{{ subpage.title }}

True

Il luna park dove la morte diventa attrazione

True
Il luna park dove la morte diventa attrazione
National Enquirer Live!
In Tennessee il National Enquirer Live! racconta circa 100 fatti di cronaca. Si viene catapultati tra le pagine più famose del tabloid scandalistico Usa: dai dubbi sulla morte di lady Diana a quelli sulla fine di Michael Jackson, passando per un finto sbarco sulla Luna.

All'interno alcuni dei parchi a tema più strani al mondo.


In America gli occhi sono tutti puntati sull'apertura della prima area tematica all'interno di un parco di divertimenti dedicata a Star Wars. Ma a chi serve avere la trasposizione di «una galassia lontana lontana» a Disneyland in California quando, in Tennessee si è inaugurato da pochi giorni niente di meno che un parco dedicato a presunti complotti, morti famose, fatti di gossip succulenti e chi più ne ha più ne metta?

L'idea strampalata, che ovviamente non ha mancato di far storcere in naso agli anti fake news e ai puritani doc, si chiama National Enquirer Live!, è situato nei pressi di Pigeon Forge, ai piedi delle Smoky mountains e a pochi chilometri da una delle attrazioni turistiche più famose dello Stato, Dollywood, il ranch di proprietà della cantante country e attrice Dolly Parton.

Seppur venga chiamato parco divertimenti, il National Enquirer Live! ricorda più uno dei musei diffusi e immersivi che stanno spopolando un po' un tutto il mondo negli ultimi anni. All'interno dei 1.900 metri quadri di spazio dedicati al parco vengono raccontati circa 100 fatti di cronaca (bianca, nera o rosa). I visitatori, dopo aver pagato circa 20 euro di biglietto d'ingresso, saranno invitati a percorrere un red carpet prima di venire catapultati tra le pagine più famose del tabloid statunitense.

«Il tentativo è quello di riportare l'attenzione su morti celebri, omicidi o fatti di cronaca ormai caduti nel dimenticatoio» spiega Robin Turner, uno degli impresari e dei maggiori azionisti del parco «e soprattutto di instillare il dubbio del complotto mediatico nella mente dei visitatori».

Sono molte le domande che, stanza dopo stanza, i cronisti del National Enquirer pongono ai turisti. Lo sbarco sulla Luna è davvero avvenuto? Oj Simpson è davvero colpevole di aver ucciso la sua ex moglie? E Michael Jackson è davvero morto o è rinchiuso in una camera iperbarica in attesa di venire risvegliato in un futuro prossimo?

Tra le attrazioni più contestate vi è senza dubbio quella che ripercorre la morte di lady Diana e Dodi Al Fayed. Era il 1997 quando a Parigi, la principessa del Galles perse la vita durante una corsa in auto per sfuggire dai paparazzi. Da allora mille domande continuano a rimbalzare sui tabloid di tutto il mondo. Lady Diana e il suo compagno sono morti per mano dei reali inglesi? È vero che la principessa era incinta al momento dello schianto? E se non fosse davvero stato un incidente ma un suicidio programmato? «L'attrazione di Diana è forse una delle più affascinanti» racconta Turner «con il 3d abbiamo ricreato nel dettaglio il percorso da quando Diana ha lasciato l'hotel Ritz fino al Pont de l'Alma. Tutto è studiato nel dettaglio per mostrare le effettive distanze, la presunta velocità a cui viaggiava l'auto della principessa e come i paparazzi che la inseguivano con i loro flash abbiano abbagliato l'autista». Niente sangue, niente corpi esanimi, niente eccessi. «Quello che raccontiamo in questa attrazione, che siamo certi attirerà pubblico da tutto il mondo, è una delle versioni della storia», spiega Turner. «Al termine della corsa lasciamo dei dubbi, delle domande, e ci aspettiamo che siano proprio i visitatori a dare le loro risposte su quel fatidico 31 agosto».

National Enquirer Live! gioca con la realtà, ma anche con la fantasia. E soprattutto con la vena complottista nascosta in ognuno di noi. Così, al fianco della foresta in cui presumibilmente abiterebbe Bigfoot e gli alieni di Roosevelt, compare una stazione lunare con un cartello: «qui si cammina sulla Luna». All'interno della stanza, in cui si cammina e si nuota tra palline trasparenti che, secondo gli esperti, simulerebbero la mancanza di gravità (senza effetti collaterali) si ripercorre la storia del primo sbarco senza lesinare su dettagli e accentuando i dubbi che hanno reso questo storico avvenimento una delle presunte bufale più chiacchierate del mondo.

Nel grande circo degli orrori di questo parco, che si stima attirerà 450.000 persone paganti solo nel primo anno di apertura, manca solo una cosa: una giostra che mostri come la Terra, in realtà, sia piatta come una piadina.


Via libera del Consiglio dei ministri al piano casa e al ddl sugli sgomberi. Il premier Giorgia Meloni annuncia fino a 100.000 alloggi in 10 anni e procedure più rapide per liberare gli immobili occupati abusivamente.
Continua a leggere Riduci
Il progetto punta a ristrutturare e creare nuovi immobili per giovani e famiglie che non possono permetterseli. Dimezzati i costi dei notai. Pronti due commissari alla semplificazione. Nascerà un fondo tra pubblico e privato.

L’indice di sforzo sul mutuo. Per capire cosa c’è alla base del piano casa da circa 10 miliardi per creare almeno 100.000 alloggi a canone agevolato in Italia, bisogna partire proprio da qui. Dal rapporto, spiegato ieri in conferenza stampa dal premier Giorgia Meloni, tra lo stipendio netto e quanta parte di quel salario bisogna investire per pagare un mutuo o un affitto.

Continua a leggere Riduci
«Salis va in piazza, ma scorda i nostri eroi»
Silvia Salis (Getty Images)
Massimo Cortesi, responsabile della comunicazione dell’Associazione nazionale Alpini: «L’adunata dell’8-10 maggio è stata voluta dal Comune di Genova. Adesso prevalgono gli interessi di parte. Scuole chiuse? Capiamo il disagio, ma non l’abbiamo chiesto noi».

È da più di cent’anni, più precisamente dal 1920, che gli Alpini organizzano la loro adunata. Ogni anno scelgono una diversa città italiana dove ritrovarsi, vedere vecchi e nuovi amici e, infine, ricordare il periodo della naja. Da qualche tempo, però, la loro parata è accompagnata da polemiche.

Continua a leggere Riduci
Presidi di protesta in tutto il Paese. Alto rischio di scontri ai cortei del 1° maggio
Ansa
In centinaia a Torino, Roma, Milano e Genova. Spunta pure Silvia Salis. I portuali: «Blocchiamo tutto». Pericolo violenze ai raduni odierni.

Dal punto di vista della gestione dell’ordine pubblico il lungo weekend del primo maggio che inizia oggi rischia di essere caratterizzato da una imprevista «navigazione a vista». Il blitz della marina israeliana contro le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, avvenuto a in acque internazionali di competenza dell’Ue ha infatti scombinato, già dal pomeriggio di ieri, il calendario delle manifestazioni previste in questi giorni.

Continua a leggere Riduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy