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Macron usa il Covid per non perdere l'Eliseo

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Macron usa il Covid per non perdere l'Eliseo
Emmanuel Macron (Ansa)

Stando alle ultime indagini demoscopiche pubblicate da vari istituti prima di Natale, i risultati del primo turno potrebbero assomigliare ai seguenti: l'attuale presidente della Repubblica in testa con il 22-24% di voti; la candidata della destra moderata Valérie Pécresse con circa 17-20%, Marine Le Pen, attorno al 16-18% ed Eric Zemmour al 13-15%. Dietro i candidati delle sinistre con in testa Jean-Luc Melenchon al 10-11%, l’ecologista Yannick Jadot e il sindaco socialista di Parigi, Anne Hidalgo, rispettivamente al 6-7% e al 3-4%.

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L’Est «pro Ue» ora prende a sberle l’Unione
Il Presidente della Bulgaria Rumen Radev (Ansa)

  • In Romania, dopo le presidenziali annullate, il governo amico è in crisi per l’austerity. La Bulgaria, da poco entrata nell’euro, vota un filorusso. E Magyar tiene la linea Orbán. In Aula passa il maxi bilancio, ma Fdi si astiene: «Poco contro l’immigrazione».
  • I deputati spalleggiano la Commissione. Bongiorno (Lega) rilancia la sua proposta.

Lo speciale contiene due articoli.

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L’ultima sbandata di Landini sull’auto: «Solo la Cina può salvare l’Italia»
Maurizio Landini (Ansa)
Per la Cgil gli asiatici portano innovazione. Zero accenni al dumping su diritti e welfare.

Che la Cgil si fosse innamorata della Cina l’avevamo capito qualche giorno fa, quando il segretario piemontese Giorgio Airaudo (non uno qualsiasi, ma una colonna storica dei metalmeccanici rossi), di ritorno da un viaggio a Pechino e dintorni, aveva sentenziato giubilante: «Lì è il futuro dell’industria, Cirio (il governatore ndr) proponga Mirafiori (lo stabilimento di Torino ndr) ai cinesi».

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Approvato il decreto Lavoro. Confermati i bonus per chi assume donne e giovani, con particolare attenzione al Sud. Salta la misura per l’adeguamento delle retribuzioni. Stretta sul caporalato digitale. Meloni: «Incentivi soltanto in presenza di paghe adeguate».

Basta salari inadeguati e contratti pirata. Il governo accelera sul decreto Primo maggio con nuove misure contro lo sfruttamento del lavoro e intermediazione illecita tramite piattaforme digitali.

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Nel braccio di ferro con l’Unione il nostro punto debole è il Superbonus
Giuseppe Conte (Ansa)
Per uno 0,1% il rapporto deficit/Pil non è in regola (3,1%) con l’Europa. Ed è stato il cavallo di battaglia di Conte ad affossarci. A certificarlo ci pensano l’Istat, i giudici contabili e l’Ufficio parlamentare di bilancio.

Il Superbonus torna in scena. Non che se ne fosse mai andato davvero. Entra fra i protagonisti scomodi. Entra nel pieno del dibattito sul Documento di finanza pubblica. Cioè l’anticamera della prossima legge di Bilancio. L’ultima prima delle elezioni. Quella che il governo non può permettersi di sbagliare.

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