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2023-12-08
«Il mondo dietro di te», un cast stellare per il film apocalittico in streaming su Netflix
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«Il mondo dietro di te» (Netflix)
La pellicola diretta da Sam Esmail, realizzata a partire dall'omonimo romanzo, ha come protagonisti Julia Roberts, Mahershala Alì ed Ethan Hawke ed è disponibile sulla piattaforma streaming da oggi venerdì 8 dicembre.
Il mondo dietro di te, così come Rumaan Alam l’ha scritto, prima del Coronavirus, prima che un panico generalizzato paralizzasse il mondo, non è stato un granché. La critica, in buona parte, ne ha tessuto le lodi, esaltandolo come capolavoro capace di indagare certe questioni care agli esistenzialisti. Ma il pubblico, che di ogni romanzo dovrebbe essere il più importante fra i destinatari, non ha trovato tutta questa bellezza fra le pagine del libro. Di un libro lento, dove l’azione è stata concentrata nei primi capitoli, fra premesse a tratti banali. Una famiglia, due figli, l’esigenza di scappare lontano da New York, dalla metropoli, dai ritmi di una vita forsennata. E, poi, Long Island, un angolo remoto dove la natura è tanto fitta da rendere pressoché impossibile ogni interazione con la tecnologia. Amanda e Clay, nello scritto di Alam, hanno usato Airbnb per affittare la casa più sperduta che Long Island potesse offrire loro. Ci si sono trasferiti con i figli adolescenti, hanno chiuso la porta e sospirato di sollievo pensando alla settimana a venire: alle vacanze, alla quiete di un luogo dove i telefoni non suonano e la televisione riceve male. Doveva essere un idillio. Ma, come generalmente accade al principio di un horror, le cose, la vita ha preso un’altra piega. Alla porta di Amanda e Clay, nel pieno di una notte silenziosa, hanno bussato due vecchi. Hanno giurato loro di essere i legittimi proprietari della casa, scappati da New York per via di un improvviso black out e, così dicendo, hanno messo in moto un meccanismo che, nel libro, si è rivelato puramente metafisico. Congetture, speculazioni, intere pagine spese per dare voce e sostanza ai dubbi che ogni uomo avrebbe di fronte all’ignoto. Il mondo dietro di te, così come Rumaan Alam lo ha scritto, si è vestito da thriller per fare poi filosofia e crollare, deboluccio, sul finale. Ma un film, da venerdì 8 dicembre, dovrebbe rimediare alle fragilità della carta.
Il mondo dietro di te, con Sam Esmail a dirigere, è il film che Netflix ha realizzato a partire dal romanzo. Un film apocalittico, con un cast di stelle. Amanda ha il viso tirato di Julia Roberts, Clay quello di Ethan Hawke. Gli anziani del libro sono stati trasposti in corrispettivi più giovani: un padre, Mahershala Alì, e sua figlia, Myha’la. Long Island è rimasta tale, e così le premesse. Ma, dove Alam ha fatto sofismi, Netflix ha portato azione. Il mondo dietro di te, nella sua versione cinematografica, ha costruito sugli esistenzialismi dello scrittore un impianto più solido: un dramma da fine del mondo, in cui la tecnologia sembra ribellarsi all’uomo minandone la sopravvivenza. Gli animali scappano, gli aerei cadono. Le Tesla si ammucchiano l’una sull’altra, incapaci di spostarsi secondo la rotta che il computer di bordo dovrebbe garantire. Julia Roberts non ha il sorriso largo cui le tante commedie hanno abituato il pubblico. È spaventata, pallida, incapace di raccontare ai figli cosa stia accadendo al mondo. E, di tutto lo scrivere per ipotesi e immagini, per luoghi comuni, una sola domanda sembra essere rimasta in piedi: «Ci si può fidare l’uno dell’altro?».
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La pellicola diretta da Sam Esmail, realizzata a partire dall'omonimo romanzo, ha come protagonisti Julia Roberts, Mahershala Alì ed Ethan Hawke ed è disponibile sulla piattaforma streaming da oggi venerdì 8 dicembre.Il mondo dietro di te, così come Rumaan Alam l’ha scritto, prima del Coronavirus, prima che un panico generalizzato paralizzasse il mondo, non è stato un granché. La critica, in buona parte, ne ha tessuto le lodi, esaltandolo come capolavoro capace di indagare certe questioni care agli esistenzialisti. Ma il pubblico, che di ogni romanzo dovrebbe essere il più importante fra i destinatari, non ha trovato tutta questa bellezza fra le pagine del libro. Di un libro lento, dove l’azione è stata concentrata nei primi capitoli, fra premesse a tratti banali. Una famiglia, due figli, l’esigenza di scappare lontano da New York, dalla metropoli, dai ritmi di una vita forsennata. E, poi, Long Island, un angolo remoto dove la natura è tanto fitta da rendere pressoché impossibile ogni interazione con la tecnologia. Amanda e Clay, nello scritto di Alam, hanno usato Airbnb per affittare la casa più sperduta che Long Island potesse offrire loro. Ci si sono trasferiti con i figli adolescenti, hanno chiuso la porta e sospirato di sollievo pensando alla settimana a venire: alle vacanze, alla quiete di un luogo dove i telefoni non suonano e la televisione riceve male. Doveva essere un idillio. Ma, come generalmente accade al principio di un horror, le cose, la vita ha preso un’altra piega. Alla porta di Amanda e Clay, nel pieno di una notte silenziosa, hanno bussato due vecchi. Hanno giurato loro di essere i legittimi proprietari della casa, scappati da New York per via di un improvviso black out e, così dicendo, hanno messo in moto un meccanismo che, nel libro, si è rivelato puramente metafisico. Congetture, speculazioni, intere pagine spese per dare voce e sostanza ai dubbi che ogni uomo avrebbe di fronte all’ignoto. Il mondo dietro di te, così come Rumaan Alam lo ha scritto, si è vestito da thriller per fare poi filosofia e crollare, deboluccio, sul finale. Ma un film, da venerdì 8 dicembre, dovrebbe rimediare alle fragilità della carta.Il mondo dietro di te, con Sam Esmail a dirigere, è il film che Netflix ha realizzato a partire dal romanzo. Un film apocalittico, con un cast di stelle. Amanda ha il viso tirato di Julia Roberts, Clay quello di Ethan Hawke. Gli anziani del libro sono stati trasposti in corrispettivi più giovani: un padre, Mahershala Alì, e sua figlia, Myha’la. Long Island è rimasta tale, e così le premesse. Ma, dove Alam ha fatto sofismi, Netflix ha portato azione. Il mondo dietro di te, nella sua versione cinematografica, ha costruito sugli esistenzialismi dello scrittore un impianto più solido: un dramma da fine del mondo, in cui la tecnologia sembra ribellarsi all’uomo minandone la sopravvivenza. Gli animali scappano, gli aerei cadono. Le Tesla si ammucchiano l’una sull’altra, incapaci di spostarsi secondo la rotta che il computer di bordo dovrebbe garantire. Julia Roberts non ha il sorriso largo cui le tante commedie hanno abituato il pubblico. È spaventata, pallida, incapace di raccontare ai figli cosa stia accadendo al mondo. E, di tutto lo scrivere per ipotesi e immagini, per luoghi comuni, una sola domanda sembra essere rimasta in piedi: «Ci si può fidare l’uno dell’altro?».
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Il Fuorisalone diventa banco di prova per il 5G di nuova generazione. In occasione dell’edizione 2026 della Milano Design Week, Iliad sceglie di portare sul campo il 5G Standalone, la versione più avanzata della tecnologia mobile, applicandola a uno degli aspetti più critici degli eventi ad alta affluenza: la gestione degli accessi.
L’operatore, presente come partner tecnico della manifestazione, mette a disposizione la propria infrastruttura per supportare le procedure di check-in e accredito in alcuni eventi selezionati del circuito. Un utilizzo concreto, pensato per dimostrare come la rete possa reggere l’impatto di migliaia di utenti connessi contemporaneamente, tra ingressi, consultazione di informazioni e condivisione di contenuti.
Il sistema ruota attorno al Fuorisalone Passport, il passaporto digitale promosso da Fuorisalone.it: una registrazione unica che consente ai visitatori di ottenere un QR Code personale e accedere agli eventi della Brera Design Week. L’obiettivo è semplificare l’esperienza, evitando code e rallentamenti soprattutto nei momenti di maggiore affluenza.
Ed è proprio su questo punto che entra in gioco il 5G Standalone. A differenza delle reti 5G tradizionali, ancora appoggiate all’infrastruttura 4G, la versione «standalone» funziona in modo autonomo: lo smartphone comunica direttamente con l’antenna 5G. Un passaggio che si traduce in tempi di risposta più rapidi e maggiore capacità di gestione dei dispositivi connessi.
Nel contesto del Fuorisalone, questo significa check-in quasi istantanei e sistemi di accredito che restano stabili anche sotto pressione, quando migliaia di persone accedono contemporaneamente agli eventi.
Per Iliad si tratta di un ulteriore passo nel percorso avviato nel 2018, anno di ingresso nel mercato italiano, accompagnato da investimenti superiori ai 4 miliardi di euro per costruire una rete mobile nazionale. Dopo il lancio del Wi-Fi 7 nel 2025, l’operatore introduce ora anche il 5G Standalone, posizionandosi tra i primi in Italia a farlo.
Al di là del caso specifico, la tecnologia promette applicazioni più ampie: dalla realtà aumentata al cloud gaming, fino alle videochiamate in altissima definizione, con connessioni più stabili anche in ambienti affollati. Tra le funzionalità chiave c’è il cosiddetto network slicing, che permette di «ritagliare» porzioni di rete dedicate a servizi specifici, ottimizzando prestazioni e affidabilità senza incidere sul traffico generale.
Un test su scala reale, dunque, che punta a trasformare un evento complesso come il Fuorisalone in un laboratorio a cielo aperto per le reti del futuro.
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