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Le mozzarelle di Mara, passepartout anti Meloni

Le mozzarelle di Mara, passepartout anti Meloni
Mara Carfagna (Ansa)

Gli scontri tra donne (e non solo) in Forza Italia e le stilettate scambiate tra Giorgia Meloni e Mara Carfagna sul Sud rilanciano un gossip di Palazzo: l’attuale ministro per la Coesione territoriale può diventare il «volto» elettorale di un’ipotetica grande coalizione «draghiana» per il futuro della politica italiana? Sono in molti a pensarlo. Per completare il disegno, però, sostengono i bene informati a Palazzo, serve una legge elettorale che sorregga lo schema: il proporzionale, più adatto a una coalizione da formare dopo il voto. Chi vivrà, vedrà.

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Ecco la scaletta segreta della chiusura dei Giochi

Dopo la débâcle della Rai a San Siro, Milano-Cortina saluta il mondo dall’Arena di Verona. In tv torna Bulbarelli, estromesso dall’apertura per colpa del Colle. Opera, jazz, balletto e dance, i Vip non si contano: López Moreno, Fresu, Bolle e Gabry Ponte.

Clicca qui sotto per scaricare il programma completo della cerimonia di chiusura dei Giochi invernali.

Cerimonia di chiusura Olimpiadi Milano-Cortina 2026.pdf


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I test alla famiglia del bosco li fa l’esperta che la insultava
Ansa
La dottoressa Ceccoli ha scelto come collaboratrice una giovane collega che, in precedenza, aveva pubblicato sui social alcuni post caustici verso i Trevallion. L’ennesimo caso di ostilità nella vicenda dei bimbi allontanati.

d’ufficio nominata è la dottoressa Simona Ceccoli, una psichiatra che di solito opera presso una Rsa, il presidio ospedaliero Villa Letizia a L’Aquila. I tempi fissati per la perizia sono piuttosto lunghi, 120 giorni, quattro mesi che si aggiungono a quelli che la famiglia ha già trascorso separata. Per altro, la perizia è iniziata non senza difficoltà e con rallentamenti di vario tipo. Ci sono stati problemi con il traduttore, ne era stato individuato uno che, però, aveva parecchi impegni e la data di inizio è stata slittata. Poi sono state scelte altre figure che però hanno comunque una agenda fitta, motivo per cui gli incontri non sono nemmeno troppo facili da organizzare. Insomma, non sta proprio fluendo tutto liscio.

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Zero sconti per l’agente che sporca la divisa
Ansa
«La Verità» è solidale con coloro che fanno il loro dovere e poi finiscono sotto accusa. Nell’inchiesta di Milano, tuttavia, emergono prove inquietanti contro il poliziotto. Il quale, se colpevole, non meriterà alcuna attenuante.

Come i lettori sanno, La Verità sta dalla parte delle forze dell’ordine quando queste, per aver fatto il proprio dovere, sono messe sotto accusa. Abbiamo difeso i carabinieri del caso Ramy, perché un militare che ha inseguito chi fuggiva all’alt non può finire sul banco degli imputati per «eccesso colposo nell’adempimento del proprio dovere». Né un vicebrigadiere può essere condannato per «eccesso colposo di uso legittimo dell’arma» per aver fatto fuoco contro un ladro che aveva ferito un collega. Come gli agenti in servizio antisommossa a Pisa, che respinsero i manifestanti pro-Pal che volevano forzare il cordone di polizia, è assurdo che si debbano difendere dall’accusa di «eccesso colposo di legittima difesa». In un’operazione in piazza o in un servizio in strada nessuno sa quale uso della forza proporzionato debba essere usato. Chi indaga - e a volte condanna - poliziotti e agenti per aver fatto il proprio dovere dovrebbe provare sulla propria pelle che cosa significhi confrontarsi con delinquenti o con manifestanti violenti e avere pochi istanti per reagire. Dunque, giù il cappello di fronte agli uomini in divisa, per i quali abbiamo raccolto e raccoglieremo fondi per sostenerli nei processi che dovessero subire per aver fatto rispettare la legge e aver difeso gli italiani.

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L’Ue decide sull’aborto libero e sicuro
Leone XIV (Ansa)
Bruxelles sceglierà se creare o no il fondo per finanziare i viaggi delle mamme da Paesi più restrittivi verso quelli in cui la pratica è prassi. Rinnegando i valori cristiani europei.

Mancano pochi giorni alla data in cui la Commissione europea dovrà decidere se accogliere o rigettare la proposta «My voice My choice» per un «aborto libero e sicuro», oggetto di una risoluzione del Parlamento europeo approvata a maggioranza con 358 voti su 639 (56%), il 17 dicembre scorso.

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