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2023-07-22
I super food dell'estate
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Il caldo si combatte anche a tavola. Scegliere cibi idratanti e ad alto contenuto di vitamine e sali minerali - prediligendo quelli di stagione - può infatti fornire al corpo forza e vitalità anche durante i mesi più caldi. Ma quali sono i must-have per la nostra tavola in estate? A stilare una classifica di tutti i «super food» contro il caldo è Cortilia, piattaforma per una spesa online smart e sostenibile, che si concentra a offrire prodotti stagionali di qualità.
Il super food per eccellenza, da mangiare ogni giorno, è la frutta secca. Noci, mandorle, nocciole, pistacchi, arachidi, pinoli e tutta la gamma di frutta oleosa (a guscio) sono ricchi di nutrienti e offrono notevoli benefici per la salute. Ideale per uno snack o per aggiungere un tocco di croccantezza a insalate e piatti freddi, la frutta secca è ricca di acidi grassi essenziali come Omega 3 e Omega 6 che agiscono sul agiscono sul metabolismo lipidico riducendo la colesterolemia totale ed aumentando i livelli del colesterolo “buono”. Fibre, proteine vegetali, vitamine - in particolare la vitamina E - minerali e fitosteroli vegetali aiutano poi a produrre altri effetti favorevoli quali la modulazione dell’assorbimento degli zuccheri con conseguente effetto ipoglicemizzante, il recupero dallo sforzo muscolare ed una migliore prestazione sportiva.
Nella lista dei super food dell’estate non possono poi di certo mancare frutta e verdura, i principali alleati per una dieta sana ed equilibrata in ogni stagione. Nei mesi più caldi la scelta è ampia e gustosa, da cetrioli a peperoni e zucchine. Per la frutta si spazia da fragole e ciliegie a meloni e auguri, senza dimenticare la papaya. Questo frutto è infatti particolarmente ricco di nutrienti e proprietà benefiche per la salute. Detta anche «frutto della vitalità», per le sue proprietà energetiche e rivitalizzanti, la papaya è un importante alleato durante l’estate: molto dissetante grazie al suo elevato quantitativo di acqua, contiene anche vitamine A e C, magnesio, potassio, fibre, zinco, ferro e potenti antiossidanti.
Un altro superalimento (super versatile) sono i cereali integrali che, grazie alle loro proprietà, contribuiscono all’assunzione di fibre e ha un apporto energetico più elevato. Alimento cardine dell’umanità da millenni possono essere declinati in decine di prodotti diversi come pane, paste e dolci, così come possono essere consumati nella loro forma originale (ovvero non raffinati). Secondo diversi studi, un consumo adeguato di cereali integrali riduce il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari (meno 21-37%), diabete (meno 20-32%) e ipertensione; contrasta sovrappeso e obesità; aumenta il benessere gastrointestinale; ha effetti antiossidanti e antinfiammatori; e ha un modesto effetto benefico nella riduzione di peso corporeo, circonferenza vita e massa grassa corporea. E tra insalate d’orzo con pesto e verdure, cous cous mediterranei e insalata di avena con edamame e feta, la scelta è veramente vasta.
Per completare la nostra tavola estiva, al posto di formaggi, salumi e prodotti in scatola in estate (ancor di più) è meglio puntare sulle proteine che ci fornisce il mare: pesce di stagione come orata, sogliola, spigola e sardina che, oltre a essere facilmente digeribile, ha anche un buon effetto saziante.
Dal punto di vista nutritivo, il pesce è infatti un alimento prezioso, per la sua digeribilità, per il notevole contenuto di proteine ad alto valore biologico, di minerali e vitamine e per la particolare composizione in grassi. Una dieta ricca di pesce è in grado di abbassare addirittura del 47% il rischio di incorrere in patologie cardiovascolari, grazie alla presenza di Omega 3. Il pesce è inoltre ricco di iodio, un oligoelemento prezioso per mantenere il peso forma perché favorisce la produzione di quegli ormoni (tiroidei, tiroxina, triiodotironina) che accelerano il metabolismo, aiutando a bruciare calorie più velocemente.
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Frutta secca, papaya, cerali integrali e pesce fresco dovrebbero essere sempre presenti nella nostra dieta in questi mesi. Perché il caldo si combatte anche a tavola.Il caldo si combatte anche a tavola. Scegliere cibi idratanti e ad alto contenuto di vitamine e sali minerali - prediligendo quelli di stagione - può infatti fornire al corpo forza e vitalità anche durante i mesi più caldi. Ma quali sono i must-have per la nostra tavola in estate? A stilare una classifica di tutti i «super food» contro il caldo è Cortilia, piattaforma per una spesa online smart e sostenibile, che si concentra a offrire prodotti stagionali di qualità. Il super food per eccellenza, da mangiare ogni giorno, è la frutta secca. Noci, mandorle, nocciole, pistacchi, arachidi, pinoli e tutta la gamma di frutta oleosa (a guscio) sono ricchi di nutrienti e offrono notevoli benefici per la salute. Ideale per uno snack o per aggiungere un tocco di croccantezza a insalate e piatti freddi, la frutta secca è ricca di acidi grassi essenziali come Omega 3 e Omega 6 che agiscono sul agiscono sul metabolismo lipidico riducendo la colesterolemia totale ed aumentando i livelli del colesterolo “buono”. Fibre, proteine vegetali, vitamine - in particolare la vitamina E - minerali e fitosteroli vegetali aiutano poi a produrre altri effetti favorevoli quali la modulazione dell’assorbimento degli zuccheri con conseguente effetto ipoglicemizzante, il recupero dallo sforzo muscolare ed una migliore prestazione sportiva. Nella lista dei super food dell’estate non possono poi di certo mancare frutta e verdura, i principali alleati per una dieta sana ed equilibrata in ogni stagione. Nei mesi più caldi la scelta è ampia e gustosa, da cetrioli a peperoni e zucchine. Per la frutta si spazia da fragole e ciliegie a meloni e auguri, senza dimenticare la papaya. Questo frutto è infatti particolarmente ricco di nutrienti e proprietà benefiche per la salute. Detta anche «frutto della vitalità», per le sue proprietà energetiche e rivitalizzanti, la papaya è un importante alleato durante l’estate: molto dissetante grazie al suo elevato quantitativo di acqua, contiene anche vitamine A e C, magnesio, potassio, fibre, zinco, ferro e potenti antiossidanti.Un altro superalimento (super versatile) sono i cereali integrali che, grazie alle loro proprietà, contribuiscono all’assunzione di fibre e ha un apporto energetico più elevato. Alimento cardine dell’umanità da millenni possono essere declinati in decine di prodotti diversi come pane, paste e dolci, così come possono essere consumati nella loro forma originale (ovvero non raffinati). Secondo diversi studi, un consumo adeguato di cereali integrali riduce il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari (meno 21-37%), diabete (meno 20-32%) e ipertensione; contrasta sovrappeso e obesità; aumenta il benessere gastrointestinale; ha effetti antiossidanti e antinfiammatori; e ha un modesto effetto benefico nella riduzione di peso corporeo, circonferenza vita e massa grassa corporea. E tra insalate d’orzo con pesto e verdure, cous cous mediterranei e insalata di avena con edamame e feta, la scelta è veramente vasta.Per completare la nostra tavola estiva, al posto di formaggi, salumi e prodotti in scatola in estate (ancor di più) è meglio puntare sulle proteine che ci fornisce il mare: pesce di stagione come orata, sogliola, spigola e sardina che, oltre a essere facilmente digeribile, ha anche un buon effetto saziante.Dal punto di vista nutritivo, il pesce è infatti un alimento prezioso, per la sua digeribilità, per il notevole contenuto di proteine ad alto valore biologico, di minerali e vitamine e per la particolare composizione in grassi. Una dieta ricca di pesce è in grado di abbassare addirittura del 47% il rischio di incorrere in patologie cardiovascolari, grazie alla presenza di Omega 3. Il pesce è inoltre ricco di iodio, un oligoelemento prezioso per mantenere il peso forma perché favorisce la produzione di quegli ormoni (tiroidei, tiroxina, triiodotironina) che accelerano il metabolismo, aiutando a bruciare calorie più velocemente.
Giovanni Rezza (Imagoeconomica)
Un’audizione interessante, quella di Rezza, perché, nonostante gli strenui tentativi delle opposizioni che allora governavano (Pd e M5S, con in testa l’onorevole Alfonso Colucci, «difensore d’ufficio» dell’allora premier Giuseppe Conte), l’ex dg ha involontariamente confermato che le misure adottate all’epoca - vaccinazioni di massa dei giovani, obblighi vaccinali e green pass - non poggiavano su evidenze scientifiche certe e non erano state indicate dagli scienziati: «Ha deciso la politica, il Cts ha dato soltanto pareri». Colucci si è buttato a pesce sulla presunta logica del green pass e per ben tre volte ha chiesto a Rezza se con la vaccinazione venisse trasmessa una carica virale inferiore, «quindi si induceva una malattia meno severa». Rezza, per altrettante volte, non ha dato conferma, anzi: «Ci sarebbe stato bisogno di maggiori evidenze. Non possiamo escludere il fatto che una persona vaccinata si ammalasse, su questo bisogna essere intellettualmente onesti». Non solo: «Quando è arrivata Omicron (a dicembre 2021, ossia proprio quando il governo di Mario Draghi intensificò la stretta contro chi non si vaccinava con il super green pass, ndr) la protezione della vaccinazione nei confronti di Omicron è diventata più bassa rispetto alle varianti precedenti», ha spiegato. Smentendo il famoso mantra di Draghi «se non ti vaccini, ti ammali, muori e fai morire»: «L’effetto del lockdown», ha dichiarato l’infettivologo, «non era di evitare il numero totale di casi, ma di distribuire nel tempo i casi di infezione, così da curare non solo i malati Covid ma anche gli altri pazienti». Era un problema di salute pubblica, insomma, con buona pace dei cittadini che sono corsi a vaccinarsi per evitare di ammalarsi.
Il docente ha anche parlato degli effetti collaterali. Il problema, ha osservato, risiedeva nell’incidenza dei casi: «Se va al di sotto di una certa soglia nelle persone più giovani, dato che i vaccini possono causare degli effetti collaterali, allora lì bisogna bilanciare i rischi e benefici. Quando l’incidenza cala, gli effetti collaterali dei vaccini prendono il sopravvento e questo è il motivo per cui noi a un certo punto non abbiamo più vaccinato le persone giovani», ha dichiarato. Senza però spiegare quando esattamente il governo avrebbe smesso di vaccinare le persone più giovani: ancora nel 2022, l’esecutivo Draghi e il ministero della Salute di Speranza stringevano le maglie soprattutto sulla fascia di popolazione da 0 a 20 anni.
«Durante la pandemia, l’allora governo italiano attuò una campagna vaccinale di massa senza conoscere quante persone avevano sviluppato un’immunità naturale. L’assenza della banca dati dei guariti è stata confermata dal professor Rezza. Abbiamo la conferma che le politiche in termini vaccinali hanno ignorato il principio di precauzione e il rapporto tra rischi e benefici», ha commentato Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia.
Se davvero i governi Conte e Draghi hanno commesso così tanti imperdonabili errori sulla pelle dei cittadini in pandemia, resta da capire per quale motivo scienziati come Rezza scelsero il silenzio anziché la protesta. E c’è sempre chi, come Giuseppe Ippolito (ex direttore scientifico dello Spallanzani di Roma e membro del Cts), non rinuncia a buttarla in politica: «L’epidemia di Ebola in Congo e Uganda risente del limitato supporto dato dagli Stati Uniti. L’uscita degli Usa dall’Oms, decisa da Trump, ha fatto sì che ci sia meno personale sul terreno». La colpa, insomma, è sempre del presidente Usa.
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Ecco #DimmiLaVerità del 27 maggio 2026. Con il nostro Stefano Piazza analizziamo gli errori degli Usa in Iran.
Scontri tra manifestanti e membri della polizia boliviana durante una protesta che chiede le dimissioni del presidente boliviano Rodrigo Paz a La Paz (Ansa)
Da quasi un mese la Bolivia è paralizzata da proteste e blocchi stradali contro il presidente Rodrigo Paz. La sinistra guidata da Evo Morales contesta le riforme economiche del governo, mentre La Paz è stretta tra scontri, carenze e tensione sociale.
Un’ondata di proteste e blocchi stradali che chiedono le dimissioni del presidente Rodrigo Paz, in carica da appena sei mesi, sta scuotendo la Bolivia. Paz rappresenta il centrodestra cattolico e nello scontro elettorale ha superato due candidati di destra come Tuto Quiroga e Samuel Doria Medina. La sua politica economica guarda al neoliberismo, ma le organizzazioni sindacali e i movimenti di sinistra, capeggiati dall’ex presidente Evo Morales, hanno deciso di scatenare la piazza contro il suo governo.
Il nuovo presidente ha applicato una serie di misure per riformare la stagnante economia boliviana, che secondo le previsioni del Fondo monetario internazionale, ha un Pil in diminuzione del 3,3% nel 2026, il calo più marcato dell'intera regione sudamericana. Paz ha tagliato molti sussidi statali creati dai governi di sinistra al potere da decenni e ha provato a impostare una riforma agraria che ha scatenato le proteste. I coltivatori di coca, detti cocaleros come Evo Morales, e gli agricoltori indigeni sono stati i protagonisti delle guerriglia urbana che ha messo a ferro e fuoco il paese andino.
La capitale economica La Paz è stata assediata dai blocchi stradali, guidati dal sindacato dei camionisti schierato con la sinistra, che la polizia ha affrontato con decisione e si contano già quattro morti e diverse centinaia di feriti. La rabbia ha raggiunto tutte le principali città boliviane e sabato scorso il convoglio del ministro dei lavori pubblici Mauricio Zamora è stato attaccato da manifestanti e per alcune ore sembrava che fosse finito in mano ai gruppi di protesta, che chiedono le dimissioni di Paz e nuove elezioni. L’attuale presidente ha un rapporto molto forte con l’Argentina e anche con Javier Milei, ma anche con Washington che non ha fatto mancare il suo sostegno politico alle azioni di Rodrigo Paz. La polizia ha utilizzato i bulldozer per rimuovere i blocchi costituita da rocce e pilastri di cemento, con l'obiettivo di agevolare l'afflusso di cibo e medicinali nella capitale, che non riceve rifornimenti ormai da giorni.
Dietro al caos boliviano c’è il partito di sinistra Mas (Movimento al socialismo) guidato da Morales, un politico screditato che deve affrontare un processo dove è accusato di aver avuto una relazione con una minorenne durante il suo ultimo mandato presidenziale. Paz sta tenendo aperti diversi canali di comunicazione con una parte politica della sinistra ed in segno di buona volontà ha annunciato un taglio del 50% del suo stipendio e di quello di tutti i ministri del suo governo. Ormai La Paz, la città più importante delle nazione adagiata sulle Ande, è entrata nella quarta settimana di blocchi e sta soffrendo una seria carenza di generi di prima necessità e soprattutto di carburante.
Il governo ha tentato di aprire un corridoio umanitario per permettere il passaggio, ma ci sono stati attacchi ai convogli che hanno fatto fallire questa operazione. Rodrigo Paz ha parlato alla televisione nazionale ed ha dichiarato che la Bolivia sta rischiando la bancarotta ed ha accusato la sinistra di voler governare pur essendo soltanto una minoranza e che vuole affamare il popolo. Nemmeno l’annuncio di un rimpasto governativo che potrebbe includere anche alcuni politici vicini al sindacato sembra aver ridotto la pressione, perché i sindacati degli agricoltori e la cosiddetta Centrale operaia boliviana, un network che raggruppa diverse sigle, rifiutano di partecipare ad ogni forma di dialogo. Paz è in una situazione molto complicata perché la sua posizione politica è piuttosto debole e non dispone di un’ampia maggioranza parlamentare, ma al momento non ha ancora dichiarato lo «stato di eccezione», che darebbe poteri straordinari alle forze dell’ordine, continuando a cercare il dialogo con i partiti e le organizzazioni di sinistra.
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Nonostante il gradimento non eccezionale, la presa del Presidente sui repubblicani resta salda, mentre Leone 14° pubblica la sua enciclica sull’IA.