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Super green pass alleato del virus

Super green pass alleato del virus
Ansa
Sapete perché penso che la decisione del governo di istituire un super green pass sia stupida e pericolosa? Perché si regge su una doppia menzogna, ovvero che chi è vaccinato non sia contagioso, non rischi di essere contagiato, e chi non lo è rappresenti un pericolo per la collettività. Non è così. Anche se giornalisti come Fabrizio Roncone, del Corriere della Sera, vanno in tv a dire che «in democrazia le minoranze vanno rispettate, ma non hanno alcun diritto di minacciare la mia salute e il mio diritto al lavoro», a minacciare la sua salute e il suo diritto al lavoro non sono solo gli 8 milioni di italiani che non si sono vaccinati, ma anche i 30 milioni che sono «immunizzati» - tra i quali probabilmente lui - e che si credono al riparo dal virus, ma in realtà non lo sono.
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Vannacci vuole candidare la Meloni al Colle
Roberto Vannacci (Imagoeconomica)
Il capo di Futuro nazionale svela alle sue truppe la strategia per l’intesa col centrodestra e per mandare in tilt il campo largo. Salvini: «Mi ha fregato». La porta però non è chiusa: «Improbabile un patto, a oggi».
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La leva tedesca è un pericolo: un giovane islamico su due simpatizza per il jihadismo
  • Nella Germania che vuole riarmarsi, cresce il numero di radicalizzati tra gli under 40. La Bundeswehr cerca nuovi soldati, ma così rischia di arruolare nemici dell’Occidente.
  • Il generale Battisti: «Le Forze armate di Parigi hanno adottato protocolli di sicurezza che non sempre funzionano. Gli europei sono restii a indossare la divisa, invece i Fratelli musulmani cercano di infiltrarsi nella società».

Lo speciale contiene due articoli.

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«Certe norme Ue? Un piano diabolico per deindustrializzare l’Europa»
Tommaso Foti (Imagoeconomica)
Il ministro Tommaso Foti denuncia la difficoltà di Bruxelles a superare l’ideologia green che ha condizionato i regolamenti: «Ma il settore dell’auto doveva ribellarsi. Anche la tassa Ets ci frena. E paghiamo l’abbandono del nucleare».
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Famiglia uccisa, il killer bengalese «agente» di un partito filo islamico
L'edificio dove è avvenuta la strage a Casalotti (Roma). Nel riquadro, Shahadat Hossain (Ansa)
Roma, Hossain era nel comitato estero del Bnp. Municipio rosso in festa dopo la strage.
Prosegue senza sosta la caccia a Shahadat Hossain, il bengalese di 43 anni ritenuto dagli investigatori l’autore della strage di Casalotti, a Roma. Dell’uomo sembra essersi persa ogni traccia dopo il triplice omicidio avvenuto nella notte tra venerdì e sabato in un appartamento di via Montiglio, dove sono stati uccisi, a colpi di mannaia, Kamal Uddin Babul, 39 anni, la moglie Jahan Hosne Momotay, 38 anni, e la figlia Islam Arowa. Gravemente ferito anche il figlio ventenne della coppia, unico sopravvissuto al massacro.
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