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Omofobia Cei, Pro Vita & Famiglia: «Totale condivisione con la Cei. Italia e italiani restino liberi»

Omofobia Cei, Pro Vita & Famiglia: «Totale condivisione con la Cei. Italia e italiani restino liberi»
Il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti (Ansa)

«Accogliamo con entusiasmo la posizione dei Vescovi italiani: non serve una nuova legge. Ha ragione la Chiesa quando guarda con preoccupazione alle proposte legislative attualmente in corso di esame presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati contro i reati di omotransfobia. Sono interventi normativi che rischierebbero di aprire a derive liberticide e di introdurre reati di opinione. Uno Stato di diritto non può accettare tali pericolose conseguenze, l'Italia deve rimanere libera e la verità va sempre sostenuta con la forza della ragione come noi continueremo a fare, contro il rischio di nuove ideologie totalitarie» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus, commentando la nota stampa della Cei contro il Ddl l'omotransfobia.

«Scongiurare e contrastare ogni offesa alla persona non può significare certo limitare la libertà di ognuno di pensare ed esprimere le proprie opinioni. Le scelte educative devono rimanere svincolate da visioni ideologiche che impedirebbero poi il diritto alla critica. Le persone omosessuali e transessuali sono già giustamente tutelate dalla legge contro atti violenti, ingiuriosi o discriminatori, come tutte le altre persone, a prescindere dalle proprie tendenze sessuali» ha proseguito Pro Vita e Famiglia.

«In più - hanno concluso Brandi e Coghe - poiché non risulta esserci in Italia una "emergenza omotransfobia", cioè una diffusione allarmante di violenze o discriminazioni omotransfobiche, non si capisce proprio il senso di un'azione parlamentare in questa direzione. Dobbiamo impedire tutti insieme che la spada di Damocle della reclusione o dell'eventuale denuncia, a causa di posizioni in favore della famiglia naturale, penda sugli italiani senza alcuna ragione oggettiva».

Ordine dei giornalisti in pista dopo la gogna: «Rispettate la privacy dei bimbi del bosco»
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Raccontare le sofferenze dei piccoli Trevallion non sarebbe deontologico. Demolire la famiglia invece andava bene?

Dopo quasi sei mesi che, con cadenza pressoché quotidiana, i giornali e le reti tv raccontano i più disparati dettagli della vicenda dei tre bimbi della cosiddetta «Famiglia del bosco», l’Ordine dei giornalisti nazionale e quello dell’Abruzzo hanno preso posizione contro l’eco mediatica data agli ultimi sviluppi della vicenda.

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L’Europa può portarci al disastro. Trattare con Mosca è necessario
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Il Cremlino si sente minacciato e ha armi nucleari: non seguiamo l’Unione o finirà male.

Ho letto la trascrizione di una intervista del 26 aprile del noto giornalista Alexander Kareevsky del canale Russia-24 (per intenderci una specie di Bruno Vespa, per ruolo, stile e influenza). L’intervistato era Sergey Karaganov, politologo, professore alla Scuola Superiore di Economia di Mosca, importante consigliere in politica estera al Cremlino.

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Il comandante dello storico veliero della Marina Militare, il Capitano di Vascello Nicasio Falica, elenca le tappe del tour in Nord America appena cominciato.

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