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L’Arabia Saudita è diventata la capitale della droga del Medio Oriente

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L’Arabia Saudita è diventata la capitale della droga del Medio Oriente
Pastiglie di Captagon (Ansa)
  • Il ministero della Difesa israeliano ha sventato lo scorso 31 gennaio un tentativo di fare entrare migliaia di compresse di Captagon nella Striscia di Gaza.
  • Si tratta di un cloridrato di fenetillina, un composto di anfetamina e altre sostanze stimolanti che si è diffuso nei Paesi del Golfo che secondo gli esperti della regione si sta imponendo come un attore principale nel traffico di stupefacenti.

Lo speciale contiene due articoli

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Le guerre moltiplicano le spese di riarmo: ogni persona sul pianeta versa 300 euro per mantenere gli apparati bellici. Tra i gruppi che hanno visto esplodere utili e valori in Borsa pure Rheinmetall, Rtx e la nostra Leonardo.

Mentre l’economia zoppica e famiglie e imprese sono alle prese con il rincaro dell’energia, le aziende del comparto della difesa fanno affari d’oro. I clienti, naturalmente, sono soprattutto i governi. Stimolati dalla nuova situazione internazionale, in particolare dopo l’invasione dell’Ucraina, gli Stati hanno innescato una forte domanda di armamenti e le aziende del comparto sono sommerse di ordinativi. La guerra in Iran sta spingendo ulteriormente la domanda di armamenti e sistemi di difesa.

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Il «metodo Prevost» è un ruggito gentile per la pace nel mondo e dentro la Chiesa
Papa Leone XIV (Ansa)
Il primo Papa americano, Leone XIV, sta sanando le ferite del precedente pontificato. Senza prestare il fianco agli attacchi di Donald Trump.

«Sparire perché rimanga Cristo», questo il programma che papa Leone XIV un anno fa scolpì nella sua prima omelia da pontefice, quella che pronunciò nella Cappella sistina davanti ai cardinali che lo avevano eletto. E ieri a Pompei, esattamente un anno dopo, ha dato il suo corollario: «Nessuna potenza terrena salverà il mondo, ma solo la potenza divina dell’amore, questa potenza divina dell’amore che Gesù, il Signore, ci ha rivelato e donato. Crediamo in Lui, speriamo in Lui, seguiamo Lui!».

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Alessio Bertallot racconta l'evoluzione del dj e l'impatto della manipolazione dei dischi sulla cultura del nostro tempo, con un piccolo esempio rivelatore. Prima di regalarci un inedito lasciato in eredità dal grande amico Bosso e un esperimento tra jazz e Michael Jackson.

Secondo una ricerca condotta da Gpf, il 39% dei cittadini è contro la guerra e le sanzioni a Mosca che rendono più care le bollette. Solo il 14% segue la linea oltranzista antirussa del governo. Ben 4 intervistati su 10 si dicono arrabbiati e non intenzionati a votare.

Ci sono «quattro Italie» posizionate su letture, interpretazioni e opinioni differenti riguardo al conflitto tra Russia e Ucraina: quattro anime corrispondenti a distinti e ben definiti profili di cittadini italiani. Ma la maggioranza di essi, il 39 per cento, non ne può più della guerra, delle inutili sanzioni, dell’abbandono del gas russo che tanto ha inciso sulle nostre bollette, delle discriminazioni di atleti e artisti e soprattutto degli aiuti militari a Kiev, pari a più di 3 miliardi di euro. Sono in netta minoranza, invece, i cosiddetti «atlantisti», ossia gli italiani più vicini alle posizioni finora adottate dal governo di Giorgia Meloni, tendenza Forza Italia: uno spaccato di popolazione nettamente anti Russia, pro Ucraina e pro sanzioni, che rappresenta però soltanto il 14,2 per cento della popolazione italiana.

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