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Se il Comune occupa un terreno il proprietario paga ancora l’Imu

Se il Comune occupa un terreno il proprietario paga ancora l’Imu
(IStock)
La Cassazione: «L’obbligo del versamento termina solo con il decreto di esproprio».

La situazione è paradossale ma vera, al punto che per mettere fine a qualsiasi controversia si è scomodata la Cassazione civile tributaria. Chi è proprietario di un terreno che viene occupato dal Comune per la realizzazione di opere di interesse pubblico, come potrebbe essere la realizzazione di una strada, per tutta la durata del cantiere deve continuare a pagare l’Imu. E dunque saldare l’imposta su un bene dove ci sono già le ruspe del Comune e che, quindi, non si può usare. In sintesi: la proprietà di un terreno è condizionata dai progetti del sindaco che, se decide di aprire lì un cantiere per fare una struttura di interesse pubblico, ci manda una squadra di operai, privando il legittimo proprietario della facoltà di disporre del bene come meglio crede, però non lo priva dell’obbligo di pagare le tasse.

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Il museo Leonardo3 di Milano presenta al pubblico la ricostruzione funzionante dell'orologio progettato dal genio toscano tra il 1490 e il 1493.

Mattarella rallenta il Piano casa: no al decreto, ci vuole una legge
Sergio Mattarella (Ansa)
In discussione lo sprint per il rilascio degli immobili e il rapporto proprietari-affittuari.

Non c’è solo la guerra in Medio Oriente a rallentare il via libera del governo a uno dei progetti più attesi della legislatura: il maxi Piano casa. Anche il Colle si è messo di traverso. Intendiamoci, chi è vicino al dossier tende a sminuire e a parlare di rilievi che non destano grande preoccupazione, di dialogo costruttivo e di soluzione a portata di mano. Sta di fatto che il Consiglio dei ministri che era stato programmato per venerdì 6 marzo e che avrebbe dovuto dare l’annuncio di migliaia di nuovi alloggi a prezzi calmierati da consegnare a famiglie e lavoratori della tanto bistrattata classe media è saltato.

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I Paesi del Golfo: «Investimenti esteri non più assicurati». Cosa rischia l’Italia
(Ansa)
Data center, Ia, materie prime, infrastrutture energetiche, turismo e moda: in ballo progetti comuni da decine di miliardi.

Alcuni grandi Paesi del Golfo stanno valutando una revisione degli investimenti esteri e degli impegni futuri per alleggerire la pressione sui conti pubblici provocata dalla guerra con l’Iran. A pagarne il conto potrebbe essere tutta l’Unione europea e dunque anche l’Italia.

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Intanto si riunisce la lumaca Ue e come al solito non decide nulla
Ursula von der Leyen (Ansa)
Vertice sull’energia dei commissari, ma è solo per preparare il prossimo incontro del 19.

Ieri si è riunito il Collegio dei Commissari europei a Bruxelles per raccogliere suggerimenti e definire nuove strategie finalizzati alla riduzione dei prezzi dell’energia. L’iniziativa, resa urgente dalla guerra in Iran che ha fatto impennare le quotazioni di gas e petrolio, fa parte dei lavori preparatori del Consiglio Europeo fissato per il 18-19 marzo con l’obiettivo di dare una risposta alla salvaguardia della competitività dell’industria europea.

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