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Omotransfobia, Pro Vita & Famiglia: «La libertà non va in vacanza! Il Ddl Zan sì»

Omotransfobia, Pro Vita & Famiglia: «La libertà non va in vacanza! Il Ddl Zan sì»
Ansa

«Il rinvio a settembre della discussione al Senato del Ddl Zan sia un tempo di riflessione. Il calendario del Senato dimostra quello che dicevamo da mesi, le urgenze sono altre. E ora grazie alla sensibilizzazione portata avanti nell'opinione pubblica da parte di tutti noi impegnati per le famiglie e per i bambini, non solo l'opinione degli italiani su questa norma liberticida è cambiata, ma anche quella del Parlamento sta evolvendo. Avanti così per vincere. La libertà non va in vacanza, il ddl Zan sì» ha dichiarato Toni Brandi presidente di Pro Vita e Famiglia dopo la discussione odierna sul Ddl Zan che ha portato a un nulla di fatto per ora.

«Noi continueremo con iniziative informative di ogni tipo nelle piazze e a informare sulla rete i genitori e gli italiani tutti, sulla pericolosità di introdurre bavagli alle libere opinioni e di portare certe tematiche sensibili nelle classi di ogni ordine e grado. Siamo convinti che tutti i cittadini abbiano gli stessi diritti e che tutti debbano essere tutelati contro la violenza, ma siamo altresì convinti che nessuno possa introdurre la propria ideologia nella mente dei nostri figli» ha concluso Jacopo Coghe, vice presidente di Pro vita e Famiglia.

Manifattura italiana al top da 4 anni: fa meglio di Spagna, Germania e Francia
iStock
A maggio l’industria accelera, così come il mercato dell’auto I dati buoni però potrebbero spingere Bruxelles a non aiutarci.

L’industria europea ha un nuovo copione e non è quello che si recitava fino a qualche anno fa nei salotti di Bruxelles. La trama si è ribaltata senza chiedere permesso: la Germania rallenta, la Francia inciampa, la Spagna frena.

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La Meloni e Giorgetti sono sempre meno convinti di ricorrere al programma «Safe», dal quale il nostro Paese aveva prenotato 15 miliardi. Il vantaggio sul pagamento degli interessi è praticamente inesistente. E poi ci sarebbe il costo della burocrazia Ue.

Ai cantori delle virtù salvifiche per l’Italia del debito comune Ue pare essersi rotto il giocattolo tra le mani.

Infatti, per quanto riguarda il finanziamento delle spese per la difesa, è passato senza colpo ferire il termine del 31 maggio (non perentorio) per firmare l’accordo di prestito per lo strumento Safe, per il quale l’Italia aveva opzionato la somma di 14,9 miliardi.

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Piantedosi manda gli ispettori a Genova per il killer in giro col permesso scaduto
Nel riquadro Pietro Alberto Paolo Signor (iStock)
Il senegalese accusato di aver ucciso Signor non è stato espulso malgrado l’incetta di reati. Il ministro vuole vederci chiaro.

L’uccisione di Pietro Alberto Paolo Signor, il clochard in attesa di trapianto di cuore, avvenuta a Genova sabato scorso, ha sollevato una certa «attenzione», per usare un eufemismo, da parte del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

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Quegli italiani dimenticati nel 1946
Getty Images
Niente urne nella provincia di Bolzano né nella circoscrizione di Trieste, Venezia Giulia, Zara. Alessandro Urzì (Fdi): «Esclusi dalla comunità nazionale. Devono essere ricordati».

C’è una storia dimenticata attorno al 2 giugno del 1946. L’Italia è distrutta dalla guerra. Il Paese è spaccato. Diviso. Non solo perché gli italiani si sono combattuti durante una terribile guerra civile.

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