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L’Isis terrorizza l’intero Golfo Persico. La strage in Oman «pizzino» ad Al Qaeda

L’Isis terrorizza l’intero Golfo Persico. La strage in Oman «pizzino» ad Al Qaeda
Un immagine diffusa dai social dei tre terroristi che hanno rivendicato l'attacco del 15 luglio 2024 ad una moschea sciita di Muscat
  • Lo Stato islamico ha rivendicato la carneficina in una moschea sciita a Muscat. Lanciando la lotta per la supremazia nell’area.
  • Uno dei Paesi più stabili del Medio Oriente ha paura degli attacchi kamikaze. Che rischiano di vanificare una crescita iniziata negli anni Settanta e sostenuta dall’assenza di legami della popolazione con il jihad.
  • Lo studioso statunitense Adrian Calamel: «L’organizzazione fondata da Bin Laden ha maggiore forza e può contare sull’Iran. Ma la cellula afgana del califfato è più pericolosa».

Lo speciale contiene tre articoli.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 23 aprile

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 23 aprile con Flaminia Camilletti

Trump ottimista: «Colloqui domani». I pasdaran lo gelano: «Non è stato deciso»
Donald Trump (Ansa)
Tensioni in Iran tra falchi militari e negoziatori. L’ayatollah tace. Giallo sul nuovo cessate il fuoco Usa: «Durerà tre-cinque giorni».

«Buone notizie»: secondo il New York Post, che ha scambiato alcuni messaggi con Donald Trump, i colloqui Usa-Iran potrebbero riprendere domani. O forse no: Teheran non ha ancora una posizione ufficiale. E la tregua? Sembrava dovesse essere illimitata, cioè durare fintantoché il nemico non avesse definito una proposta unitaria da presentare agli americani. Axios, però, sostiene che la proroga del cessate il fuoco concessa dal presidente durerebbe al massimo «altri tre-cinque giorni».

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FoodTalk | La pizza interpretata da un grande chef

Bruno Cefalà, chef del Rosa Grand Hotel Milano, con mano raffinata e sguardo rivolto al futuro senza dimenticare la tradizione, si misura con l'eccellenza italiana. Con ottimi risultati.

Svolta Meloni: al diavolo i vincoli Ue
Giorgia Meloni (Ansa)

Giorgia accusa Conte: «Rabbia per quei miliardi». Giorgetti: «Il mondo è cambiato e non si affronta con parametri rigidi. L’Italia è un Paese industriale, ora farà da sola: noi ministri dell’Economia siamo come medici in un ospedale da campo, non basta l’aspirina».

Giancarlo Giorgetti è un uomo prudente, che oltre a tenere a bada i conti dello Stato misura con cura le parole, parlando lo stretto necessario. Tuttavia, quello che ha detto ieri durante la conferenza stampa, al termine del consiglio dei ministri che ha approvato il Documento di finanza pubblica, era ciò che ci aspettavamo di fronte all’emergenza imposta dalla crisi energetica.

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