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Omotransfobia, Pro Vita & Famiglia: «La libertà non va in vacanza! Il Ddl Zan sì»

Omotransfobia, Pro Vita & Famiglia: «La libertà non va in vacanza! Il Ddl Zan sì»
Ansa

«Il rinvio a settembre della discussione al Senato del Ddl Zan sia un tempo di riflessione. Il calendario del Senato dimostra quello che dicevamo da mesi, le urgenze sono altre. E ora grazie alla sensibilizzazione portata avanti nell'opinione pubblica da parte di tutti noi impegnati per le famiglie e per i bambini, non solo l'opinione degli italiani su questa norma liberticida è cambiata, ma anche quella del Parlamento sta evolvendo. Avanti così per vincere. La libertà non va in vacanza, il ddl Zan sì» ha dichiarato Toni Brandi presidente di Pro Vita e Famiglia dopo la discussione odierna sul Ddl Zan che ha portato a un nulla di fatto per ora.

«Noi continueremo con iniziative informative di ogni tipo nelle piazze e a informare sulla rete i genitori e gli italiani tutti, sulla pericolosità di introdurre bavagli alle libere opinioni e di portare certe tematiche sensibili nelle classi di ogni ordine e grado. Siamo convinti che tutti i cittadini abbiano gli stessi diritti e che tutti debbano essere tutelati contro la violenza, ma siamo altresì convinti che nessuno possa introdurre la propria ideologia nella mente dei nostri figli» ha concluso Jacopo Coghe, vice presidente di Pro vita e Famiglia.

In mille pezzi l’Armata del campo largo. Vannacci gira a sinistra
Roberto Vannacci (Ansa)
L’opposizione parla lingue diverse e presenta quattro mozioni separate. Futuro nazionale contro il governo.

A unire le opposizioni non resta che l’esecutivo, perché sul resto pare impossibile trovare l’unità. Per il segretario dem, Elly Schlein, però, è tutto normale: «Sul Consiglio europeo è sempre stato fatto così», risponde a chi chiede perché non sia stato presentato un testo unitario sulle comunicazioni del premier, Giorgia Meloni, su Iran e Consiglio Ue. Sulla politica estera, insomma, si mostrano disuniti e lo rivendicano anche.

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«A Teheran non c’è più nulla da colpire». Trump alla ricerca di una exit strategy
Donald Trump (Ansa)
Il presidente Usa prova a rassicurare gli americani colpiti dai rincari: «Il conflitto terminerà presto». L’Fbi teme raid in California.

È una quadra non semplice quella che Donald Trump deve trovare sulla crisi iraniana: una quadra che ruota principalmente attorno alla questione petrolifera. Da una parte, secondo il Wall Street Journal, vari consiglieri del presidente americano lo stanno esortando a chiudere in fretta la faccenda, essendo preoccupati per l’aumento del prezzo del greggio: una situazione che, visto l’incremento del costo della benzina negli Stati Uniti, potrebbe avere ricadute assai problematiche per il Partito repubblicano in vista delle Midterm di novembre.

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Libano in fiamme, 800.000 sfollati. Israele: «Hezbollah servo dell’Iran»
Ansa
Oltre 600 morti per i raid Idf a Beirut. Giorgia Meloni: rivedere le regole d’ingaggio dell’Unifil.

Il ministero della Sanità libanese ha aggiornato il numero delle persone uccise dall’inizio degli attacchi delle Idf: sono 634. Parallelamente, il governo di Beirut ha fornito anche le cifre degli sfollati, arrivati a oltre 800.000. Una cifra molto significativa in un Paese che ha meno di sette milioni di abitanti.

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Il regime nasconde la Guida «fratturata»
Papa Leone XIV ha ricevuto il cardinale Dominique Joseph Mathieu, costretto a lasciare l’Iran dopo la chiusura dell’ambasciata italiana (Ansa)
Khamenei jr deve ancora mostrarsi al popolo. La spiegazione degli ayatollah: «Si è rotto un piede e ha contusioni al volto». Dall’Ue sanzioni contro funzionari e organizzazioni (ma non c’è Mojtaba). Teheran avverte: possiamo affondare le navi Usa.

Una gigantesca esplosione ha illuminato il cielo sopra Qom nel pomeriggio di ieri, mentre la campagna militare condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran continuava a intensificarsi.

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