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Parole Testarde | Immigrati, porti chiusi e teste aperte

«Razzisti!». «Sostituzione etnica!». «Ci vuole più Europa!». «Blocco navale!». Il cosiddetto dibattito sull’immigrazione è diventato da qualche anno una specie di rissa tra tifoserie vagamente allucinate, mentre la realtà corre e cambia portando problemi giganteschi di convivenza, di leggi, di equilibri economici, sociali, previdenziali, culturali. Eppure, poco più di vent’anni fa, prima dell’11 settembre, sarebbe stato possibile impostare l’intera faccenda entro binari più ragionevoli e sensati. Nel senso che i pensieri e le parole per evitare il tritacarne degli slogan inutili ci sarebbero stati. Giacomo Biffi, Giorgio Gaber e Giovanni Sartori da punti di vista, con ruoli e linguaggi e scopi decisamente diversi tra loro, hanno dato vita a un dialogo, diretto e indiretto, proprio sui temi dell’immigrazione, del rapporto con l’altro, del senso della convivenza tra diversi. Il primo, grande cardinale, si attirò insulti e strali per aver osato dire che l’accoglienza va declinata nell’ambito del possibile, che non tutti gli immigrati sono uguali, e che integrare chi abbia una concezione di donna, di famiglia e di educazione troppo diversa non è sempre facile. Lo applaudì giusto Giovanni Sartori, mente critica di sinistra, riconoscendo i tratti di una sana laicità che in nulla faceva a botte con la posizione religiosa. E poi c’è Gaber, capace di mettere in parole e musica il tema dell’altro. Ce n’è di che imparare molto, oltre vent’anni dopo.

Soldi a Wuhan, Cia & C. manipolate. Le 400 pagine che inchiodano Fauci
Anthony Fauci (Ansa)
Tulsi Gabbard ha reso pubblici documenti declassificati che mettono alle strette l’ex super esperto del Covid. Il consulente di Joe Biden avrebbe generosamente finanziato i laboratori cinesi e influenzato l’Intelligence Usa.

Dagli altari alle polveri: è bastato un clic di Tulsi Gabbard, direttore uscente dell’Intelligence nazionale americana (Odni), per affossare definitivamente la reputazione di Anthony Fauci (storico consulente scientifico di sette presidenti Usa).

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Il Mondiale perde il primo allenatore italiano: Montella e la Turchia eliminati dopo due partite
Vincenzo Montella, allenatore della Turchia, durante la partita contro il Paraguay al San Francisco Bay Area Stadium a Santa Clara (Getty Images)
La nazionale allenata da Montella saluta il Mondiale dopo le sconfitte contro Australia e Paraguay e senza aver mai segnato nonostante 62 tiri complessivi nelle prime due partite. La terza partita contro gli Stati Uniti non cambierà il destino del girone, già compromesso anche in ottica migliori terze.
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I consiglieri dell’Istituto del Mic: «Sul pride un blitz, noi all’oscuro»
Fontana di Trevi (iStock). Nel riquadro, la locandina dell'evento Lgbt
Alessandro Giuli scrive al direttore per l’evento gay, Angelo Mellone (cda): «Atto di protervia ideologica».

Ieri sera non si è certo presentato, alla kermesse Lgbt organizzata nel Palazzo della Fontana di Trevi illuminato per l’occasione con i colori dell’arcobaleno.

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È il solito disco rotto: Franceschini rilancia l’allarme democratico
Dario Franceschini
L’ex ministro pontifica su «Repubblica», temendo che Giorgia Meloni possa prendersi il Quirinale. E sogna un patto contro le destre.

Eravamo in ansiosa attesa, in effetti, di sapere che cosa pensasse dell’attuale quadro politico Dario Franceschini uno dei grandi vecchi e dei più acuminati strateghi del Partito democratico.

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