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Parole Testarde | Immigrati, porti chiusi e teste aperte

«Razzisti!». «Sostituzione etnica!». «Ci vuole più Europa!». «Blocco navale!». Il cosiddetto dibattito sull’immigrazione è diventato da qualche anno una specie di rissa tra tifoserie vagamente allucinate, mentre la realtà corre e cambia portando problemi giganteschi di convivenza, di leggi, di equilibri economici, sociali, previdenziali, culturali. Eppure, poco più di vent’anni fa, prima dell’11 settembre, sarebbe stato possibile impostare l’intera faccenda entro binari più ragionevoli e sensati. Nel senso che i pensieri e le parole per evitare il tritacarne degli slogan inutili ci sarebbero stati. Giacomo Biffi, Giorgio Gaber e Giovanni Sartori da punti di vista, con ruoli e linguaggi e scopi decisamente diversi tra loro, hanno dato vita a un dialogo, diretto e indiretto, proprio sui temi dell’immigrazione, del rapporto con l’altro, del senso della convivenza tra diversi. Il primo, grande cardinale, si attirò insulti e strali per aver osato dire che l’accoglienza va declinata nell’ambito del possibile, che non tutti gli immigrati sono uguali, e che integrare chi abbia una concezione di donna, di famiglia e di educazione troppo diversa non è sempre facile. Lo applaudì giusto Giovanni Sartori, mente critica di sinistra, riconoscendo i tratti di una sana laicità che in nulla faceva a botte con la posizione religiosa. E poi c’è Gaber, capace di mettere in parole e musica il tema dell’altro. Ce n’è di che imparare molto, oltre vent’anni dopo.

Il sindaco di Londra pellegrino alla Mecca
Sadiq Khan (Ansa)
Dopo il canto islamico in Consiglio comunale a Birmingham, Sadiq Khan compie lo Hajj nella città dove nacque Maometto. L’Ungheria in controtendenza: Magyar costretto a rimangiarsi la proposta di cancellare le radici cristiane dalla Costituzione.

C’era una volta l’Europa.

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La verità di Sayf sui «nuovi italiani»: «Mi scoprii tunisino per rivalsa»
Adam Sayf Viacava (Ansa)
Il cantante, di madre nordafricana, spiega le seconde generazioni fuori dalle banalizzazioni: «Da piccolo non volevo parlare arabo. Poi, crescendo, per senso di riscatto, ho iniziato a sentirmi anche magrebino».

Quante volte sentiamo ripetere che bisogna ascoltare i giovani?

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Ultimo harakiri a Bruxelles sull’auto: multe all’Europa e crediti ai cinesi
Ansa
Il sistema delle sanzioni penalizza Stellantis e tedeschi, mentre premia Tesla e l’Asia.

Bruxelles riesce sempre a sorprenderci.

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«Avvocati intercettati per 31 ore, ma le toghe denunciano il clamore»
iStock
A Perugia, davanti allo scandalo dei legali spiati in carcere, il problema sembrano gli scoop della «Verità» e l’«esposizione mediatica». L’ex pm Cannevale: «A rischio le garanzie costituzionali e i diritti umani».

A Perugia magistrati e rappresentanti locali dell’avvocatura provano a siglare la pace dopo che, sulla Verità, l’ex pm Alessandro Cannevale, oggi legale, ha denunciato la realizzazione di decine di intercettazioni illegittime (durate, come vedremo, oltre 30 ore complessive) dentro al carcere di Capanne.

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