Parole Testarde | Immigrati, porti chiusi e teste aperte

«Razzisti!». «Sostituzione etnica!». «Ci vuole più Europa!». «Blocco navale!». Il cosiddetto dibattito sull’immigrazione è diventato da qualche anno una specie di rissa tra tifoserie vagamente allucinate, mentre la realtà corre e cambia portando problemi giganteschi di convivenza, di leggi, di equilibri economici, sociali, previdenziali, culturali. Eppure, poco più di vent’anni fa, prima dell’11 settembre, sarebbe stato possibile impostare l’intera faccenda entro binari più ragionevoli e sensati. Nel senso che i pensieri e le parole per evitare il tritacarne degli slogan inutili ci sarebbero stati. Giacomo Biffi, Giorgio Gaber e Giovanni Sartori da punti di vista, con ruoli e linguaggi e scopi decisamente diversi tra loro, hanno dato vita a un dialogo, diretto e indiretto, proprio sui temi dell’immigrazione, del rapporto con l’altro, del senso della convivenza tra diversi. Il primo, grande cardinale, si attirò insulti e strali per aver osato dire che l’accoglienza va declinata nell’ambito del possibile, che non tutti gli immigrati sono uguali, e che integrare chi abbia una concezione di donna, di famiglia e di educazione troppo diversa non è sempre facile. Lo applaudì giusto Giovanni Sartori, mente critica di sinistra, riconoscendo i tratti di una sana laicità che in nulla faceva a botte con la posizione religiosa. E poi c’è Gaber, capace di mettere in parole e musica il tema dell’altro. Ce n’è di che imparare molto, oltre vent’anni dopo.

Per le pipe ai tossici la sinistra molla il dogma della Scienza
Matteo Lepore (Ansa)
Su vaccini e clima guai a questionare il «consenso» degli esperti. Gli stessi che criticano Matteo Lepore sul crack, però vengono snobbati.
Gimbe arruola pure l’infermiera influencer
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Martina Benedetti, in prima linea contro le «bufale» dei presunti no vax, compare tra i collaboratori scientifici.
Bruno Sgromo: «Senza imperizia dei medici, Camilla aveva fino all’80% di possibilità»
A sinistra, Camilla Canepa; a destra l'avvocato Bruno Sgromo
Il legale della famiglia Canepa: «Il ministero delineò i protocolli per la tromboembolia provocata da Astrazeneca: non furono seguiti. Per far scattare il processo, il gip esigeva responsabilità al 100%».
Giorgia Meloni ha rilanciato l’idea. Uno studio di Confindustria offre varie proposte per rispondere alla fame di alloggi a prezzi sostenibili. Sarà fondamentale attrarre privati e le Casse previdenziali. Per l’Ance servono 15 miliardi.
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