«Razzisti!». «Sostituzione etnica!». «Ci vuole più Europa!». «Blocco navale!». Il cosiddetto dibattito sull’immigrazione è diventato da qualche anno una specie di rissa tra tifoserie vagamente allucinate, mentre la realtà corre e cambia portando problemi giganteschi di convivenza, di leggi, di equilibri economici, sociali, previdenziali, culturali. Eppure, poco più di vent’anni fa, prima dell’11 settembre, sarebbe stato possibile impostare l’intera faccenda entro binari più ragionevoli e sensati. Nel senso che i pensieri e le parole per evitare il tritacarne degli slogan inutili ci sarebbero stati. Giacomo Biffi, Giorgio Gaber e Giovanni Sartori da punti di vista, con ruoli e linguaggi e scopi decisamente diversi tra loro, hanno dato vita a un dialogo, diretto e indiretto, proprio sui temi dell’immigrazione, del rapporto con l’altro, del senso della convivenza tra diversi. Il primo, grande cardinale, si attirò insulti e strali per aver osato dire che l’accoglienza va declinata nell’ambito del possibile, che non tutti gli immigrati sono uguali, e che integrare chi abbia una concezione di donna, di famiglia e di educazione troppo diversa non è sempre facile. Lo applaudì giusto Giovanni Sartori, mente critica di sinistra, riconoscendo i tratti di una sana laicità che in nulla faceva a botte con la posizione religiosa. E poi c’è Gaber, capace di mettere in parole e musica il tema dell’altro. Ce n’è di che imparare molto, oltre vent’anni dopo.

L’Italia dei debuttanti vince di misura in Lussemburgo
Getty Images
Dopo la mancata qualificazione ai Mondiali, la Nazionale sperimentale di Silvio Baldini riparte da una vittoria. A Lussemburgo decide un colpo di testa di Pio Esposito. In campo tanti esordienti e qualche segnale incoraggiante per il futuro.
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Francesco Pratesi: «Mio papà ha fondato il Wwf ma da anziano capì la necessità dell’energia atomica»
Fulco Pratesi (Ansa)
Il figlio dell’ambientalista: «Il Green deal sta rovinando l’Europa In Spagna le bollette costano poco perché comprano gas russo».

Presidente di Italia Nostra Toscana, Francesco è il più piccolo dei quattro figli di Fulco Pratesi, il fondatore del Wwf e un padre dell’ambientalismo italiano, quello di cui m’è rimasta indelebile nella mente la dichiarazione di cambiarsi le mutande ogni tre giorni e, soprattutto, di non farsi mai la doccia.

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A Tiziano Ferro l’Italia piace solo se lo paga
Tiziano Ferro (Ansa)
Il cantautore di Latina, ormai felicemente trapiantato in California, aveva aspramente attaccato il governo dicendo che è felice che i suoi figli non abbiano il passaporto poiché qui ci sono «meno diritti». Ma quando arrivano 50.000 euro di tax credit, incassa sereno.

Non gli piace «la deriva sui diritti civili», che a suo dire ci sarebbe in Italia, però non disdegna di accedere all’agevolazione fiscale prevista dal nostro ministero della Cultura. Per il suo album Sono un grande del Tax credit Musica 2025, l’elenco delle opere discografiche ammesse alla misura che permette a chi produce musica di scontare il 30% degli investimenti sostenuti per un massimo di 75.000 euro a opera, e di 2 milioni ad azienda nel triennio.

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Londra si prepara a un mondo più ostile: Russia, Cina e terrorismo tra le nuove minacce
Keir Starmer (Ansa)
Un rapporto del Parlamento britannico avverte che il Regno Unito entra in un'epoca di «radicale incertezza». Nel mirino Russia, Cina, guerre ibride e terrorismo. Cresce anche il timore di un futuro ridimensionamento del sostegno americano alla Nato.
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