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Parole Testarde | Alice «woke» nel Paese delle meraviglie

I grandi racconti di Alice sono ovviamente anche bellissime storie per bambini. Ma un ulteriore piano di lettura apre a un livello differente, in cui Lewis Carroll fa decisamente un discorso «per grandi». Nel seguito del suo libro più noto, il grande scrittore – siamo nel 1871 – parla profeticamente delle battaglie woke, estrema propaggine violenta del politicamente corretto. L’ansia di non ferire la suscettibilità, il furore di emendare storia, cultura e arte da elementi impuri od offensivi, sono sì il segnale di una cultura occidentale allo stadio terminale, ma anzitutto i figli di una tentazione fenomenale: quella di combattere sul linguaggio una battaglia per dominare la realtà. Abbattere le statue, ripulire i racconti di Roald Dahl, cacciare i professori che si permettono di dire che i sessi sono due, registrare i cosiddetti figli di coppie omogenitoriali, sono varie manifestazioni di una guerra di potere in cui la parola punta a definire e sostituire il mondo per determinarlo. E Humpty-Dumpty, l’uovo parlante con cappello, braccia e gambette, nel suo dialogo paternalista con la piccola Alice fa esattamente questo: cerca di dominarla piegando le parole a significare quel che decide lui. «Naturalmente non puoi capire, finché non te lo spiego», dice. La bambina, che scema non è, si accorge che qualcosa non torna e chiede: ma il problema è se le parole possano avere diversi significati. E costringe Humpty a un momento di perfetta sincerità: «Il problema è chi comanda, tutto qua».

Scuola, commissariate quattro Regioni rosse
Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara (Imagoeconomica)
L’esecutivo interviene su Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna: «Non hanno approvato i piani di dimensionamento previsti dal Pnrr». Ira del Pd: «Manovra contro i governatori dem». C’è la data del referendum sulla giustizia: 22 e 23 marzo.

Habemus data: il Consiglio dei ministri ieri ha deciso di indicare domenica 22 e lunedì 23 marzo come date del referendum sulla riforma costituzionale della giustizia. Negli stessi giorni si voterà anche per le elezioni suppletive. Ricordiamo che esiste la possibilità di un ricorso da parte dei promotori di una raccolta firme che chiedono a loro volta il referendum e quindi ritengono che la data debba essere spostata più avanti: «Finalmente c’è la fissazione della data», afferma all’Adnkronos il presidente del Comitato Sì Separa della Fondazione Einaudi, Gian Domenico Caiazza, «nella speranza che non siano poste in essere ulteriori iniziative dilatorie e speculative visto che il referendum è già indetto e non c’è nessuna necessità della raccolta firme».

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 13 gennaio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 13 gennaio con Carlo Cambi

«Criminali a spasso anche se i carabinieri rischiano la vita, la colpa è delle toghe»
Rita Dalla Chiesa (Imagoeconomica)
Rita Dalla Chiesa a «Tivù Verità»: «I magistrati si sentono psicologi. Bloccano le espulsioni per paura dei Paesi d’origine».

Clicca qui per vedere il video dell'intervista a Rita Dalla Chiesa.

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Gli italiani stanno col carabiniere non con i giudici

I lettori rispondono con grande generosità alla richiesta di aiutare il militare che ha ucciso un criminale per salvare un suo collega. Dimostrano che c’è ancora capacità di indignarsi e reagire a certe sentenze. Il 22 e 23 marzo il referendum sulla giustizia.

Cari lettori, oggi devo dirvi grazie. E non perché ogni giorno comprate La Verità, ma per la generosità con cui avete risposto al nostro appello. Giovedì scorso abbiamo raccontato l’incredibile sentenza che ha condannato un vicebrigadiere dei carabinieri non soltanto a tre anni di carcere per aver sparato - uccidendolo - a un ladro che aveva aggredito e ferito un collega, ma anche a risarcire la famiglia del malvivente con una provvisionale di 125.000 euro. Emanuele Marroccella secondo i giudici non avrebbe dovuto premere il grilletto, bensì voltarsi dall’altra parte.

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