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Parole Testarde | Alice «woke» nel Paese delle meraviglie

I grandi racconti di Alice sono ovviamente anche bellissime storie per bambini. Ma un ulteriore piano di lettura apre a un livello differente, in cui Lewis Carroll fa decisamente un discorso «per grandi». Nel seguito del suo libro più noto, il grande scrittore – siamo nel 1871 – parla profeticamente delle battaglie woke, estrema propaggine violenta del politicamente corretto. L’ansia di non ferire la suscettibilità, il furore di emendare storia, cultura e arte da elementi impuri od offensivi, sono sì il segnale di una cultura occidentale allo stadio terminale, ma anzitutto i figli di una tentazione fenomenale: quella di combattere sul linguaggio una battaglia per dominare la realtà. Abbattere le statue, ripulire i racconti di Roald Dahl, cacciare i professori che si permettono di dire che i sessi sono due, registrare i cosiddetti figli di coppie omogenitoriali, sono varie manifestazioni di una guerra di potere in cui la parola punta a definire e sostituire il mondo per determinarlo. E Humpty-Dumpty, l’uovo parlante con cappello, braccia e gambette, nel suo dialogo paternalista con la piccola Alice fa esattamente questo: cerca di dominarla piegando le parole a significare quel che decide lui. «Naturalmente non puoi capire, finché non te lo spiego», dice. La bambina, che scema non è, si accorge che qualcosa non torna e chiede: ma il problema è se le parole possano avere diversi significati. E costringe Humpty a un momento di perfetta sincerità: «Il problema è chi comanda, tutto qua».

Petrodollaro, così la crisi di Hormuz sfida il primato americano
Getty Images
La chiusura dello Stretto mette in difficoltà le monarchie del Golfo e riapre il dossier sul dominio del dollaro nel commercio energetico. Tra yuan, blockchain e nuovi accordi finanziari, gli alleati degli Usa diversificano senza rompere con Washington.
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Dimmi La Verità | Matteo Rancan (Lega): «Sinistra ipocrita sull'attentato di Modena»

Ecco #DimmiLaVerità del 20 maggio 2026. Il segretario della Lega Emilia, Matteo Rancan, svela l'ipocrisia della sinistra sull'attentato di Modena.

Affarone Pnrr: 150 miliardi di debiti per far crescere il Pil di appena 50
Giuseppe Conte (Ansa)
Grazie ai fondi del Recovery, il prodotto interno lordo pro capite è aumentato (tra il 2021 e il 2026) del 2,2%. Nel Centro Nord l’incremento è stato dell’1,5%, più marcato l’impatto su ricchezza e occupazione al Sud.

La montagna (di debiti) del Pnrr ha partorito il topolino. Sembra la sintesi più appropriata dopo aver letto ieri sul Sole 24 Ore le stime della crescita aggiuntiva cumulata del Pil pro capite tra il 2021-2026, generata dalla spesa del Pnrr.

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Libia, il dialogo tra Tripoli e Tobruch resta in salita
Il generale Khalifa Haftar (Ansa)

A Tunisi il secondo vertice «4+4» tra rappresentanti della Tripolitania e della Cirenaica sotto la regia dell’Onu. Sul tavolo elezioni e riunificazione, ma milizie, rivalità interne e il peso di Haftar frenano ogni svolta.

Il secondo incontro del cosiddetto vertice «4+4» dedicato alla Libia ha avuto come sede Tunisi, la città che in passato era stata scelta dal governo di Tripoli come sede provvisoria nei momenti più bui della storia libica. Quattro rappresentanti di Tobruch e quattro di Tripoli hanno affrontato alcuni dei temi più complessi della nazione affacciata sul mar Mediterraneo, che dal 2014 rimane divisa a metà con due governi che si accusano di illegittimità.

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