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Parole Testarde | Immigrati, porti chiusi e teste aperte

«Razzisti!». «Sostituzione etnica!». «Ci vuole più Europa!». «Blocco navale!». Il cosiddetto dibattito sull’immigrazione è diventato da qualche anno una specie di rissa tra tifoserie vagamente allucinate, mentre la realtà corre e cambia portando problemi giganteschi di convivenza, di leggi, di equilibri economici, sociali, previdenziali, culturali. Eppure, poco più di vent’anni fa, prima dell’11 settembre, sarebbe stato possibile impostare l’intera faccenda entro binari più ragionevoli e sensati. Nel senso che i pensieri e le parole per evitare il tritacarne degli slogan inutili ci sarebbero stati. Giacomo Biffi, Giorgio Gaber e Giovanni Sartori da punti di vista, con ruoli e linguaggi e scopi decisamente diversi tra loro, hanno dato vita a un dialogo, diretto e indiretto, proprio sui temi dell’immigrazione, del rapporto con l’altro, del senso della convivenza tra diversi. Il primo, grande cardinale, si attirò insulti e strali per aver osato dire che l’accoglienza va declinata nell’ambito del possibile, che non tutti gli immigrati sono uguali, e che integrare chi abbia una concezione di donna, di famiglia e di educazione troppo diversa non è sempre facile. Lo applaudì giusto Giovanni Sartori, mente critica di sinistra, riconoscendo i tratti di una sana laicità che in nulla faceva a botte con la posizione religiosa. E poi c’è Gaber, capace di mettere in parole e musica il tema dell’altro. Ce n’è di che imparare molto, oltre vent’anni dopo.

San Valentino tra cibi afrodisiaci e vini da sogno
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Dal tartufo ai crostacei, dagli spumanti italiani ai grandi rossi, una guida per celebrare la festa del santo innamorato con gusto e stile, tra piatti romantici e brindisi indimenticabili. I regali? Non siate invadenti. Meglio i cioccolatini, accompagnati però da un biglietto scritto con sentimento o i fiori.

«Domani è San Valentino e, appena sul far del giorno, io che son fanciulla busserò alla tua finestra, voglio essere la tua Valentina». Questo fa dire William Shakespeare a Ofelia, ormai appannata dalla follia indottale dalla morte del padre, a lei che è persa d’amore per Amleto. Testimonia di questo verso come le Valentine siano le innamorate che dallo Stil novo in avanti popoleranno i sospiri letterari emulate dai giovani amanti.

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Dal miliardario alla «segretaria». Gli altri sodali impuniti di Epstein
Jeffrey Epstein (Ansa)
Sarah Kellen, assistente del faccendiere, teneva l’elenco delle «massaggiatrici»: non è mai stata processata. Leon Black, fondatore di Apollo Global Management, è stato accusato di violenze. Eppure non è incriminato.

L’ala liberal delle élites mondiali sta uscendo con le ossa rotte dal rilascio degli Epstein files. La sinistra statunitense (e quella europea che la rincorre a fatica) cerca pretestuosamente di rigirare lo scandalo contro Donald Trump - in Italia ci provano con Matteo Salvini -, ma la rete del faccendiere era notoriamente intrecciata coi democratici, di cui è stato un generoso finanziatore per anni. Oltre alla solita battaglia destra-sinistra, però, c’è una partita più ampia e bipartisan: quella per la trasparenza. La sta conducendo, fosse anche per mere ambizioni personali, il repubblicano Thomas Massie, e il suo pressing sta dando frutti, anche a costo di far vacillare la figura della procuratrice generale Pam Bondi. Massie, in un’intervista rilasciata mercoledì, ha raccontato di un’inusuale cena dell’anno scorso a cui Bondi aveva invitato tutti i rappresentanti repubblicani. A un certo punto le ha chiesto: «Quando esce la prossima tranche di file?». Risposta di Bondi: «Tutto ciò che resta è materiale pornografico con bambini, ed è disgustoso. Nessuno vuole vedere quella roba».

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Dai Giochi a Sanremo: Mattarella è ubiquo
Sergio Mattarella (Ansa)
Il capo dello Stato salta con disinvoltura dalle Olimpiadi, in cui si intrattiene amabilmente con gli atleti, al Festival, passando per le foibe e i ricevimenti con gli statisti stranieri. E i media spandono saliva: «Porta fortuna ed è pure super competente».

Oggi tocca a Carlo Conti e Laura Pausini. L’agenda di re Sergio è fittissima. Un impegno gravoso dopo l’altro e chissà come farà «il Matta» per altri quattro anni, fino al termine del secondo mandato. Comunque. Dopo gli auspici per Sofia Goggia, ieri, in trasferta sulle nevi di Cortina, si è complimentato con Federica Brignone per la medaglia in SuperG. «Ci contavo!», le ha detto, precipitandosi dalla tribuna sull’atleta a fine gara. «Io non tanto», ha sorriso lei nel tripudio degli spettatori, mentre il presidente tornava sugli spalti. Olimpia e foibe, Supergigante e referendum sulla giustizia, Alcide De Gasperi e Achille Lauro.

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Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio a margine dell’incontro informale dei leader dell’Unione europea al Castello di Alden Biesen in Belgio.

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