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Mezza Europa surclassa gli aiutini di Conte

Un paper del Senato illustra le misure anticrisi di Francia, Germania e Spagna. Il paragone con noi è impietoso: Parigi ha mobilitato il 2% del Pil, Madrid ha offerto 100 miliardi di garanzie, Berlino ne ha stanziati 1.100. Qui i lavoratori non hanno visto ancora un soldo.

No, non è un pericoloso covo di sovranisti, né una cellula clandestina di scatenati oppositori di Giuseppi a certificare l'assoluta inadeguatezza delle ricette anti emergenza del governo italiano, ma un documentato e rigoroso paper del Servizio studi del Senato che, in una logica di analisi comparata, mette a confronto le misure socioeconomiche (oltre a quelle sanitarie) adottate in queste settimane da Francia, Germania e Spagna. Inutile dire che l'Italia ne esce come fanalino di coda.

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Trattati traditi, Bruxelles è da denunciare
Ursula von der Leyen (Ansa)
Le norme istitutive sancivano la garanzia di approvvigionamento. Ma in 30 anni l’Ue ha ottenuto solo un balzo dei prezzi del 35%.

L’allarme per la crisi energetica non accenna a diminuire. Lo Stretto di Hormuz è ancora bloccato e i prezzi di gasolio e benzina sono elevati, mentre i governi cercano di evitare il contagio inflazionistico abbassando le tasse sull’energia

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L’Ue parla di dramma ma non fa nulla: il Patto di stabilità resta intoccabile
Giancarlo Giorgetti e Valdis Dombrovskis (Ansa)
Muro di Dombrovskis al pressing di Giorgetti: «Usare flessibilità già prevista». Eppure l’allarme sulle forniture arriva anche dal commissario all’Energia. Lagarde intanto avvisa: inflazione su dello 0,2% con Ets2 nel 2028.

Anche se in ritardo, la Commissione europea ora riconosce che la guerra nel Golfo, con il blocco dello stretto di Hormuz, sta portando il Vecchio Continente verso una crisi senza precedente, in una spirale di recessione e inflazione.

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Attentati a Trump? «Niente di che». Le voci su Putin, invece, oro colato
(Getty Images)
Ieri neanche un rigo sugli spari fuori dalla Casa Bianca. Ma grandi retroscena sullo zar.

Sui giornaloni, nei talk show frequentati dalla sinistra di lotta e tacco dodici come Silvia Salis, che snobba il vecchio scarpone degli alpini e calza solo Manolo Blahnik, ci sono due manifestazioni del male assoluto: Donald Trump e Vladimir Putin. Ma il primo è assai più pernicioso dell’altro.

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Trump inguaia Rubio attaccando Leone. In mezzo c’è Parolin
Marco Rubio (Ansa)
Il Papa replica: «Annuncio il Vangelo». L’obiettivo del tycoon non è minare la missione del suo uomo: è il segretario di Stato.

Torna a salire la tensione tra Casa Bianca e Santa Sede. Donald Trump ha infatti di nuovo criticato Leone XIV. «Il Papa preferirebbe parlare del fatto che per l’Iran va bene avere un’arma nucleare, e non credo che questo sia un bene», ha dichiarato, per poi aggiungere: «Penso che stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone».

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