L'Italia patria dell'aperitivo ora si abbuffa di happy hour

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L'Italia patria dell'aperitivo ora si abbuffa di happy hour
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  • Da Ippocrate al conte Negroni passando per il palazzo di Cnosso e la bottega di un tal signor Carpano. L'aperitivo non è cosa banale, né modaiola: è un pezzo di storia mediterranea e sicuramente un segno dell'italianità. Che ha pure precisissime e rigide regole di galateo.
  • Italia che vai brindisi che trovi. Nel Nord Est è il trionfo del Prosecco e dello Spritz. In Emilia vincono i cocktail con il rum e i liquori. Al Sud imperdibili i rosati.
  • Identikit del bicchiere dei millennials. Se non si condivide sui social non esiste. Fotografarlo e pubblicarlo su Instagram è diventato più importante del bere in compagnia.
  • Ogni bevuta è differente. Come scegliere tra alcolici e analcolici e non perdersi nella «giungla» delle liste dei bar.
  • Il bon ton a tavola. Per il pre cena perfetto servono due regole: cibi piccoli che si possano gustare in un boccone e i cocktail devono essere preparati dal padrone di casa.
  • Ecco la guida dedicata alla Sicilia: dove andare per godersi il vero cibo.

Lo speciale contiene sei articoli e una gallery fotografica.

Stone delude gli eco-conformisti: «Ecco il mio film per il nucleare»
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Il regista di Platoon alla Mostra del cinema di Venezia con un documentario in favore dell’atomo: «È la soluzione più realistica delle difficoltà che ora affrontiamo nella produzione di energia pulita».
Brasillach critico cinematografico: quando i «dreamers» di Bertolucci erano fascisti
Robert Brasillach

Un recente saggio ricostruisce la passione per il cinema dello scrittore francese, noto per la sua simpatia nei confronti dell’Asse, e i cineforum degli anni Trenta, simili a quelli del Sessantotto ma orientati in tutt’altro senso.

Lezione dagli Usa: green non è sempre suicida
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Il Senato americano approva un pacchetto sulla transizione ecologica. Ci sono soldi alle rinnovabili, ma anche nuovi terreni per gas e petrolio. E, prima di puntare sulle auto elettriche, si potenzia la produzione interna per non favorire la Cina.
I dati mostrano che la corsa dei prezzi del gas ha spinto le fonti inquinanti nonostante la retorica verde. Le rinnovabili coprono appena il 7% dei consumi mondiali.
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