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Il bello dell’accoglienza: senegalese cerca di bruciare vivi 51 ragazzini

Il bello dell’accoglienza: senegalese cerca di bruciare vivi 51 ragazzini
Ansa

State tranquilli, lo faranno passare per pazzo. Diranno che l'autista che ha sequestrato una cinquantina di studenti di seconda media a Crema era esaurito e non ci stava con la testa, un po' come quel tizio che a Utrecht, in Olanda, una volta salito sul tram, essendo un po' nervoso, ha ucciso tre persone. Ousseynou Sy, il senegalese che in Italia oltre all'accoglienza aveva trovato una moglie, ottenendone in cambio la cittadinanza e anche un posto di autista di corriere, verrà descritto come un povero disadattato. Aveva precedenti per guida in stato di ebbrezza e molestie sessuali, così dicono le cronache, ma ciò non era stato sufficiente (...)

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Giudici contro Nordio e il Garante perché si occupano dei Trevallion
Carlo Nordio (Ansa)
Entrata a gamba tesa dei magistrati, proprio ora che la mediazione sta dando frutti.

«Vietato parlare al conducente». Il cartello consunto che ancora si legge su qualche corriera arrugginita in Valmasino o in Cilento è la stella polare del sistema giudiziario italiano, dove la dialettica è un optional e il diritto di critica vale solo a senso unico.

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Sono le élite che guidano le proteste. E così pure Starmer può cavarsela
Keir Starmer (Ansa)
Nelle manifestazioni non è espressa la volontà popolare, ma è il potere che tesse la tela.

Da quando, con la Pandemia, l’Occidente ha scelto di instaurare la biopolitica, sempre più persone si sono viste costrette a utilizzare categorie novecentesche per comprendere eventi di nuovo tipo, frutto di dinamiche altre, inedite e sino a quel momento soltanto ipotizzate.

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Vannacci inventa «l’immigraticidio»
Roberto Vannacci (Imagoeconomica)
Nuova provocazione del generale, che prosegue la sua critica al reato di femminicidio. E sulle alleanze spiega: «Non ho alzato io i muri, ma gli esponenti di centrodestra».

Dacci oggi le ultime vannacciate quotidiane. Non passa giorno che il generale Roberto Vannacci non ne spari una delle sue.

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Cella piccola e carcere affollato. Sconto di pena al pedofilo pakistano
Il carcere La Dogaia di Prato (Ansa)
Lo straniero era dentro per violenza su minore, ma uscirà prima e con un mini risarcimento in denaro. Il tema delle condizioni dei penitenziari, spesso indegne, è reale, ma lo è anche quello della sicurezza.

Un sessantunenne pachistano, che sta scontando la pena in seguito alla condanna a 12 anni per violenza su minore, quando uscirà dal carcere della Dogaia di Prato potrà usufruire di uno sconto di pena di 199 giorni per le condizioni «degradanti» e «disumane» durante il periodo di detenzione.

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