
Da Elon Musk ai leader delle destre europee al Cremlino, le critiche alla condanna con relativa ineleggibilità nei confronti di Marine Le Pen fioccano man mano che il fuso orario fa suonare le sveglie sul pianeta. L’accusa di far fuori per via giudiziaria un esponente politico che gode di un largo consenso è il leitmotiv dei commenti a una vicenda che rappresenta un autogol clamoroso per la sinistra. Per quello che riguarda l’Italia, la dichiarazione più forte è quella di Matteo Salvini, leader della Lega che in Europa fa parte del gruppo dei Patrioti, lo stesso della Le Pen: «Quella contro Marine Le Pen», azzanna Salvini, «è una dichiarazione di guerra da parte di Bruxelles, in un momento in cui le pulsioni belliche di von der Leyen e Macron sono spaventose. Non ci facciamo intimidire, non ci fermiamo: avanti tutta amica mia. Chi ha paura del giudizio degli elettori, spesso si fa rassicurare dal giudizio dei tribunali». Salvini posta su X un selfie con la Le Pen con la scritta «Ti sostengo».
Estremamente duro anche il co-presidente dei conservatori al Parlamento europeo, l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini: «Esprimo stupore e preoccupazione», argomenta Procaccini, «per un’altra terribile sconfitta dello Stato di diritto in una nazione cardine della Ue come la Francia».
Sulla vicenda arriva una forte presa di posizione di Elon Musk: «Quando la sinistra non può vincere al voto democratico», riflette su X il magnate americano, «abusa sul sistema legale per incarcerare i suoi rivali. Questa è la sua strategia standard in tutto il mondo». Musk scrive questa considerazione commentando un post di Mike Benz, un ex funzionario del Dipartimento di Stato che ha creato una Fondazione per la libertà online: «Marine Le Pen in Francia», scrive Benz, «Bolsonaro in Brasile, Imran Khan in Pakistan, Matteo Salvini in Italia, Donald Trump in America, Calin Georgescu in Romania. La persecuzione penale di ogni sfidante populista è una pugnalata al cuore della credibilità della democrazia». Da Washington a Mosca: per la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, la sentenza del processo a Marine Le Pen rappresenta «l’agonia della democrazia liberale»; il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov da parte sua dichiara: «Sempre più capitali europee stanno prendendo la strada della violazione delle norme democratiche».
E veniamo alla nostra vecchia Europa. Il primo a commentare la sentenza e il leader ungherese Viktor Orbán, capo del gruppo dei Patrioti, con un lapidario: «Je suis Marine!» pubblicato su X.
Geert Wilders, leader della destra radicale olandese, si dice «scioccato dall’incredibile verdetto contro Marine Le Pen. La sostengo e credo in lei al 100%», aggiunge Wilders su X, «e confido che vincerà l’appello e diventerà presidente della Francia». Al coro si unisce lo spagnolo Santiago Abascal, leader di Vox, che su X scrive parole perentorie: «Non riusciranno a mettere a tacere la voce del popolo francese». Sulla vicenda interviene anche il leader serbo-bosniaco Milorad Dodik, colpito da un mandato di arresto internazionale per attentato all’ordine costituzionale inviato dalla giustizia bosniaca all’Interpol e fino a ieri irreperibile: «Marine Le Pen», scrive Dodik su X, «è stata condannata perché rappresenta una minaccia per un sistema che non sa perdere. Come nel mio caso, il verdetto non è stato emesso per legge ma per politica. Lei, come me, sta pagando il prezzo perché ha il sostegno delle persone che non possono vincere alle elezioni. I tribunali», aggiunge Dodik, «sono diventati uno strumento per coloro che temono la democrazia, perché sanno che non possono avere successo contro di noi in elezioni eque». Entra nel merito delle accuse Nigel Farage, leader di Reform UK, che afferma che Marine Le Pen è stata «cancellata in base a un’accusa molto inventata. Ho lavorato per oltre 20 anni nel Parlamento europeo e ho osservato il modo in cui venivano utilizzati i soldi pubblici», sottolinea Farage, «e sembra che le uniche persone che abbiano mai perseguitato siano i partiti euroscettici. Questo vi dice tutto. Non vedo come sia possibile che le uniche persone che hanno mai violato le regole di finanziamento dell’Ue siano euroscettici. Semplicemente non è possibile». «Il gruppo Patrioti per l’Europa», si legge in un comunicato, «sostiene pienamente Marine Le Pen contro l’allarmante deriva autoritaria all’interno dell’Unione Europea. La persecuzione politica delle voci dell’opposizione è inaccettabile in qualsiasi vera democrazia. Condanniamo fermamente queste tattiche repressive per mettere a tacere le opposizioni».
Prevedibilmente in controtendenza la dichiarazione della dem Laura Boldrini: «Marine Le Pen ha sempre disprezzato l’Ue ma intanto ne usava i fondi in modo illecito a vantaggio del suo partito».






