Stasera Ligabue parte con il tour dall’Arena di Milano sotto indagine

Il 26 aprile 2023 Giancarlo Tancredi scrive al sindaco di Milano, Giuseppe Sala, una frase che oggi, alla luce dell’istruttoria della Corte dei Conti sugli extracosti dell’Arena Santa Giulia, assume un significato più ampio del suo tenore tecnico: «Certo che senza Arena olimpica l’accordo di programma va rivisto. Difficile considerare l’Arena privata non in Sl. Nell’accordo le premesse fanno esplicito riferimento ai Giochi olimpici. E anche nella difesa ai ricorsi Forumnet».
Il messaggio è breve, ma contiene già tutti i nodi della vicenda: l’Arena, l’accordo di programma, la sua natura formalmente privata, il computo urbanistico della superficie lorda (Sl), i ricorsi. Soprattutto contiene una consapevolezza amministrativa: senza l’Arena olimpica, secondo Tancredi, l’intero accordo urbanistico di Santa Giulia avrebbe dovuto essere rivisto. Di chat agli atti ce n’è anche un’altra, del 13 gennaio 2024. Tancredi informa Sala che, insieme al direttore generale Christian Malangone, aveva incontrato gli operatori di Santa Giulia sul tema delle bonifiche: un problema definito «non banale».
Non è un dettaglio. Perché oggi la Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia indaga sull’ipotesi di danno erariale legata agli extracosti dell’impianto, coperti con finanziamenti pubblici per oltre 130 milioni di euro. Ieri la Guardia di finanza ha acquisito documenti negli uffici del Comune di Milano, in particolare nella Direzione generale di Palazzo Marino. Allo stato, si tratta di un’istruttoria contabile: non risultano fronti penali aperti sulla vicenda specifica. E non c’è alcun sequestro. Tanto che stasera Luciano Ligabue inaugurerà l’impianto con La prima notte - Music opening ceremony. L’Arena apre al pubblico con il primo concerto proprio mentre la Corte dei Conti verifica se una parte dei suoi costi sia finita a carico dei cittadini.
La domanda della magistratura contabile è semplice: perché il pubblico ha coperto gli extracosti di un’opera nata come privata? E quei finanziamenti hanno pagato veri obblighi pubblici - tempi olimpici, prescrizioni funzionali, disponibilità dell’impianto - oppure una parte del rischio d’impresa che spettava al privato?
Per capirlo bisogna tornare alla formula originaria: Arena privata, ma di interesse pubblico. L’impianto doveva ospitare l’hockey maschile delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi, dentro il più ampio assetto urbanistico Montecity-Rogoredo. L’obbligo di costruirlo era del privato, ma la funzione era pubblica. È qui che si inserisce la chat di Tancredi: se l’Arena era «difficile» da considerare privata e fuori dalla Sl e se senza di essa «l’accordo di programma va rivisto», allora l’impianto non era un corpo separato, ma una condizione dell’equilibrio complessivo di Santa Giulia.
Forumnet, società proprietaria del Forum di Assago, aveva contestato nei ricorsi contro l’Arena Santa Giulia la qualificazione dell’impianto come attrezzatura di interesse pubblico, le agevolazioni riconosciute agli operatori e l’impatto su viabilità e parcheggi. Dietro i ricorsi c’è anche una partita di mercato: due grandi arene nell’area milanese si contenderanno gli stessi concerti, gli stessi eventi sportivi e gli stessi flussi di pubblico. Ma se l’Arena era strategica ai Giochi, come stabilito dal Consiglio di Stato, resta da stabilire quanto il pubblico potesse pagare quando il privato ha denunciato l’aumento dei costi. Secondo le ricostruzioni, Evd Milan srl, gruppo Eventim, avrebbe chiesto 134 milioni di extracosti; gli uffici comunali avrebbero stimato una cifra molto più bassa, poco sopra i 50 milioni. È su questa forbice che lavora la Corte dei Conti.
Il sindaco ha governato la stagione olimpica e urbanistica di Milano. E proprio ieri, nel giorno delle acquisizioni, ha detto alla Corte dei Conti della Lombardia: «Il pubblico deve dare le regole e il privato che vuole partecipare deve fare il suo interesse». Santa Giulia sarà il banco di prova: stabilire se il Comune abbia davvero governato il rapporto con il privato o se abbia finito per coprire con soldi pubblici costi che dovevano restare a carico dell’operatore.






