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L’attentatore afgano collaborò con la Cia

L’attentatore afgano collaborò con la Cia
  • Trasferito negli Stati Uniti durante l’amministrazione di Joe Biden, ha ottenuto il permesso d’asilo soltanto lo scorso aprile. È l’ennesima falla nella sicurezza dell’era dem. The Donald è furioso e pensa a una stretta sugli ingressi e a una riforma dei servizi.
  • Il ritiro Usa ha portato con sé il caos. E pure giovani che ora si stanno radicalizzando.

Lo speciale contiene due articoli

«Attacco mirato». Così le autorità hanno definito l’aggressione contro due soldati della Guardia nazionale, avvenuta mercoledì nei pressi della Casa Bianca. Le vittime - Sarah Beckstrom di 20 anni e Andrew Wolfe di 24 anni - hanno subito dei colpi d’arma da fuoco e, nel momento in cui La Verità andava in stampa ieri sera, versavano in condizioni critiche. Ferito, sebbene non in pericolo di vita, è rimasto anche l’attentatore, che è al momento ricoverato in custodia cautelare. Si tratta Rahmanaullah Lakanwal: un ventinovenne afghano, che, secondo il Dipartimento per la sicurezza interna, è entrato negli Stati Uniti a settembre 2021 attraverso «Allies Welcome», un’operazione di accoglienza per i rifugiati afgani avviata dall’amministrazione Biden a seguito della caduta di Kabul, avvenuta ad agosto di quello stesso anno. Secondo Reuters, Lakanwal avrebbe successivamente presentato domanda di asilo a dicembre 2024: asilo che gli sarebbe stato alla fine concesso lo scorso aprile.

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Clamoroso: il tribunale dell'Aquila vieta alla garante dell'infanzia di visitare la famiglia nel bosco accompagnata da esperti imparziali. L'ennesimo smacco ai Trevallion.

Un report dell’Africa Center for Strategic Studies disegna la strategia per introdurre l’intelligenza artificiale nelle forze armate africane. Dalla lotta al terrorismo ai droni autonomi, fino alla guerra dei dati: il continente diventa il nuovo terreno della sicurezza algoritmica.

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Dimmi La Verità | Gianluigi Paragone: «Il governo faccia in fretta contro i rincari di gas e benzina»

Ecco #DimmiLaVerità dell'11 marzo 2026. Il nostro Gianluigi Paragone spiega perché il governo deve muoversi in fretta contro i rincari dei prezzi di gas e benzina.

Torna il Lombardo-Veneto: patto sulle imprese
Guido Guidesi e Massimo Bitonci
Gli assessori regionali Bitonci e Guidesi siglano un’intesa per mettere in rete politiche industriali, strumenti finanziari e filiere produttive. L’alleanza guarda pure alla Ue con l’obiettivo di aprire un dialogo con i Land tedeschi e le aree spagnole più produttive.

Centosessantasette anni dopo risorge il Lombardo-Veneto. Lombardia e Veneto tornano a fare squadra sul terreno dell’economia e dell’industria, dando vita a una collaborazione strutturata con l’obiettivo di rafforzare il sostegno ai rispettivi sistemi produttivi e consolidare il ruolo dei territori del Nord come principale motore economico del Paese e uno dei poli industriali più rilevanti d’Europa. L’intesa punta a mettere in rete politiche industriali, strumenti finanziari e filiere produttive in una fase segnata da profonde trasformazioni economiche e da una competizione internazionale sempre più intensa.

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