Dopo un mese di aprile terrificante (come per le auto), il mercato delle moto e degli scooter ha avuto un'impennata a giugno rispetto al 2019. I motivi? Fuga dai mezzi pubblici e pioggia di incentivi verdi. Milano e Torino trainano le vendite. E Piaggio corre.
Dopo un mese di aprile terrificante (come per le auto), il mercato delle moto e degli scooter ha avuto un'impennata a giugno rispetto al 2019. I motivi? Fuga dai mezzi pubblici e pioggia di incentivi verdi. Milano e Torino trainano le vendite. E Piaggio corre.Due ruote sono meglio di quattro. La pandemia ha cambiato le abitudini nei trasporti, soprattutto nelle grandi città, e con la fine del lockdown chi ha ripreso a spostarsi per lavoro preferisce farlo a bordo di uno scooter o di una moto. I vantaggi? Anche con una bassa propensione alla spesa, si evitano i mezzi pubblici, ci si muove agilmente in mezzo al traffico, non si ha il fastidio di trovare parcheggio, non si paga la Ztl e si possono anche sfruttare gli incentivi sull'elettrico in arrivo. Insomma, la ripartenza gioca a favore del settore. Lo dimostrano i numeri dell'Associazione nazionale ciclo motociclo e accessori (Ancma). Certo, aprile è stato un mese terribile (-97% delle vendite con 6.000 concessionari chiusi) come per l'automotive e anche maggio ha segnato un -10,35%, ma a giugno le due ruote hanno messo il turbo in Italia: il totale immatricolato dei veicoli sopra 50cc ha raggiunto quota 39.085 con un incremento del 37,3% che ha mitigato il crollo da inizio anno. Significativa la performance degli scooter che, con 22.229 veicoli venduti, crescono del 26,5% (a giugno 2019 l'aumento era stato di circa il 5%), mentre le moto fanno segnare un +55%, corrispondente a 16.820 unità e i ciclomotori un +9,6% e 2.568 veicoli venduti. A crescere sono stati anche gli elettrici, con un +17% (mentre nei primi sei mesi dell'anno l'aumento è del 73,9%) e una nuova spinta potrà venire dalla recente approvazione di un emendamento promosso da Ancma e finalizzato a cancellare l'obbligo di rottamazione previsto per l'acquisto con Ecobonus di una moto o di uno scooter a emissioni zero. Con la conversione in legge del decreto Rilancio sarà infatti possibile beneficiare di uno sconto del 30% sul prezzo di acquisto, che salirà fino al 40% in caso di rottamazione di un veicolo termico.Se si vanno ad analizzare le immatricolazioni città per città, le cifre confermano proprio la «nuova normalità» post lockdown soprattutto nei grandi capoluoghi come Milano che - come si vede nella tabella in pagina - ha fatto registrare a giugno 2020 un aumento dell'immatricolato degli scooter del 39% rispetto a giugno 2019, un balzo del 43,6% delle moto per un complessivo +40,8% nel segmento due ruote. Ancora più marcata la crescita (+60,3%) dell'immatricolato a due ruote (scooter più moto) di Monza-Brianza, area da cui arrivano i pendolari verso il capoluogo lombardo. Torino spicca con un complessivo +62,1%, mentre a Roma l'aumento è meno evidente (+2,9%): a giugno 2020 sono stati infatti immatricolati 1516 scooter rispetto ai 1698 del giugno 2019 con un calo del 10,7% ma le moto sono aumentate del 34,6% da 728 a 980. Il motivo? Forse perché la maggior parte dei romani che lavora nella Capitale sono dipendenti statali che hanno continuato lo smart working anche il mese scorso. A brindare a questi numeri di giugno è soprattutto Piaggio considerando che il mercato italiano delle due ruote pesa per circa l'11% sul suo fatturato. Non a caso ieri il titolo ha messo a segno un balzo del 4,2% a 2,2 euro in Piazza Affari. Il gruppo presieduto da Roberto Colaninno svelerà i dati sulle vendite del semestre a fine luglio ma il mercato scommette già su una ripresa a tutto gas. Secondo gli analisti di Banca Imi il ciclo di sostituzione dei mezzi ha ripreso il suo trend di crescita a due cifre mostrato prima del lockdown, spiegano gli esperti, che si aspettano buoni numeri anche per i mercati francese e tedesco. Anche Equita Sim cita il «positivo rimbalzo delle vendite» del mercato delle due ruote «in Italia» e in Spagna (+13% anno su anno). «Grazie al solido giugno, il secondo trimestre chiude sostanzialmente in linea con il primo, registrando dunque un calo complessivo del 22%. Il mercato italiano di giugno ha beneficiato di un giorno lavorativo in più rispetto al giugno 2019», commentano gli analisti. «Le forti immatricolazioni di giugno» in Italia «sono di deciso sostegno all'equity story di Piaggio, in quanto confermano i primi trend positivi visti a maggio, quando era stato allentato il lockdown in Italia», sottolineano, infine, gli esperti di Mediobanca Securities, che si aspettano che nel mese scorso la performance sia stata simile in Francia. «Questo dovrebbe limitare il calo complessivo sul mercato europeo nel 2020». Nel frattempo, ieri Piaggio ha annunciato di avere sottoscritto un contratto di finanziamento con Monte dei Paschi e Cassa depositi e prestiti (in pari quota), del valore di 60 milioni di euro. La nuova linea di credito supporterà l'azienda nel piano di investimenti nel settore della ricerca e dello sviluppo di innovative soluzioni tecnologiche e di prodotto, finalizzati all'incremento della gamma prodotti scooter, moto e veicoli commerciali e rafforzerà ulteriormente la struttura finanziaria del gruppo.
Un frame del video dell'aggressione a Costanza Tosi (nel riquadro) nella macelleria islamica di Roubaix
Giornalista di «Fuori dal coro», sequestrata in Francia nel ghetto musulmano di Roubaix.
Sequestrata in una macelleria da un gruppo di musulmani. Minacciata, irrisa, costretta a chiedere scusa senza una colpa. È durato più di un’ora l’incubo di Costanza Tosi, giornalista e inviata per la trasmissione Fuori dal coro, a Roubaix, in Francia, una città dove il credo islamico ha ormai sostituito la cultura occidentale.
Scontri fra pro-Pal e Polizia a Torino. Nel riquadro, Walter Mazzetti (Ansa)
La tenuità del reato vale anche se la vittima è un uomo in divisa. La Corte sconfessa il principio della sua ex presidente Cartabia.
Ennesima umiliazione per le forze dell’ordine. Sarà contenta l’eurodeputata Ilaria Salis, la quale non perde mai occasione per difendere i violenti e condannare gli agenti. La mano dello Stato contro chi aggredisce poliziotti o carabinieri non è mai stata pesante, ma da oggi potrebbe diventare una piuma. A dare il colpo di grazia ai servitori dello Stato che ogni giorno vengono aggrediti da delinquenti o facinorosi è una sentenza fresca di stampa, destinata a far discutere.
Mohamed Shahin (Ansa). Nel riquadro, il vescovo di Pinerolo Derio Olivero (Imagoeconomica)
Per il Viminale, Mohamed Shahin è una persona radicalizzata che rappresenta una minaccia per lo Stato. Sulle stragi di Hamas disse: «Non è violenza». Monsignor Olivero lo difende: «Ha solo espresso un’opinione».
Per il Viminale è un pericoloso estremista. Per la sinistra e la Chiesa un simbolo da difendere. Dalla Cgil al Pd, da Avs al Movimento 5 stelle, dal vescovo di Pinerolo ai rappresentanti della Chiesa valdese, un’alleanza trasversale e influente è scesa in campo a sostegno di un imam che è in attesa di essere espulso per «ragioni di sicurezza dello Stato e prevenzione del terrorismo». Un personaggio a cui, già l’8 novembre 2023, le autorità negarono la cittadinanza italiana per «ragioni di sicurezza dello Stato». Addirittura un nutrito gruppo di antagonisti, anche in suo nome, ha dato l’assalto alla redazione della Stampa. Una saldatura tra mondi diversi che non promette niente di buono.
Nei riquadri, Letizia Martina prima e dopo il vaccino (IStock)
Letizia Martini, oggi ventiduenne, ha già sintomi in seguito alla prima dose, ma per fiducia nel sistema li sottovaluta. Con la seconda, la situazione precipita: a causa di una malattia neurologica certificata ora non cammina più.
«Io avevo 18 anni e stavo bene. Vivevo una vita normale. Mi allenavo. Ero in forma. Mi sono vaccinata ad agosto del 2021 e dieci giorni dopo la seconda dose ho iniziato a stare malissimo e da quel momento in poi sono peggiorata sempre di più. Adesso praticamente non riesco a fare più niente, riesco a stare in piedi a malapena qualche minuto e a fare qualche passo in casa, ma poi ho bisogno della sedia a rotelle, perché se mi sforzo mi vengono dolori lancinanti. Non riesco neppure ad asciugarmi i capelli perché le braccia non mi reggono…». Letizia Martini, di Rimini, oggi ha 22 anni e la vita rovinata a causa degli effetti collaterali neurologici del vaccino Pfizer. Già subito dopo la prima dose aveva avvertito i primi sintomi della malattia, che poi si è manifestata con violenza dopo la seconda puntura, tant’è che adesso Letizia è stata riconosciuta invalida all’80%.






