Marcia per la vita: «L'epoca buia sono questi 41 anni dall'approvazione della legge 194» - La Verità
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Marcia per la vita: «L'epoca buia sono questi 41 anni dall'approvazione della legge 194»

Ansa

«Ma quale medioevo. L'epoca buia sono questi 41 anni dall'approvazione della legge 194. Mancano all'appello 6 milioni di vite. Frullare i bambini non é un diritto e il medico é fatto per curare non per uccidere. Ministro Grillo ma non si vergogna a parlare in quel modo?» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe organizzatori del Congresso di Verona in risposta alle ultime dichiarazioni sull'aborto del ministro della Salute Giulia Grillo. «Oggi è stata una piazza festosa piena di famiglie e vita, da qui può ripartire il futuro dell'Italia» hanno concluso Brandi e Coghe.

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I caduti del sabato sono i nostri figli abbandonati in un Paradiso artificiale

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Nell'indifferenza generale, il cocktail droga, alcol e rabbia sta decimando una generazione: 194 i morti dall'inizio dell'anno. Gli adulti d'altra parte non propongono nulla, men che meno il significato del vivere.
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Ragazzini schedati dal Comune rosso. Profili abbandonati in un armadio

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Consigliere leghista trova centinaia di diagnosi psicologiche lasciate incustodite. Nei documenti, giudizi sferzanti sui bimbi.
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L’Ordine dei medici: «Non daremo la morte»

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Si allarga la rivolta dei camici bianchi contro l'eutanasia. La federazione nazionale Fnomceo: «Noi dottori non abbandoneremo mai il paziente, assicureremo cure palliative fino alla sedazione profonda, ma non compiremo l'atto fisico di porre fine alla vita».
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La nuova aberrazione arcobaleno: essere mamma e al contempo papà

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Assurda vicenda a Como. Un uomo cambia sesso e si unisce civilmente a un'altra donna. Poi la ingravida con il seme congelato prima della trasformazione. E vuole il riconoscimento dal Comune anche come padre.
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Brandi e Coghe: «In Umbria per la firma del manifesto in difesa dei valori della Vita e della Famiglia»

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«Come co-organizzatori domani, giovedì 17 ottobre, saremo a Perugia con Meloni, Salvini e Berlusconi, e chiederemo al candidato Presidente della Regione di sottoscrivere il Manifesto Valoriale per la famiglia. Poi toccherà ai consiglieri regionali, ma solo dopo l'adesione del candidato Presidente. Per noi di Pro Vita & Famiglia e del Congresso Mondiale delle Famiglie proteggere Famiglia e Vita sono priorità da cui dipende il nostro voto. Questi valori sono imprescindibili per il futuro della società. Riaffermare una visione della dignità della persona significa tornare a uno Stato che pensi al bene comune e non agli interessi o desideri dei singoli» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita & Famiglia prima dell'incontro di domani 17 ottobre a Perugia che verrà preceduto da una conferenza stampa.

«Il nostro candidato, come ha già detto il leader del Family Day Massimo Gandolfini, deve essere contro la legge omofobia, l'utero in affitto, il suicidio assistito e l'eutanasia e la legalizzazione delle droghe leggere. Dalla firma della legge regionale in Umbria sull'omofobia il centrosinistra si è posto contro i nostri valori e ormai è chiaro che non può rappresentare un'opzione da prendere in considerazione», hanno concluso Brandi e Coghe.

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Tutti gridano che Bibbiano è un bluff. Ma in Piemonte riesaminano gli affidi

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Da Pierfrancesco Majorino all'Huffington Post, le parole dei giudici minorili vengono usate per difendere i servizi sociali. Intanto, a Torino, il Garante nominato dalla sinistra chiede che siano passati al vaglio tutti gli allontanamenti.
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Via libera al matrimonio transgender

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Si sono sposati nel 2016, poi hanno deciso entrambi di cambiare sesso. Secondo il giudice le loro nozze sono ancora valide e i documenti vanno adeguati. Gli attivisti festeggiano: «Sentenza storica, ha vinto l'amore».
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Il tribunale minorile non assolve Bibbiano ma la politica fa finta che vada tutto bene

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Il presidente bolognese parla chiaro: il sistema degli assistenti sociali va rivisto. Però gli amministratori pensano solo a negare.
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La Consulta decide sui bimbi con due madri

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Domani la Corte costituzionale stabilirà se l'accademica Giulia Geymonat e sua moglie possono essere registrate entrambe come genitrici del piccolo Paolo, concepito in Danimarca. Una sentenza positiva darebbe il via libera al mercato della vita.