Senza insegnanti e senza banchi ma il governo la chiama scuola

Non ci sono i banchi, non ci sono gli insegnanti, ma la chiamano scuola. Sì, il bilancio del primo giorno di lezione in 13 regioni su 20 (sette hanno deciso di rinviare l'apertura degli istituti) può essere sintetizzato così. Gli studenti hanno fatto il loro ingresso nelle aule, come da previsioni, ma spesso le hanno trovate deserte, perché i docenti non c'erano. Un dato preciso di quanti ne manchino non esiste, perché il ministero, onde evitare la rappresentazione di una débâcle, si è ben guardato dal fornirlo. Tuttavia, per capire quale sia la situazione sono sufficienti i resoconti in alcune aree.

Ansa
La titolare del Viminale, al processo contro il leader leghista per il caso Gregoretti, spiega che le navi che trasportano migranti sono state fatte attendere in mare anche dal Conte bis, per pressare l'Europa.
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Più che un partito liquido, come si teorizzava anni fa che dovesse essere, il Pd si sta rivelando un partito in liquefazione, anzi: in liquidazione. Il problema non sono solo gli scontri interni, che hanno indotto il suo segretario a trarre le conseguenze, cioè a dimettersi, con la motivazione che all'interno del partito «ormai si parla solo di poltrone». L'addio improvviso di Nicola Zingaretti certo è un segnale di ciò che sta accadendo e del clima che si registra in quello che un tempo era il grande contenitore della sinistra.

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